Quel “pasticciaccio” dello stadio del Taranto calcio

Già Vicepresidente Vicario di Lega Pro, oggi tornato a scrivere di economia e politica dello sport.
27.11.2023 00:00 di Marcel Vulpis Twitter:    vedi letture
Quel “pasticciaccio” dello stadio del Taranto calcio
TMW/TuttoC.com
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Sono diversi i club di Serie C con forti potenzialità soprattutto se parliamo di “fan base” (letteralmente “bacini di tifoseria”). Tra questi troviamo il Taranto calcio, da alcuni anni tornato stabilmente in Serie C (Lega Pro). Il club ionico è provvisoriamente ottavo in classifica (deve ancora giocare il 15° turno). Quest’anno ha avuto più di qualche problema con il proprio stadio, sia per l’inaspettato incendio in curva in occasione del derby Taranto-Foggia (da lì l’inagibilità della struttura per diverse giornate), sia per il contrastato rapporto con il sindaco (Rinaldo Melucci), che aveva in mente la realizzazione di un nuovo impianto sportivo (intercettando risorse fresche all’interno del progetto dei Giochi del Mediterraneo 2026). 

Il primo problema, per fortuna, è stato risolto e, alla fine, è stata decisa la riapertura dello storico “Erasmo Iacovone”. Purtroppo però ci sono altre notizie negative. Dopo il blocco del progetto del nuovo stadio del nuoto, anche per quello destinato al calcio bisognerà rivedere l’intero piano di investimenti. L’idea di un nuovo impianto, con decine di milioni di euro a budget, sta definitivamente tramontando. Più facile invece puntare su una radicale ristrutturazione. 

Verrà demolito solo l’anello inferiore garantendo una capienza minima di 22mila spettatori. Più facile quindi il riammodernamento per provare a rendere la struttura in esame più accogliente e moderna. Cade infine l’ipotesi, inizialmente prevista, di fornire una copertura per le gradinate e le curve. Una notizia che sicuramente non farà felici i tifosi (soprattutto quelli più caldi). 

Negli ultimi due anni si è parlato più volte del maxi progetto del nuovo stadio, che doveva dare un’immagine totalmente diverse della città nel suo complesso. Un progetto che avrebbe portato milioni di euro sul territorio tarantino. Adesso tutto questo non sarà più possibile e l’ipotesi di un sostanziale restyling non presenta di fatto alcun elemento di innovazione. I Giochi del Mediterraneo dovevano essere un acceleratore per attrarre investimenti e invece, per assurdo, si stanno trasformando in una mancata opportunità. Come già è successo in passato non riusciamo a sfruttare al massimo la gestione di grandi eventi sportivi nel nostro Paese. E anche i Giochi del Mediterraneo rientrano perfettamente in questa casistica. 

Ma chi ne pagherà le conseguenze? Sicuramente l’attuale proprietà del club ((il presidente-patron è l’imprenditore locale Massimo Giove). La piazza di Taranto merita uno stadio moderno e ricco di comfort, ma il timore è che si arrivi nel 2026 alla realizzazione di un progetto monco. In sintesi un’altra opportunità mancata nel settore dell’impiantistica sportiva. 

Sono sicuro infatti che se il Taranto calcio potesse disporre di uno stadio con queste caratteristiche, diventerebbe una leva incredibile anche per il progetto sportivo. Un’opportunità in grado di far volare i ricavi commerciali del club ionico, che, quest’anno, ha subito, suo malgrado, molte limitazioni proprio per l’inagibilità della struttura.