Monza, Asta a TLP: "Non voglio sentir parlare di play-off. Punto molto su Valagussa e Vita. TLP Awards? Ecco i miei tre nomi"

Monza, Asta a TLP: "Non voglio sentir parlare di play-off. Punto molto su Valagussa e Vita. TLP Awards? Ecco i miei tre nomi"TMW/TuttoC.com
Antonino Asta
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
martedì 2 aprile 2013, 23:00Interviste ESCLUSIVE
di Valeria DEBBIA

Partito senza un obiettivo ben delineato, il Monza di mister Antonino Asta sta sorprendendo un po' tutti e prima della pausa pasquale è riuscito persino ad issarsi all'ultimo posto della zona play-off. Nonostante tanti problemi societari e una pesante penalizzazione di sei punti, la squadra biancorossa ha inanellato ben cinque vittorie consecutive portando a poco a poco la tifoseria a sognare ciò che comunque nello staff tecnico e tra i giocatori resta ancora tabù: "Io non voglio sentire parlare di play-off - sottolinea con forza Asta in questa intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoLegaPro.com, - ma continuo a parlare di partita dopo partita e all'ultima giornata vedremo". Tanta parte di questo piccolo miracolo sportivo l'ha fatta sicuramente lui, l'ex allenatore della Primavera del Torino che con la sua carica esplosiva ha saputo costruire una squadra dal gioco sempre propositivo e spumeggiante, come aveva promesso già questa estate al momento del suo approdo sulla panchina brianzola. 

Mister, avete ripreso proprio martedì pomeriggio gli allenamenti in vista della trasferta di Forlì. Come ha trovato la squadra dopo la sosta pasquale?
"L'ho trovata bene. Al termine della partita vinta con l'Alessandria avevo sottolineato i due sentimenti contrastanti nei confronti della pausa: da una parte ero dispiaciuto perché stavamo facendo bene, venivamo da una striscia positiva e correvamo sulle ali dell'entusiasmo. Obiettivamente parlando, eravamo però un po' stanchi sia da un punto di vista dell'energia fisica sia da un punto di vista mentale. Abbiamo avuto poche possibilità di riposo per via del recupero infrasettimanale di Casale. Quindi dall'altra parte sono contento che i miei ragazzi si siano riposati. Ora li ho ritrovati carichi, come sono sempre stati. Avvertono l'importanza di queste sei finali". 

Lei sa che da qualche settimana è scattata la seconda edizione dei TLP Awards [ CLICCA QUI PER VOTARE ], ovvero la competizione che vede i lettori di TuttoLegaPro.com giudici ed elettori dei migliori allenatori di 1^ e 2^ Divisione. Chi voterebbe tra i suoi colleghi e cosa pensa del suo attuale quinto posto? Non trova che sia una posizione che non rende del tutto merito al cammino che sta facendo la sua squadra?
"No - si schermisce mister Asta, - a dire il vero devo pensare ad altro. Certo fa piacere ricevere i voti dei tifosi, ma non è quello che mi preoccupa. Devo pensare soprattutto alla mia squadra. Comunque il mio voto, in 1^ Divisione, va ex aequo a mister Roberto Boscaglia del Trapani e a mister Luca Prina dell'Entella: è vero che il primo ha una squadra fatta di nomi importanti, ma sta ripetendo un campionato di vertice dopo aver perso una finale play-off incredibile la scorsa stagione con la Virtus Lanciano. Con lui scelgo Prina perché l'anno scorso la squadra ligure ha fallito di pochissimo la promozione e quest'anno - dopo il ripescaggio - si ritrova nei play-off. E' una realtà che sta uscendo negli ultimi anni e a Chiavari non è semplice fare calcio: so che c'è una struttura importante e il presidente ci tiene molto, ma non è facile stare davanti a colossi che erano partiti per ammazzare il campionato. In 2^ Divisione scelgo mister Carlo Perrone della Salernitana: si è tolto la soddisfazione della promozione dai Dilettanti e ora - dopo essere stato mandato via - è tornato e la squadra ha continuato a macinare gioco e risultati. Doveva finire il lavoro iniziato l'anno precedente. E' la dimostrazione che non sempre mandar via allenatori in modo affrettato porta risultati".

Eppure anche Lei sta svolgendo un ottimo lavoro a Monza. Partito con un obiettivo non ben definito si ritrova ora a 46 punti, a sole due lunghezze dal terzo posto. E' così impossibile pensare ad un Monza proiettato addirittura alla conquista della seconda posizione in classifica?
"No, dobbiamo essere realisti perché quei sei punti non li abbiamo (si riferisce appunto alla penalizzazione, ndr). Già giocarsi qualcosa di importante da qui alla fine sarà per noi una soddisfazione enorme. Io non voglio sentire parlare di play-off, ma continuo a parlare di partita dopo partita e del nostro mini-torneo. All'ultima giornata vedremo. Anche se le prossime due partite con Forlì e Castiglione incominceranno a farci capire di più quale sarà la nostra dimensione".



Negli ultimi giorni era circolata una voce, secondo cui il Crotone la starebbe monitorando per un prossimo futuro. Sono indiscrezioni che l'hanno più disturbata o più gratificata. E quanto di vero c'è?
"Io non credo alla massima secondo cui "bene o male, l'importante è che se ne parli". A me fanno piacere le voci positive e comunque nessuno mi ha mai contattato. Gli interessamenti non nego che facciano piacere e questo mi ha gratificato".

Ma le piacerebbe fare un'esperienza su una panchina del Sud?
"Io ho sempre detto che l'allenatore lo si fa indipendentemente che sia al Sud o al Nord. Questo mestiere - sia da calciatore sia da allenatore - ti porta a conoscere realtà sempre diverse e ti porta ad essere un po' "nomade" visto quanto ti devi spostare. Il mio primo obiettivo, quello più immediato, è portare il Monza - se ne avrò la fortuna, la forza e l'opportunità - dove meritano la città, la società e i tifosi. Ma ora come ora penso solo ed esclusivamente a come mettere la squadra in campo, partita dopo partita. Solo a fine campionato valuterò con la società".

Lei sta lanciando parecchi giovani: se le chiedessimo un nome pronto per il salto di categoria?
"A volte cito qualcuno dei miei, perché penso sia giusto quando un giocatore fa una buona gara. Ma la forza di questa squadra è sempre stata il gruppo. Nei miei pensieri e nel mio modo di allenare il gruppo viene prima di ogni cosa. Certo non posso negare che ci sono dei giocatori che sono un valore aggiunto: Paolo Valagussa ed Alessio Vita sono due ragazzi che in questo momento, nel panorama calcistico italiano, considerato che sono due classe 1993, stanno facendo cose veramente straordinarie. Li porterei sempre con me se ne avessi l'opportunità: tutti gli allenatori vorrebbero due come loro. Oltre ad essere ottimi giocatori, sono anche due ragazzi eccezionali. Se abbini la qualità al livello caratteriale, all'impegno e all'abnegazione negli allenamenti fai un quadro di due giocatori che mi auguro abbiano un grande avvenire davanti".

Ha citato due giocatori che hanno già collezionato parecchie presenze in azzurro. Non possiamo allora dimenticare che in questi giorni anche Giovanni Laraia è stato convocato dal CT Bertotto per il Torneo di Dubai dell'Italia Lega Pro Under 18.
"C'è anche Laraia, ma è un classe 1994. Anche se ha fatto parecchie presenze, credo che il gradino più alto vada ai classe 1993. Ma l'anno prossimo Laraia e Ravasi, che ha un potenziale importante, sicuramente avranno più spazio".

Ogni volta che i suoi collaboratori e i suoi giocatori parlano di Lei lo fanno sempre in toni entusiastici, sottolineando come sia Lei l'arma in più di questo Monza. Lo si vede nella carica che mette ad ogni allenamento: non sono mai ammessi cali di tensione.
"Fa piacere. Ma io credo che ogni allenatore abbia il suo metodo. Io sono così e mi porto dietro ciò che ero da calciatore. Credo tantissimo nel lavoro durante la settimana, nel migliorarsi come individualità e come squadra. Penso che l'allenatore sia quella figura che deve essere sempre presente non solo a livello fisico, ma che mette attenzione in tutto. E' il primo che deve dare l'esempio quando si fa l'allenamento. Guai a mollare di un solo millimetro: sempre massima attenzione anche sui dettagli. I giocatori avvertono che l'allenatore si comporta così, che è lì col suo staff a lavorare per loro e per la squadra, ma credo che sia la normalità. Magari poi qualcuno di loro ha esasperato questa cosa. Io comunque sono spontaneo e genuino anche in campo. A volte quando sono in panchina la mia mimica diventa troppo evidente, ma sono così. Do l'impressione di essere quello che deve spronare tutto e tutti, ma semplicemente cerco di farlo quando ce n'è bisogno visto che per me parte sempre tutto dal tecnico. Se è vero che le squadre a livello caratteriale assomigliano al loro allenatore, allora ci credo".