Arezzo, diggì Pagni a TLP: "Ripescaggio? Ci spetta di diritto. ROI Italia: formati quasi mille osservatori"

Arezzo, diggì Pagni a TLP: "Ripescaggio? Ci spetta di diritto. ROI Italia: formati quasi mille osservatori"TMW/TuttoC.com
© foto di Ninni Cannella
lunedì 21 luglio 2014, 22:40Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Nella bellissima cornice siciliana di Roccalumera, questo week-end la ROI Italia ha organizzato un workshop per la formazione di nuovi osservatori. E le soddisfazioni non sono mancate: tantissimi, infatti, sono stati i partecipanti, arrivati da tutto il sud Italia. Uno degli interventi più interessanti e seguito è stato realizzato da Danilo Pagni, attuale direttore generale dell'Arezzo, ex collaboratore dell'area tecnica ed esperto scout del Chievo Verona. TuttoLegaPro.com, media partner dell'evento, lo ha intervistato in esclusiva. 

Tanta affluenza e tanta passione in questa tappa siciliana. Al sud mancano le strutture ma voi aiutate a creare una rete di un certo livello.

"La ROI Italia ha messo su un movimento di quasi mille scout che stanno cercando di continuare il loro sogno. Sono un realista per natura: ho cercato di portare la mia esperienza ma soprattutto ho provato a dargli una metodologia di lavoro, insegnandogli anche come interagire. Bisogna sempre essere pronti in ogni momento: ad esempio, dopo il corso di Ostuni, è venuto a lavorare con me uno dei partecipanti. Il mio consiglio è quello di studiare e creare una cultura calcistica, sempre con grande curiosità. Non nascondo, infine, che ogni tappa arricchisce il mio bagaglio, grazie al confronto con tante realtà, persone e storie diverse". 

Purtroppo in Italia sono poche le società a puntare sul lavoro degli osservatori. Il problema non è alla base, ma alla testa...

"Preferiamo riempire di soldi un calciatore piuttosto che pagare, magari con una piccola parte di un mega-stipendio, un collaboratore. Il nostro è un problema culturale e d'impostazione ma per fortuna è in atto un ricambio generazionale".

Capitolo Arezzo: ripescaggio si o no?

"Se dovessero prevalere i criteri infrastrutturali l'Arezzo sarebbe in Lega Pro. Se, al contrario e con poca correttezza, consentiranno fuori tempo massimo di rimodernare gli stadi, giocheremo in Serie D".

Non sapere a fine luglio che tipo di campionato disputerete non è un problema per il mercato?

"Siamo sempre operativi, abbiamo una società forte e idee chiare. Lo avevamo messo in preventivo, mi era già capitato in passato. Ma ora come ora mi interessa costruire una grande organizzazione in una grande piazza, a prescindere dalla categoria. Nuovi giocatori? Abbiamo belle sorprese in serbo ma non creiamo facili entusiasmi, ma sono molto ottimista".