Baiano a TLP: "Un fuoriclasse come Zeman è sprecato in Lega Pro. Che tristezza la crisi della mia Sangio. Il mio erede è..."
Il cuore fratturato e diviso a metà. Da una parte l'entusiasmo per rivedere una sua ex squadra, come il Foggia, tornata competitiva ai massimi livelli, degni dei fasti degli anni novanta nei quali ci militò. Dall'altra, invece, una società come la Sangiovannese della quale è stato bandiera e capitano per sei anni, trascinandola dalla C2 alle soglie della Serie B e che ora versa in una grave crisi societaria che rischia seriamente di sfociare in estate nel fallimento. Il protagonista dell'intervista esclusiva, realizzata da TuttoLegaPro.com, è l'ex attaccante di Napoli e Fiorentina Francesco Baiano che, attualmente, ha intrapreso la carriera di allenatore in qualità di vice di Beppe Sannino al Varese, ma che dalla città lombarda continua a seguire con passione e trepidazione le gesta delle sue ex squadre militanti in Lega Pro come i satanelli pugliesi e i biancoazzurri del Valdarno.
Francesco, a distanza di quasi vent'anni a Foggia è riesplosa la Zemanlandia. Che effetto ti fa rivedere il mister nella Capitanata?
"Sono davvero contento del ritorno della triade vincente foggiana degli anni Novanta, perchè oltre al mister sono tornati il Presidente Casillo e il direttore Peppino Pavone e non è un caso che il loro ritorno sia coinciso con un Foggia d'alta classifica. Nonostante siano partiti in ritardo rispetto alle avversarie grazie alla competenza di Zeman, Casillo e Pavone, che hanno pescato giovani talentuosi, sono riusciti ad essere competitivi. Spero tornino in B anche perchè, con tutto il rispetto, vedere un fuoriclasse della panchina come Zeman allenare soltanto in Prima Divisione è una vergogna".
Il trio Kone-Sau-Insigne fa sognare i tifosi come fu per il tridente Rambaudi-Baiano-Signori: secondo te è possibile un paragone?
"Parliamo di ragazzi molto giovani, eppure di grande talento. Credo che siano già pronti per il grande salto in Serie B. Sau e Insigne stanno segnando tantissimo, però prima, parlo da tifoso, devono riportare il Foggia in B".
Adesso stai allenando a Varese, in caso di promozione l'anno prossimo potresti trovarti di fronte in cadetteria il tuo maestro Zeman. Come vivresti la sfida dalla panchina?
"Per me sarebbe il massimo oltre che un grande piacere affrontare il mister in B, anche perchè un grande allenatore come lui può solo fare bene al movimento calcistico e perciò deve allenare nelle categorie più importanti, in Serie C è sprecato".
Ci racconti un aneddoto sul tecnico boemo e sulla tua avventura in rossonero?
"Il primo ricordo che mi viene in mente, e che racconto sempre ai ragazzi più giovani, riguarda le apparizioni mistiche che nei due anni di ritiro a Foggia Zeman mi ha regalato. Infatti la durezza e l'intensità dei suoi allenamenti mi portava alle lacrime e a vedere la Madonna (testuale ndr), tuttavia devo ringraziarlo perchè grazie a lui ho raggiunto obiettivi che mai avrei pensato di ottenere. Nei due anni in Puglia ho segnato 38 reti, vincendo la classifica dei marcatori in B e centrando la promozione. Inoltre con la tifoseria mi sono trovato magnificamente, mi sono sempre stati vicini incoraggiandomi e facendomi sentire protetto".
Passiamo ora all'altra tua ex di Lega Pro, la Sangiovannese: che effetto ti fa sapere che rischia di scomparire?
"Sto vivendo la situazione della Sangio con grande tristezza visto che ci ho militato per sei anni nei quali mi sono tolto grandi soddisfazioni centrando la promozione in C1 e duellando con il grande Napoli per arrivare in B. Purtroppo la scomparsa in pochi anni di due grandi presidenti come Castrini, che porterò sempre nel cuore, e Lazzerini ha tagliato le gambe alla società anche perchè non è facile trovare imprenditori desiderosi di entrare nel mondo del calcio al giorno d'oggi. A maggior ragione se un club è pieno di debiti da risanare".
A Varese c'è il giovane Giuseppe De Luca che molti hanno accostato a te: può essere il tuo erede?
"Stiamo parlando di un talento giovanissimo di 19 anni che però da sei mesi, ormai, si sta allenando costantemente con la prima squadra. Infatti il salto con i big è fondamentale per un giocatore per crescere e maturare, soltanto allenandosi con la prima squadra si possono imparare le malizie che trasformano una giovane promessa in una realtà. Beppe è una punta che, come me, pur non essendo dotato fisicamente ha il gol nel sangue e doti tecniche fuori dal comune. Non a caso è stato capocannonniere del Torneo di Viareggio ed è già andato a segno in B contro la Triestina. Seguendolo tutti i giorni poi cerco di trasmettergli la mia esperienza attraverso tanti consigli, poichè credo che De Luca abbia tutte le potenzialità per diventare un grande giocatore. La sua grande qualità è l'umiltà e la voglia di imparare e migliorarsi continuamente, per me ha la "fame" giusta per sfondare".
Nel tuo Varese ci sono molti giovani, chi consiglieresti alle grandi squadre?
"Mi ha impressionato Pisano, ha 23 anni ed è di gran lunga il terzino più forte di tutta la Serie B. Di testa è fortissimo, difende ottimamente ed ha una velocità impressionante alla quale abbina un'ottima qualità tecnica. Se fossi un club di Serie A "qualche soldino ce lo butterei (testuale ndr)" su questo ragazzo che è giovane, ma che già adesso nel panorama della massima serie, a mio avviso, ha pochi eguali. Le grandi società devo rischiare e puntare sui giovani, altrimenti è inutile poi lamentarsi che non sbocciano se nessuno si prende il rischio di comprarli e lanciarli".
In chiusura c'è una punta del calcio di oggi nella quale ti rivedi?
"Se devo farti un nome secco ti dico Neto Pereira, un giocatore straordinario nonchè un professionista coi fiocchi il cui unico difetto è la carta di identità dato che ha già 31 anni. Purtroppo essendo extracomunitario è stato costretto per troppi anni a soffocare il suo enorme talento nei dilettanti arrivando soltanto ora nel grande calcio".
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