Como, Sabatini a TLP: "Il Bassano è forte in tutti i reparti. Bravo Padova, ma l'anno prossimo non voglio affrontarti"

Como, Sabatini a TLP: "Il Bassano è forte in tutti i reparti. Bravo Padova, ma l'anno prossimo non voglio affrontarti"TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
sabato 6 giugno 2015, 11:00Interviste TC
di Alessio LAMANNA

Il compito di un allenatore si vede soprattutto in giorni di alta tensione come sono questi per la rosa del Como. Sì, perché se è vero che alla vigilia di una finale playoff i calciatori non hanno bisogno di essere motivati, è anche vero che il tecnico è chiamato a mantenere il giusto clima nello spogliatoio e a preparare con lucidità la partita, prevedendone gli scenari. Ci sta provando Carlo Sabatini, tecnico dei biancoblu pronto ad affrontare domani il Bassano nell'andata della finale playoff. Noi di TuttoLegaPro.com l'abbiamo contattato in esclusiva.

Mister, il Benevento aveva individualità di categoria superiore, mentre col Matera bisognava stare attenti all'aggressività e ai ritmi alti. Ora il Bassano: quali sono le loro armi?
"E' una squadra molto simile al Matera. Vengono da un campionato importantissimo l'anno scorso, quando hanno dominato la Seconda Divisione, e quest'anno hanno avuto la forza di ripetersi. Si parla sempre del loro potenziale offensivo: Iocolano, Furlan, Pietribiasi, Nolè. Ma secondo me è una squadra compatta, completa, forte in tutti i reparti. Gli mancheranno due giocatori forti e importanti (Pietribiasi e Furlan, ndr), ma così come il Matera, il Bassano fa del gioco di squadra la propria arma, quindi queste assenze peseranno meno".

Mentre il Como come sta?
"Mentalmente ovviamente stiamo bene, questa galoppata ci ha dato certezze ed entusiasmo. Nel complesso stiamo bene anche fisicamente, nonostante la stagione estenuante: questa è la cinquantaduesima partita che giochiamo, quindi è fisiologico che qualche giocatore abbia qualche acciacco. Marchi è ancora fuori ma la nostra rosa è molto ampia e competitiva. Domenica il caldo toglierà qualcosa ad entrambe le squadre e allo spettacolo".

Riferendosi alle due sconfitte subite quest'anno col Bassano, ha parlato di rivincita e non di vendetta. Di sicuro però l'andamento di quelle partite dimostra che il divario tra le due squadre non è così netto come ha detto la classifica...
"No, infatti ci riteniamo assolutamente competitivi. Credo ci sia grande equilibrio tra le due squadre, le possibilità sono 50 e 50. La partita di andata me l'hanno riferita, mentre in quella di ritorno sarebbe stato giusto il pareggio. Comunque affrontiamo il Bassano con grandissima umiltà e l'ultimo scontro diretto ci ha insegnato che dobbiamo sbagliare poco o niente e non concedergli spazi".

Parlando di lei, il direttore Dolci ha detto che il suo carattere pacato ha dato serenità al gruppo. Riuscirà a mantenere e trasmettere la calma anche in una finale così importante?
"Anche sotto questo aspetto abbiamo trovato un equilibrio. Per esempio, avevo caricato troppo la partita col Bassano perché in quel momento dovevamo vincere e siamo partiti con troppa veemenza. Abbiamo acquisito maturità ma di certo questo non è solo grazie al mio modo di pormi. E' una consapevolezza che appartiene a tutta la squadra. Da parte mia cerco di essere molto equilibrato nelle mie dichiarazioni, sia nei momenti positivi che negativi. Ma quando c'è da caricare la squadra lo faccio, come tutti gli allenatori".

Dopo essere passato alla difesa a 4, con risultati altalenanti, è tornato al 3-5-2. Col senno di poi, cambiare modulo è stato un errore?
"No perche in quel momento il modulo non funzionava, venivamo da tante sconfitte, anche se il problema non era solo quello. Cambiare schieramento non è stato così infruttuoso perché abbiamo continuato a fare tanti punti, anche se non abbiamo mai convinto fino in fondo con la difesa a 4. Però la vittoria di Lumezzane, che è stata l'inizio della svolta, è arrivata col 4-3-1-2. Dico questo per dire che certamente il ritorno al 3-5-2 è stata una scelta felice, però la vera svolta è stata a livello mentale e non esclusivamente dettata dal modulo".

Come la squadra sta percependo il grande entusiasmo che si respira in città?
"Lo consideriamo un risultato importante, due mesi fa non lo immaginavamo neanche lontanamente. E' un motivo di soddisfazione ed orgoglio. Però non siamo assolutamente paghi di questo: vogliamo completare l'opera. Abbiamo fatto un allenamento allo stadio, io ho incrociato per caso dei tifosi in coda ed è partita un'ovazione spontanea: sono cose che fanno piacere. Questo dimostra che a Como c'era voglia di calcio e di risultati importanti. Per domenica addirittura si preannuncia un tutto esaurito: siamo sicuri che il pubblico ci darà una spinta importante".

Lei è in scadenza di contratto, così come buona parte della rosa. Sbagliamo se diciamo che questo, anziché destabilizzarvi, si è trasformato in una motivazione in più?
"No, non sbagliate. C'è da dire che di discorsi sui contratti non ne ho sentiti in spogliatoio ed in questo momento sono lontani anni-luce da noi. Però dopo quelle due/tre sconfitte che avevano determinato l'allontanamento di tutti gli obiettivi, ci siamo ricompattati e c'era voglia di rivincita verso tutti: innanzitutto verso noi stessi, perché sapevamo di poter fare molto di più, e poi anche verso l'ambiente, chi ci criticava".

Concludiamo con una battuta sul Padova, sua ex squadra che è riuscita a tornare in Lega Pro.
"Io quando si parla del Padova sono di parte: lì ho passato 18 anni, giovanili incluse, quindi non mi può non far piacere il fatto che sia tornato dai professionisti. Sono felice ma non voglio assolutamente giocarci contro l'anno prossimo (ride, ndr)".