Intervista TC

Cosenza, Palazzino: “Ogni partita è una finale. Questa piazza non merita questa classifica”

Cosenza, Palazzino: “Ogni partita è una finale. Questa piazza non merita questa classifica”
Oggi alle 18:30Primo piano
di Laerte Salvini

Mai smettere di crederci. Un mantra, prima ancora che una missione: quella del Cosenza, collettivo giovane chiamato a onorare una piazza di storia e blasone. In Calabria ha scelto di ripartire Filippo Palazzino, reduce dalla vittoria dei playoff con l'Ascoli, a cui ha dato il suo contributo nella corsa al ritorno in Serie B. Una città che lo aveva accolto giovanissimo e lo aveva fatto esordire in cadetteria, prima di una lunga girandola di prestiti: Monterosi, dove ha vissuto la sua miglior stagione in C, poi la sfortuna e le parentesi poco felici di Legnago e Picerno. A Cosenza l'esterno ha messo tutto alle spalle con un solo pensiero: tornare a divertirsi giocando a calcio. Ai microfoni di TuttoC.com racconta il rientro dall'infortunio, la scelta rossoblù e la voglia di ribaltare una classifica che, per lui, non rispecchia il valore della squadra.

Filippo, partiamo dal tuo rientro in campo dopo l'infortunio. Come lo hai vissuto?

"Bene, ero contento. Ho lavorato tanto per rientrare nel modo giusto ed evitare ricadute all'adduttore, insieme ai fisioterapisti e a tutto lo staff, che mi hanno seguito e aiutato a tornare al massimo della forma. Ho risposto bene: oggi mi sento bene, ho avuto un piccolo affaticamento ma niente di grave. Sono contento che il mister mi dia grandi possibilità e spazio: era quello che cercavo prima di iniziare la stagione, avevo bisogno di un anno in cui potermi esprimere e giocare. Ho saltato quattro o cinque partite dopo l'infortunio di Catania, ma l'ho affrontato con la massima serenità e con lo spirito giusto, perché la parte mentale conta tanto. Abbiamo seguito un programma che mi permettesse di non rischiare niente e di rientrare al meglio".

Hai già eguagliato le presenze di tutta la scorsa stagione a Picerno. Per chi come te ha vissuto annate difficili sul piano del minutaggio, cosa rappresenta Cosenza?

"Appena ho saputo che c'era la possibilità di venire qui non ci ho pensato due volte: ho chiamato il mio procuratore e gli ho detto di firmare subito. Mi aveva informato che il Cosenza mi voleva fortemente e ne ero fiero, perché venivo da anni in cui un po' giocavo e un po' no, e avevo bisogno di una piazza che mi desse fiducia e continuità. Sto trovando quello che volevo, a parte questi piccoli infortuni, anche grazie al mister e alla fiducia del direttore che mi ha voluto. Per questo sono molto contento e soddisfatto".

Il Cosenza è una squadra giovane e compatta, che vive però un ambiente un po' distante. Come vivete il fatto di sentirvi soli, anche se in campo la vostra unione si vede?

"Ti dico la verità: nel gruppo, tra i più grandi e i più giovani, ho trovato ragazzi molto quadrati e concentrati su quello che dovevamo fare. Non ci siamo fatti condizionare da questa situazione. Sappiamo che la Serie C è un campionato difficile, con squadre preparate e forti, ma lo siamo anche noi: non siamo inferiori a nessuno. Lo abbiamo dimostrato sul campo, i sei punti che abbiamo oggi sono una bugia. Se vai a rivedere le partite con la Scafatese, con il Potenza e tante altre, non abbiamo meritato né di perdere né di pareggiare. Partire con tre sconfitte nelle prime tre giornate non è semplice, e ci danno tutti per morti, ma guardando le prestazioni io non la penso così. Siamo sereni e motivati, sappiamo di poter fare molto di più e che i punti che abbiamo ci stanno stretti. A volte, quando le cose vanno così, ti gira anche male, ma prima o poi deve girare bene anche a noi. Essendo un gruppo giovane, dobbiamo lavorare più degli altri: se gli altri fanno dieci, noi dobbiamo fare dodici, negli allenamenti, nella concentrazione e nell'atteggiamento con cui affrontiamo le partite".

L'obiettivo è la salvezza. Che valore avrebbe per te, e quanto vorresti metterci di tuo in un traguardo non facile, ma nemmeno impossibile?

"Partiamo da un presupposto: vedere una piazza come Cosenza in questa posizione di classifica non fa piacere né a noi giocatori, che la subiamo in prima persona, né a tutta la città. Cosenza è una grande piazza e non merita assolutamente di stare lì. Posso però assicurare che nessuno si risparmia: dall'allenatore allo staff, dai fisioterapisti a tutte le persone che lavorano nel club, diamo il 200% in tutto quello che facciamo, perché questa situazione ci fa male. Nessuno vuole mai retrocedere, a maggior ragione in una piazza come questa, ma io e tutto il gruppo siamo sicuri di poter fare un grande percorso. Ci manca qualcosa, magari un pizzico di fortuna e un filo di cattiveria in più per spingere la palla dentro, passare in vantaggio e ribaltare le partite. Sono sicuro che otterremo i risultati che ci siamo prefissati".

Il prossimo mese sarà decisivo: penso all'Inter Under 23, ma anche al Crotone, che vive una situazione simile alla vostra. Che valore hanno queste partite?

"A prescindere dall'avversario, siamo un gruppo che si allena bene e resta concentrato per cinque giorni sul lavoro, come chiede il mister, per arrivare al 100% alla partita. Nella situazione in cui siamo, il mister ci ripete sempre che ogni partita è una finale. Giochiamo sempre per i tre punti, ma quando capisci che non puoi vincere non devi perdere, perché oggi anche un punto ci fa comodo. Sono gare difficili: l'Inter è una squadra giovane, con intensità e fisicità, ma dobbiamo affrontarla come abbiamo sempre fatto. Sappiamo che sono delle finali, soprattutto contro l'Inter e contro il Crotone, che è nella nostra stessa situazione, anzi peggio. Le affronteremo con la massima concentrazione e la massima voglia di portare punti a casa".

In chiusura: quanto aspetti il gol, e cosa farai se dovessi sbloccarti proprio in queste partite?

"Personalmente sto cercando di mettere tutto il mio impegno e tutta la mia fame di non perdere, per portare punti a casa a prescindere da gol e assist. Cerco di dare il 100% facendo quello che mi chiede il mister e sfruttando le mie qualità, magari nell'uno contro uno, per creare superiorità. Oggi l'obiettivo principale è portare punti a casa insieme ai compagni, allo staff e a tutto il gruppo Cosenza. Se poi arrivano con un mio assist o un mio gol, sarò ancora più contento".