Di Costanzo a TLP: "In Italia a pagare è sempre l'allenatore"

Di Costanzo a TLP: "In Italia a pagare è sempre l'allenatore"TMW/TuttoC.com
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giovedì 10 novembre 2011, 22:20Interviste TC
di Nicolò Schira

Questa prima parte di stagione in Lega Pro è stata caratterizzata da numerosi esoneri. Bastano infatti un paio di risultati negativi ad indurre molti dirigenti a cestinare progetti annunciati in estate, per cambiare immediatamente allenatore. TuttoLegaPro.com ha deciso di commentare in esclusiva questa tendenda con un tecnico affermato come Nello Di Costanzo.

Che idea si è fatto di tutti questi esoneri in questa prima parte di stagione?

"Ciò avviene a causa dell'atmosfera che si respira intorno al nostro calcio. Mi riferisco al clima di drammatizzazione del risultato a tutti costi, che quando non arriva induce i presidenti a fare la scelta più semplice: cambiare allenatore".

Così nel giro di poche settimane si passa da progetti come vengono definiti in estate a rivoluzioni...

"Ormai in Italia il cambio dell'allenatore fa parte del costume del nostro calcio, è intrinseco nella società. Inoltre, sulla falsa riga dell'effetto Guardiola, adesso le società puntano su tecnici giovani inesperti o addirittura dalle giovanili, però non tutti i tecnici sono all'altezza di un Pep Guardiola e questo comporta esoneri e la scelta di affidarsi nuovamente a mister navigati".

Per lei cosa si profila all'orizzonte?

"Non voglio ripetere frasi banali e di circostanza, ma sono sincero, sto aspettando una chiamata con un progetto che mi ispiri. Infatti non voglio o devo allenare tanto per farlo, altrimenti mi sarei accontentato della prima panchina e del primo contratto, che mi avessero proposto. Invece fare l'allenatore significa essere coinvolti emotivamente con tutto quello che si fa".

Facendo una panoramica dei vari club di Lega Pro, quale l'ha colpita in modo particolare?

"Mi piacciono quelle società tipo L'Aquila e Avellino che, con una politica intelligente, riescono a costruire squadre forti ed importanti, spendendo poco. Certamente bisogna elogiare anche quei club come Barletta, Benevento e Spezia, che hanno fatto grandi investimenti per allestire squadre di grande livello, anche se sinora i risultati sono stati discordanti".