ESCLUSIVA TLP - Albinoleffe, Scrosta: "Il gol? Tanta gioia, ma l'importante era vincere. Ora raggiungiamo i 40 punti, poi..."

ESCLUSIVA TLP - Albinoleffe, Scrosta: "Il gol? Tanta gioia, ma l'importante era vincere. Ora raggiungiamo i 40 punti, poi..."
© foto di Marcello Casarotti/TuttoLegaPro.com
mercoledì 1 marzo 2017, 23:00Interviste TC
di Claudia MARRONE

Primo gol in campionato, vittoria del suo Albinoleffe e zona play off ancora in cassaforte: domenica da incorniciare per Edoardo Scrosta. Ma anche per il momento collettivo della squadra, sempre più in crescita: proprio il difensore, ai microfoni di TuttoLegPro.com, parla a 360° dell'annata che si sta vivendo nella provincia di Bergamo.

Un gol sicuramente importante, il primo per te in stagione, che arriva anche in una gara dove l’Albinoleffe ha conquistato i tre punti. Soddisfazione doppia, quindi.

“Sicuramente c’è davvero tanta felicità, per entrambe le cose, anche se comunque ciò che più contava era vincere, e in questo come collettivo ci siamo riusciti. Poi chiaramente a livello personale la soddisfazione è stata maggiore, alla fine non capita sempre di segnare”.

Una vittoria che proietta la tua squadra in un’interessantissima posizione di classifica, che al momento – pur essendo minima la distanza con il Santarcangelo diretta inseguitrice – vale i play off. A inizio anno era ipotizzabile questo cammino?

“La classifica è buona, e noi sappiamo di essere un buon organico che lavora: però rimaniamo con i piedi per terra, e puntiamo intanto alla salvezza, che si avvicina sempre di più, essendo, credo, fissata intorno ai 40 punti. Una volta raggiunto quel traguardo, vedremo dove riusciremo ad arrivare oltre”.

Salvezza  a quota 40, sostanzialmente una partita. Di punti ne avete 37…



“E’ chiaro che noi scendiamo sempre in campo per vincere, e ogni gara potrebbe essere quella giusta. L’importante è non perdere mai la concentrazione e continuare a lavorare duro per come sappiamo fare”.

Quest’anno la geografia ha cambiato il volto alla Lega Pro, la divisione territoriale dei gironi è diversa e sono andati in scena tanti inediti incontri di squadre che prima di ora non si erano mai affrontate, realtà nuove tra loro a confronto insomma. In più una nuova formula di play off. Come credi sia cambiato il tasso di difficoltà della categoria?

“Io ho giocato un po’ ovunque, dal nord al sud, e credo che ogni anno i vari campionati presentino comunque delle difficoltà date da più variabili. E’ sicuramente interessante, però, la nuova formula degli spareggi promozione, questo cambiamento penso che sia molto positivo: è bello dare l’opportunità a più squadre, che meritano, l’opportunità di potersi giocare la Serie B. Non saranno play off semplici, ma di sicuro regaleranno spettacolo”.

Hai fatto un breve accenno alla tua carriera, generalizziamo a questa. Hai quasi 25, anche delle presenze in Serie B alle spalle:  per quello che è il tuo potenziale ti puoi ritenere soddisfatto di quanto fatto finora o qualcosa in più credi che avresti meritato?

“Sicuramente in passato avrei potuto fare meglio, qualche rimpianto probabilmente c’è, ma devo dire che mi sono tolto anche diverse soddisfazioni. Questo non vuol però dire che abbia fatto chissà che, anzi, devo ancora lavorare molto per potermi sempre migliorare: uno dei miei principali obiettivi rimane questo, e io mi do da fare per raggiungerlo”.

Parlavi di lavoro per migliorarsi, e probabilmente sei uno degli esempi più lampanti di quanto il sacrificio e la dedizione alla lunga paghino. Sei partito, a inizio anno, con poco minutaggio, poi ti sei conquistato il posto da titolare…

“Il calcio non è questione di titolari o riserve, ma di scelte tecniche che i mister compiono a fronte della settimana di lavoro, dalla quale emergono tante indicazioni che i calciatori devono accettare rimanendo sempre a completa disposizione del tecnico e dei compagni: è uno sport collettivo, no individuale. Probabilmente all’inizio io non ero prontissimo, ho commesso degli errori ma son stato poi ripagato dell’impegno che ho messo nel correggerli”.