ESCLUSIVA TLP - Ardito: "Como, che bello darti una mano. Ci guadagnamo i tifosi coi risultati. Forza Siena, Pisa e Pontedera"

ESCLUSIVA TLP - Ardito: "Como, che bello darti una mano. Ci guadagnamo i tifosi coi risultati. Forza Siena, Pisa e Pontedera"
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
lunedì 15 settembre 2014, 20:00Interviste TC
di Alessio LAMANNA

Il Leone. Ad Andrea Ardito non poteva essere affibbiato soprannome più adatto. Se il felino è il Re della foresta, il centrocampista difensivo classe '77 è ormai da anni il condottiero - e capitano - del Como e, alla faccia della carta d'identità, continua a ruggire come e più di un tempo.

Una carriera che si presenta da sola: Ardito esordisce tra i professionisti al Pontedera, dove gioca da protagonista nell'allora Serie C2. Nel 1999 l'approdo a Como, dove gioca per tre stagioni: due in C1 e una in B. Nel 2002 porta i lariani in Serie A, ma non riesce ad assaporare la massima serie. Non subito: passa infatti al Siena, dove ottiene un'altra promozione dalla cadetteria alla A. Ardito resta in bianconero altre due stagioni nelle quali colleziona 15 presenze e un gol (il primo della storia del Siena in massima serie). Dal 2005: due stagioni a Torino, una in B e una in A, e due al Lecce, una in B e una in A. Per un totale di quattro stagioni giocate in massima serie e quattro promozioni dalla cadetteria alla A. Nel 2009 Ardito torna al Como, dove è rimasto fino ad oggi, giocando sempre da protagonista e sempre in terza serie.

Il sogno è quello di conquistare un'altra promozione, riportando i biancoblu in cadetteria. L'inizio della squadra, con 8 punti in 4 partite, è stato ottimo, così come ottimo rimane il rendimento del mediano toscano. TuttoLegaPro.com l'ha contattato in ESCLUSIVA e vi propone qui sotto l'intervista che Ardito ci ha rilasciato con grande disponibilità.

Andrea, come si sta da secondi in classifica?
"Più che altro fa piacere essere partiti bene. Era importante per noi e per la piazza. Il fatto che la società avesse confermato buona parte della rosa della scorsa stagione ci ha reso tranquilli e in una posizione di vantaggio rispetto ad altri anni. Il buon avvio di quest'anno è anche frutto del lavoro dell'anno scorso".

Zero sconfitte, due punti a partita e solo un gol subito in 4 match: un avvio che fa ben sperare...
"Stiamo facendo bene, ma anche l'anno scorso avevamo fatto buon campionato, finale a parte. Quelli che hai menzionato sono segnali positivi, che qualcosa vogliono dire e che fanno ben sperare. Finora siamo stati solidi: oltre a prendere un solo gol abbiamo anche subìto poco dal punto di vista del gioco. Ma bisogna continuare così: l'ultima volta che abbiamo parlato di buona difesa, l'anno scorso, la domenica successiva abbiamo preso quattro gol a Bolzano".

L'obiettivo dichiarato del Como è quello di fare meglio dell'anno scorso. E la rosa, oltre ad avere un anno in più di esperienza e di intesa, sembra più forte di quella della scorsa stagione. Sei d'accordo?
"La sensazione è di partire da una base più completa e pronta rispetto all'anno scorso, però il campionato è lungo e sarà il campo a dirci quello che siamo. Vedo un grosso livellamento, la costanza di rendimento sarà determinante. I tifosi ora guardano la classifica e magari iniziano a sperare, ma per noi sarà importante mantenere l'equilibrio in momenti positivi come questo ed anche nei momenti di difficoltà che ci saranno. A fine girone d'andata guarderemo la classifica e inizieremo a porci obiettivi reali".

Eppure, nonostante il buon inizio, dopo il pari col Real Vicenza ci sono stati parecchi mugugni da parte dei tifosi. Queste critiche affrettate potrebbero danneggiare la squadra inficiandone le potenzialità?
"Giornalisti e tifosi ragionano da giornalisti e tifosi. Ieri guardavo il Napoli: ha creato dieci palle gol ed è uscita tra i fischi. Situazioni come questa sono comuni a tutte le piazze. Dobbiamo cercare di non pensarci e speriamo che questo secondo posto possa creare entusiasmo e portare sempre più gente allo stadio. Ripeto, per la mia esperienza mantenere l'equilibrio è la cosa più importante per un gruppo. Non ci facciamo illusioni ora e non ci buttiamo giù per un pareggio in casa, l'importante è avere un rendimento costante. Certo, avere attorno un ambiente compatto rende più semplice ottenere risultati. Ma noi speriamo di portare la gente dalla nostra parte coi risultati".

Hai appena iniziato la tua sesta stagione consecutiva a Como, la nona in totale. Con una condizione e un carisma ancora invidiabili, a 37 anni. Colella fatica ancora a fare a meno di te...
"Sono sinceramente contento di stare bene e di riuscire a dare una mano ad allenatore e compagni. Negli ultimi 2/3 anni sono stato meglio di 4/5 anni fa. A quest'età ci si accorge di quanto sia importante il lavoro quotidiano per poi star bene la domenica. A me piace tanto giocare e ho una gran voglia di dare una mano al gruppo, a prescindere da quante presenze farò. La mia carriera non cambierà per qualche partita giocata in più o in meno: l'importante sarà far bene come squadra".

Sabato sei andato vicino a quel gol che ti manca da tanto tempo..
"Sì, è dal 2003 che non segno e negli spogliatoi qualche battuta viene fuori. Ma il mio ruolo non mi porta a segnare, l'astinenza dal gol non mi pesa e preferisco che ad andare in rete sia chi ne sente davvero il bisogno, come gli attaccanti. Anche se non sarebbe male fare un altro gol prima di finire la carriera".

Hai esordito tra i professionisti col Pontedera e in Serie A col Siena. Ora i bianconeri sono falliti, mentre i granata stanno facendo benissimo nel girone B. Sensazioni?
"Del Siena mi spiace veramente tanto: lì abbiamo vinto (promozione dalla B alla A nel 2003, ndr), ci ho lasciato un pezzo di cuore e vederlo fallire è brutto. Ma purtroppo il calcio negli ultimi anni è questo e spero che la nuova società riporti il club in alto il prima possibile. Sono contento del Pontedera: non mi sorprende perché è una piazza in cui si lavora tranquillamente e che negli ultimi anni sta facendo bene grazie alla bravura di allenatore e direttore. Sarei contento se una tra Pisa e Pontedera riuscisse ad andare in B: sono nato a Viareggio ma sono cresciuto a Pisa; i nerazzurri hanno un'ottima squadra e sono i favoriti nel girone B, insieme all'Ascoli".

Facci due nomi: l'avversaria più temibile nel girone A e la possibile sorpresa
"Sulla carta il Novara è la più forte, ma poi il campo mostrerà i reali valori: basti pensare alla fatica che sta facendo il Lecce per risalire in B. Dopo i piemontesi ci sono 4/5 squadre più o meno sullo stesso livello: noi, Pavia, Monza, Sudtirol, Venezia. Ma secondo me la sorpresa sarà il Bassano: l'anno scorso ha fatto bene, è partita forte ed ha preso un giocatore come Nolé che fa la differenza in Lega Pro".

Riforme, età media, ripescaggi, spezzatini, streaming: meglio questa Lega Pro o quella in cui hai esordito a metà anni '90?
"Il calcio di vent'anni fa mi piaceva di più: era più affascinante, faceva venire voglia alla gente di vedere le partite e di andare allo stadio. E da giocatore la differenza di tifosi sugli spalti si sente. Ma come tutte le cose anche il calcio si rinnova e lo può fare solo introducendo delle novità. Anche i playoff quando sono stati istituiti sembravano una cosa strana e poi si sono rivelati azzeccati. Vedremo, come in tutte le cose cerchiamo di trarre gli aspetti positivi e accogliamo le novità con apertura mentale: del resto, non c'è alternativa".