ESCLUSIVA TLP - Ascoli, Petrone: "Voglio la B perché non ci ho mai giocato: ho il 33% di possibilità. Le critiche? C'è chi contestava Rozzi e Mazzone. Ecco i più e i meno del girone"
Quasi due anni in vetta, collezionando record e successi con Bassano prima e Ascoli poi. Impossibile non dare la Panchina d'argento a Mario Petrone. Dopo il double (Campionato e Supercoppa 2^ Divisione) impossibile da pronosticare con i veneti nella passata stagione, adesso il tecnico di origine campana sta mettendo in fila tutte le avversarie nel girone centrale della Lega Pro unica. TuttoLegaPro.com ha voluto intervistare il tecnico bianconero in esclusiva.
Grandissima soddisfazione quella di ieri...
"E' stata una mattinata particolare. Nel giorno più importante della mia carriera il presidente della FIGC Tavecchio ci ha informato della scomparsa di Luca Colosimo. Ci aveva arbitrato a fine gennaio contro il Tuttocuoio e mi dispiace tantissimo per la perdita di questo ragazzo: condoglianze alla famiglia e al mondo degli arbitri perché so il sacrificio e la passione che ci mettono.
Passando al premio sono soddisfatto perché gratifica prima la persona e poi il professionista, dal momento che i colleghi votano prima dal punto di vista morale e poi professionale. Non sempre chi vince il campionato si aggiudica il premio, io posso dire di esserci riuscito. Un grazie di cuore agli staff tecnici e alle squadre che in questi 15 anni di sacrifici mi hanno supportato e sopportato: soprattutto quest'ultimo verbo, da momento che non mollo un minuto, sono molto meticoloso e sempre sul pezzo".
L'anno scorso a Bassano la vittoria fu insperata. Quest'anno ad Ascoli è un po' diverso...
"A inizio anno il nostro obiettivo non era vincere il campionato ma porre le basi per un progetto triennale ai vertici. A gennaio abbiam visto che eravamo in alto e abbiamo inserito quelle 2-3 pedine necessarie per concludere in testa il girone.
Differenza con Bassano? Nessuna. Non faccio differenze, chi mi conosce sa che voglio sempre il massimo. Fa parte del mio DNA perché voglio arrivare a determinati livelli: non ho mai giocato in Serie A e B, vorrei arrivarci da allenatore. Non mi sono mai nascosto, questo è il mio modo di fare calcio".
Si aspettava di doversi giocare il primato con il Teramo?
"Onestamente si, perché l'anno scorso hanno disputato una gran bella stagione e quest'anno hanno due attaccanti da Serie B. Noi Lapadula non l'avevamo preso per l'ingaggio troppo alto, conoscevo le sue qualità dai tempi di San Marino. Ascoli Paperone? I bilanci son pubblici, ognuno può andare a vedere il budget nostro e degli altri. Noi abbiam preferito puntare su alcuni cartellini per aver giocatori di proprietà e non in prestito, sempre per un discorso di progettualità".
Nonostante il gran campionato non sono mancate le critiche a un certo punto della stagione. Come se le spiega?
"Una piccolissima parte di persone, che non meritano di essere chiamate tifosi, è stata cattiva. Lo dico con la massima sincerità. Come puoi parlar male di una squadre che ha vinto 7 partite nelle ultime 9, facendo più punti di tutti? Magari son gli stessi che all'epoca si permettevano di contestare personaggi che hanno fatto la storia del calcio come Rozzi e Mazzone.
Nulla a che vedere con la vera tifoseria bianconera, splendida. Ci vogliamo molto bene, voglio riportarla dove merita".
Ci sono state grandi polemiche in merito a Reggiana-Pisa, gara ancora da disputare dopo il rinvio a inizio febbraio per neve. Dal punto di vista sportivo che ne pensa?
"Faccio parlare i fatti: per Pistoiese-Ancona, rinviata in settimana, è già stata fissata la data del recupero, per Reggiana-Pisa no. E non vado oltre preferisco guardare a casa mia, non voglio pensare a dietrologie e situazioni ambigue".
Percentuale di vittoria del campionato?
"Mi do il 33%, stessa quota per la seconda e la terza. Bisogna stare molto attenti perché basta un pareggio o una sconfitta di troppo per essere ripresi. Inoltre, con tutti questi anticipi e posticipi, scendere in campo sapendo il risultato delle avversarie può crearti apprensione".
Quali giocatori l'hanno stupita del suo gruppo? E del girone?
"Cinaglia e Dell'Orco mi stanno gratificando ultimamente. Abbiam puntato molto su questi ragazzi, sono due classe '94 con grandi potenzialità. Nella crescita si possono commettere errori ma loro nell'ultimo periodo stanno facendo tutto alla grande. Spero per loro e per noi che abbiano ancora maggior continuità.
Riguardo il Girone B mi ha fatto un'ottima impressione Diawara del San Marino. Non lo conoscevo, ha debuttato contro di noi e mi ha stupito per la grande personalità: è un centrocampista classe '97, tra i più giovani in assoluto del torneo: ha un futuro importante".
A proposito di San Marino, da ex mister vederlo in ultima posizione che effetto fa?
"Per me ha tutte le carte in regola per salvarsi, a prescindere dalla sconfitta con il Pro Piacenza. La squadra è nuova, a gennaio c'è stata una rivoluzione e i calciatori attuali, per questo, hanno giocato appena 9 partite insieme. Stanno facendo un buon percorso e fino alla fine lotteranno per raggiungere prima i play-out e poi la salvezza. Un club che mi è rimasto nel cuore, ogni volta che posso vado a San Marino".
Quindi sono altre le squadre che l'hanno un po' delusa...
"Io parlo solo a livello statistico, non vivendo la quotidianità degli altri. La Spal e il Grosseto, per blasone e organico, potevano fare di più perché hanno grandissime potenzialità".
Chiusura sull'Ascoli. Il segreto del club?
"L'organizzazione e la programmazione di una società sono il biglietto da visita, non a caso sono state le prime cose chieste al presidente. I vari componenti dei diversi uffici sono tutte persone che lavorano a 360 gradi per la società facendo calcio in maniera molto professionale. Non ovunque è così e questo è un di più per la categoria. Per un allenatore è importante lavorare con gente altamente specializzata".
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