ESCLUSIVA TLP - Bassano, pres Rosso: "Troppi club in Lega Pro, situazione insostenibile. Cittadella in fuga? Più concentrati per i play-off. L'addio di Iocolano ha responsabilizzato la squadra. Si ai nomi sulle maglie"

ESCLUSIVA TLP - Bassano, pres Rosso: "Troppi club in Lega Pro, situazione insostenibile. Cittadella in fuga? Più concentrati per i play-off. L'addio di Iocolano ha responsabilizzato la squadra. Si ai nomi sulle maglie"TMW/TuttoC.com
© foto di Uff. Stampa Bassano Virtus
giovedì 17 marzo 2016, 22:00Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Quest'anno sarà il ventennale della famiglia Rosso in seno al Bassano Virtus. Un amore, quello tra i proprietari del marchio d'abbigliamento Diesel e la squadra giallorossa, che nelle ultime tre stagioni ha dato i suoi frutti migliori, con la conquista dell'ultima Supercoppa di 2^ Divisione e con la Serie B sfiorata una primavera fa. I veneti, attualmente secondi nel Girone A, sono ormai da annoverare tra i top team della Lega Pro. TuttoLegaPro.com ha intervistato Stefano Rosso, giovane presidente dell'ambiziosa compagine bassanese.
  
Dopo la vostra vittoria nel week-end, il suo collega ramarro Mauro Lovisa ha dichiarato: "dopo la sconfitta di domenica sono ancora più convinto che il Pordenone sia più forte del Bassano" (LEGGI QUI). Cosa ne pensa?

"Che sono opinioni e che il presidente può pensare quello che vuole. Io penso che all'andata il Pordenone sia stata la squadra che ci abbia messo più in difficoltà ma che questa volta il campo ha detto qualcosa di diverso: domenica non abbiamo rubato niente, abbiam giocato meglio, abbiamo avuto più occasioni da gol e, nonostante non ci sia stato dato un rigore solare, abbiamo vinto contro una buonissima squadra che sta facendo molto bene. Sono contento quando club come il nostro o come il loro si trovano così in alto in classifica, perché significa che un calcio fatto con attenzione all'aspetto economico, senza grande proclami, basato sul rilancio di giocatori affermati e sullo sviluppo dei giovani, è più vincente di un altro tipo di calcio dove si punta più sui nomi e sul dover conquistare una promozione a tutti i costi".

Nel 2013, mentre guidavate il girone A di 2^ Divisione dopo alcune annate sfortunate, ci dichiarò testualmente: "Crediamo di essere arrivati al capolinea della nostra storia del calcio" (LEGGI QUI). Cosa le ha fatto cambiare idea?

"Il primo fattore sono stati i risultati: si è creato entusiasmo e sarebbe stato un peccato mollare un possibile ciclo vincente sia a livello sportivo che fuori dal campo. Il secondo fattore è stata la nuova formula societaria: il club si è aperta a nuovi soci, imprenditori locali che hanno portato sia risorse economiche che grande entusiasmo e ci hanno messo nelle condizioni di andare avanti. Per la prima volta dopo anni non abbiam più sentito parlare del Bassano come squadra della famiglia Rosso o della Diesel ma come squadra della città, che in fondo è stata l'unica e sola ragione per cui siamo entrati nel mondo del calcio. Una mentalità vincente, ma con attenzione al bilancio, ci hanno permesso di continuare e di raggiungere i risultati lusinghieri degli ultimi anni".

L'anno scorso avete ottenuto un secondo posto amarissimo, deciso a tavolino dai tribunali. Quest'anno potreste nuovamente essere i vice-campioni del Girone A. Il sapore di tale piazzamento sarà lo stesso? 

"E' difficile paragonare le due annate, ogni campionato fa storia a sé. La differenza rispetto alla passata stagione è che quest'anno una squadra, il Cittadella, è andata in fuga con un filotto impressionante di vittorie mentre l'anno scorso questo non era accaduto. Credo che un secondo posto con un così grande distacco dalla vetta non sia totalmente un male: potremmo avere più tranquillità in ottica play-off evitando l'assillo di dover vincere a tutti i costi nella regular season. Però sia chiaro: i play-off sono una situazione particolare: non vince chi è più forte ma chi è più in forma. Noi la passata stagione arrivammo scarichi agli spareggi, fisicamente perché avevamo recuperato otto punti al Novara e mentalmente perché avevamo perso il primo posto solo all'ultima giornata. Non voglio fare proclami o paragoni: sono contento che la squadra stia confermando quanto di buono fatto, visti i tanti cambiamenti sia a inizio stagione sia a inizio 2016, una cosa per noi poco usuale".

Nel mercato invernale Simone Iocolano, uno dei giocatori simbolo della vostra gestione, ha preferito trasferirsi all'Alessandria. Lei come ha vissuto la vicenda? 

"Non nascondo che il forte interessamento dei piemontesi è stata una sorpresa per tutti, sia per noi che per il giocatore. Noi avevamo il desiderio di proseguire insieme, da inizio stagione stavamo cercando di trovare l'accordo per il rinnovo, dato che il giocatore era in scadenza. Poi è venuta fuori questa situazione molto particolare e ambo le parti abbiam capito che forse era arrivato il momento giusto di salutarci. Ci siam lasciati in maniera molto positiva, Simone ha fatto tanto per questa società e ci auguriamo possa avere un brillante futuro. La sua partenza, all'inizio, è stata sicuramente problematica a livello tecnico: sopperire a una mancanza come la sua non è mai banale, figuriamoci durante il mercato di gennaio. Per questo sono molto soddisfatto dei risultati che sono arrivati subito dopo: credo che la sua partenza abbia responsabilizzato chi è rimasto ma anche chi è arrivato e penso che la squadra stia dimostrando tutto il suo valore. Credo che il secondo posto sia meritato, anzi, per quanto fatto in campo avremmo meritato qualche punto in più e qualche pareggio in meno". 

Il Consiglio Federale della FIGC ha approvato il nuovo statuto della Lega Pro: tra le varie novità vi sono la revoca per giusta causa da parte dell’assemblea nei confronti del Presidente e di tutti gli organi direttivi, la possibilità di ricoprire la carica di Vice Presidente anche per i legali rappresentanti delle società associate e l’introduzione del limite di due mandati consecutivi per i membri del Consiglio Direttivo. Visto che da anni vi battete per il cambiamento, si ritiene soddisfatto (LEGGI QUI)?

"E' un primo passo, importante rispetto alla staticità, ma ancora c'è tantissimo da fare. Siamo indietro non di anni ma di decenni rispetto alle altre federazioni europee. Il calcio italiano, a metà anni '90, era il più importante al mondo. Adesso forse non entra nemmeno nella top 5 del calcio mondiale. Bisogna recuperare velocemente il terreno perso. 
La Lega Pro deve trovare la sua dimensione: la sostenibilità economica attualmente è impossibile, le spese sorpasseranno sempre di default tutti i ricavi provenienti dai diversi canali. Non so se la quadratura del cerchio sia il tetto dei salari o altre forme più estreme di regolamentazione economica. Ma dobbiam permettere ai club di avere maggiori introiti e di non spendere più di quello che hanno. Altrimenti questa Lega non ha alcun senso di esistere. Se la terza serie serve solo a scaricare giocatori professionisti dalle categorie superiori, meglio chiudere. Così com'è la Lega Pro non è sostenibile: e sarebbe un peccato vederla sparire perché è in terza serie che si trovano i tifosi veri, quelli che seguono la squadra della propria città e non i grandi team blasonati".

Crede che 60 sia il numero giusto di squadre per la Lega Pro? E se tra esse vi fossero le seconde squadre dei top club?

"Al momento no: penso che i numeri siano destinati a decrescere per il tipo di dati economici della Lega Pro. Avere delle seconde squadre ha un valore solo se alle spalle c'è una logica di sviluppo dei giovani e delle cantere. Non sono negativo verso quest'ipotesi, ma se deve servire semplicemente per far giocare gli scarti delle grandi squadre, allora perdiamo solo tempo".

Secondo lei, cosa servirebbe alla Lega Pro per fare il salto di qualità?

"Lavorare sui diritti tv. Lo streaming di tutte le gare al momento è molto positivo, non dimentichiamoci che fino a pochi anni fa potevi scoprire i risultati solo al termine delle gare. Però dobbiamo ragionare da B2, non da terza serie se vogliamo fare un salto in avanti. Lo spettacolo a mio avviso c'è, penso ci debba essere una proiezione di questa serie a livello nazionale anche in televisione".

TuttoLegaPro.com da tempo chiede l'introduzione dei nomi sul retro delle maglie, similarmente a quanto accade in Serie A e Serie B. Lei che ne pensa?

"Sono a strafavore di quest'idea. Non vedo perché in Lega Pro non possano esserci i nomi dei giocatori nelle maglie visto che ogni piazza ha i suoi giocatori simbolo. Rispetto alla Serie B non c'è molta differenza di pubblico, anzi, in terza serie vi sono piazze che fanno numeri superiori alla Serie A".

Da grande esperto di moda, qual è la maglia più bella della Lega Pro? Non vale rispondere la vostra attuale...

"E allora dico la prossima che stiamo già disegnando (ride NdR)".