ESCLUSIVA TLP - Carretta: "Non lascio Matera finché non andiamo in Serie B, qui mi sento a casa. Columella un mago. E poi il pubblico..."

ESCLUSIVA TLP - Carretta: "Non lascio Matera finché non andiamo in Serie B, qui mi sento a casa. Columella un mago. E poi il pubblico..."TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
lunedì 2 marzo 2015, 20:30Interviste TC
di Roberto Chito

Nella prima avventura ha vinto Coppa Italia e play off. Nella seconda, un campionato, ed è storia dell’anno scorso. E nella terza, cosa vincerà? Mirko Carretta non sembra avere dubbi: quest’anno, visto che il Matera è in piena corsa play off, perché non credere alla Serie B? Alla fine, Carretta non potrebbe mai lasciare la Città dei Sassi senza aver conquistato la cadetteria. È il giocatore portafortuna della squadra biancoazzurra. Ogni volta che c’è lui, il Matera, a fine stagione, festeggia sempre qualcosa. Tornato a Matera a gennaio, dopo una prima parte di stagione con la maglia del Martina vissuta da protagonista, Carretta sta facendo faville negli schemi di mister Auteri. TuttoLegaPro.com, ha incontrato l’esterno salentino per poter parlare della stagione della sua consacrazione nel torneo di terza serie.

Lei e il Matera: da dove nasce questa grande passione?

"Nasce cinque anni fa, dalla prima volta che ho messo piede nel XXI Settembre. Ci portiamo fortuna a vicenda come insegna la storia. Poi, qui mi sento veramente a casa. A Matera sto bene. È una piazza fantastica".

Sabato ha realizzato il quinto gol in questo campionato: un ritorno migliore di questo, non poteva esserci?

"Credo proprio di no. Tranne se ne facevo otto su otto, ma sarebbe stato perfetto. Quando ti sblocchi, alla fine ti riesce tutto più semplice, è solamente una questione psicologica. Poi, vai in automatico, sempre con quel pizzico di fortuna che ti aiuta. Però, quest’anno ha influito anche la posizione diversa che ricopro rispetto agli anni scorsi. Gioco più vicino alla porta, e questo mi permette di andare alla conclusione molte volte".

Lei è un porta fortuna del Matera. Nella prima avventura ha vinto Coppa Italia e play off e nella seconda il campionato. Nella terza, cosa spera di vincere?

" Crediamo nella Serie B, e non potrei andare via da Matera senza aver raggiunto la cadetteria. Adesso l’obiettivo sono i play off. Ormai, il primo traguardo che era la salvezza l’abbiamo già raggiunto. Con 47 punti credo che la permanenza di categoria sia in tasca. Naturalmente, tutti noi crediamo nei play off, quantomeno provare a giocarli. Poi è un terno a lotto, può succedere di tutto".

Quindi, quanto credete nei play off?

"Tantissimo. Credo che il campo ha fatto vedere che il Matera non è inferiore a nessun’altra squadra. Ce la stiamo giocando alla pari con tutti. Poi, siamo lì, ce la giochiamo fino in fondo".

Com’è il suo rapporto con mister Auteri?

"Normale. Semplicemente da giocatore e allenatore, nel rispetto dei ruoli. Poi sono solamente tre mesi che sono a Matera, non si può creare un qualcosa di particolare in così poco tempo. Però, mi sto trovando molto bene sia durante gli allenamenti che per quanto riguarda l’inserimento nei suoi schemi. C’è anche il suo zampino se dal mio ritorno a Matera sono riuscito già a realizzare cinque reti".

Succede a volte, che quando siete in vantaggio, vi complicate la vita e finite per riaprire partite che erano già virtualmente chiuse. Come mai?

"Non siamo i primi. Anche ad altre squadre è successa la stessa cosa. Capitano partite in cui sei in vantaggio di tre reti, psicologicamente sai già di aver vinto e cominci a fare possesso di palla. Poi, capita che l’avversario trova quell’episodio che possa rimettere tutto in discussione, e magari alla fine pareggiano. È un po’ quello che è successo sabato contro la Reggina. Abbiamo sbagliato, è colpa nostra, ma siamo stati fortunati, perché i nostri avversari non hanno trovato il pari. Noi, forse abbiamo accusato quei settanta minuti giocati a mille. Però, dobbiamo stare più attenti. Non devono succedere più episodi di questo tipo. La prossima volta dobbiamo essere bravi a non far segnare neanche una rete agli avversari, quando abbiamo già la vittoria in tasca".

Qual è il suo obiettivo in questa stagione?

"Visto che sono arrivato ad otto reti, è sicuramente quello di raggiungere la doppia cifra. Almeno realizzare dieci reti in questa stagione. Però, il mio traguardo personale deve essere collegato a quello della squadra. Sarei felice se riuscissimo a realizzare il sogno play off, a disputare un grandissimo finale di stagione. Al contrario no. È più importante l’obiettivo di squadra rispetto a quello personale".

Andria, Barletta e Benevento: dopo tanta gavetta, questa è la stata la stagione della sua consacrazione in Lega Pro?

"Sicuramente. E dico che era anche ora, perché se non arrivava quest’anno, non arrivava più. Però, quest’anno, rispetto alle altre esperienze, tranne quella di Benevento dove non ho mai giocato, gioco nel ruolo che permette di esaltare le mie caratteristiche. Sono più vicino alla porta, in questo modo posso andare alla conclusione molte volte. Cose che non accadevano negli anni passati, quando giocavo centrocampista esterno, partivo da lontano e arrivavo stanco verso la porta, e mi divoravo parecchi gol".

Che voto si sente di dare al patron Saverio Columella per quanto ha costruito in questa stagione?

"Naturalmente un dieci. Ha realizzato un qualcosa di straordinario in questi tre anni, soprattutto per quanto ha fatto quest’anno. Si è salvato con larghissimo anticipo e adesso lotta per i play off, che ad inizio stagione erano un sogno. Poi, di questa squadra fanno parte quattro giocatori che l’anno scorso erano in Serie D. Io che sono arrivato ora, Iannini, De Franco e Bifulco. Ci ha dato fiducia e credo che l’abbiamo ripagata al meglio sul campo. Il merito, però, è anche del direttore Fernandez, che insieme al patron ha costruito un qualcosa di eccezionale e di invidiabile altrove".

In una piazza come Matera, secondo lei, quando può influire l’entusiasmo del pubblico?

"Tantissimo. Spero che da sabato comincino a venire in cinquecento in trasferta come accadeva la passata stagione. Sono stati loro la nostra arma in più per poter vincere il campionato. Hanno dimostrato di non essere per niente inferiori a qualsiasi altra tifoseria. Adesso viviamo un sogno, abbiamo bisogno del loro supporto per realizzarlo".