ESCLUSIVA TLP - Cremonese, DG Giammarioli: "Protesta Racing? Per noi resta la partita più importante della stagione: sempre creduto nel primo posto. Foggia e Venezia in B con merito"
Nove vittorie nelle ultime 12 gare, 28 punti raccolti su 36 disponibili, nessun KO tra le mura amiche nel girone di ritorno. Il tutto nel massimo silenzio e con la massima concentrazione. Mettendo da parte la convinzione di essere tra le prime della classe per far spazio all'umiltà di chi, da oltre un decennio, non riesce a superare lo scoglio della terza serie.
Ecco perché la Cremonese, a 90 minuti da un sogno chiamato Serie B, non ha intenzione di abbassare nemmeno per un secondo la guardia né di farsi distrarre da voci di scioperi o vittorie a tavolino provenienti dalla Capitale. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il direttore generale dei grigiorossi, Stefano Giammarioli per capire che clima si respira dalle parti di Cremona in vista del match promozione contro la Racing Club Roma.
Direttore, da un paio di giorni tiene banco la polemica della Racing, pronta a non disputare il match contro di voi per protestare contro squadre penalizzate o inadempienti che si salvano senza troppi problemi. Come state vivendo questa situazione?
"Stiamo preparando la partita esattamente come tutte le altre: nel nostro centro, con il massimo silenzio e la massima concentrazione. Queste problematiche non devono distrarci, dobbiamo pensare solamente che sabato ci giochiamo la gara più importante della stagione.
Per quanto riguarda la Racing preferiamo non rilasciare dichiarazioni: non abbiam parlato dopo quanto detto da Alessandria (il riferimento è all'incoraggiamento del patron grigio Di Masi ai calciatori del Livorno, impegnati contro i lombardi NdR) e faremo lo stesso pure in questo caso, anche perché il club romano ha portato all'attenzione dei media una vicenda molto delicata".
Al netto del possibile forfait del club capitolino, che partita sarà sabato?
"Sarà una gara giocata a viso aperto, con concentrazione assoluta da una parte e dall'altra. Sarà un match molto difficile, contro una squadra che ha ottenuto molti punti negli ultimi mesi, al di là dell'ultimo posto. Né a noi né a loro, comunque, basterà il pari quindi anche loro dovranno scoprirsi. Ma bisogna fare grandissima attenzione: sono riusciti anche a fermare sul pari squadre ben più quotate come Alessandria, Arezzo e Piacenza".
Quanto rammarico c'è per non aver ottenuto punti contro il Livorno vista la bella prestazione e le tante occasioni sprecate?
"Appena finito il match per alcuni minuti c'è stato dispiacere per il risultato: avevamo disputato un'ottima gara, fallendo un rigore e colpendo un palo e una traversa. Ma in ogni caso il pareggio non cambiava nulla e la sconfitta ormai era arrivata. Per questo, negli spogliatoi, ci siamo guardati e abbiamo condiviso un solo concetto che da quel giorno ci guida: dopo una rincorsa durata mesi, arrivare all'ultima partita da primi in classifica e giocare l'ultima gara in casa di fronte alla propria gente, per un professionista è uno dei momenti più importanti della carriera. Credo non ci sia altro da dire".
La sensazione è che dopo la vittoria contro l'Alessandria di metà febbraio sia cambiato tutto...
"Diciamo che dopo la batosta nel derby col Piacenza, perso 3-0, ci siam guardati tutti negli occhi e ci siam detti che qualcosa non andava. Quello è stato un giorno molto difficile per tutti noi, soprattutto perché una settimana dopo avremmo dovuto affrontare l'Alessandria. Allora ci siam messi a lavorare in silenzio e con la massima umiltà nel nostro centro e i risultati sono arrivati, anche se ancora non abbiam conquistato nulla".
Avete sempre creduto di poter vincere il campionato anche quando la distanza dalla vetta sembrava proibitiva?
"Lo dico senza presunzione e senza falsa modestia: di play-off non abbiamo mai parlato, era doveroso pensare al primo posto finché la speranza ce lo permetteva. Ovviamente c'è stato un periodo in cui l'Alessandria ha avuto un andamento impressionante, battendo record su record. Se i piemontesi avessero mantenuto un cammino del genere allora avremmo potuto solamente complimentarci con loro. Ma speravamo nel fatto che i grigi, come era fisiologico, avrebbero avuto un calo. In tal caso, però, noi dovevamo farci trovare pronti, con un filotto di vittorie importanti. Sapevamo che le ultime 10 gare hanno un gran peso, soprattutto a livello mentale e per questo, insieme alla proprietà e al mister, abbiamo continuato a esprimere fiducia sfrenata in questo gruppo formato da calciatori dal curriculum importante, anche con numerose partite giocate in categorie superiori".
Al di là del testa a testa con l'Alessandria, come valuta il Girone A, considerato il più semplice da gran parte degli addetti ai lavori?
"Credo che noi, l'Alessandria e il Livorno eravamo le squadre con quel qualcosa in più per puntare al vertice. Sono convinto che se gli amaranto non avessero avuto così tanti infortuni se la sarebbero giocata fino alla fine con noi e con i grigi: con Cellini in campo tutto l'anno avrebbero lottato per qualcosa di più del terzo posto.
Girone A il più facile? Una valutazione errata, figlia di una moda di inizio estate. Non dimentichiamoci che in questo gruppo ci sono piazze importanti come Siena, Arezzo e Piacenza senza contare che tutte le società sono attrezzate e serie. Senza contare le sorprese come la Giana Erminio, anche se già dall'anno scorso si intuiva che fosse una squadra molto solida. Complimenti anche al Pro Piacenza, rivelazione del nostro torneo".
Il mercato di riparazione ha cambiato le carte in tavola?
"A gennaio tutti i club si sono ulteriormente rafforzati come dimostra la forza delle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Per quanto riguarda le prime, anche noi avevamo problemi in difesa e abbiam rinforzato il reparto con tre difensori. L'Alessandria in avanti ha preso un calciatore del calibro di Evacuo mentre il Livorno, più sfortunato, ha dovuto tamponare la rosa qua e là per far fronte agli infortuni".
Chiusura sugli altri gironi: si aspettava le vittorie di Venezia e Foggia? Quali sono le rivelazioni?
"Per quanto riguarda le prime posizioni nel Girone B mi aspettavo la lotta tra Venezia e Parma: pensavo, però, che i ducali riuscissero a conquistare più punti visto l'importantissimo mercato di gennaio portato avanti dal direttore Faggiano. Nel Girone C il Foggia era più collaudato del Lecce e aveva qualcosa in più dei salentini: ciò non toglie che i giallorossi abbiano disputato un campionato di gran livello.
Le rivelazioni? Gubbio e Santarcangelo da una parte, Siracusa e Paganese dall'altra".
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