ESCLUSIVA TLP - Fidelis Andria, pres. Montemurro: "Play-off? Grande delusione. Le big favorite ma occhio alle sorprese. E al posto di noi patron metterei dei manager"

ESCLUSIVA TLP - Fidelis Andria, pres. Montemurro: "Play-off? Grande delusione. Le big favorite ma occhio alle sorprese. E al posto di noi patron metterei dei manager"TMW/TuttoC.com
© foto di S.S. Fidelis Andria
sabato 13 maggio 2017, 15:00Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

La Fidelis Andria è la grande assente dei play-off di Lega Pro che inizieranno quest'oggi. I pugliesi, dopo aver trascorso gran parte del campionato in zona utile per accedere agli spareggi promozione, sono stati beffati all'ultima giornata dal Catania per differenza reti. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il patron federiciano Paolo Montemurro.

Niente play-off dopo una grande stagione. Peccato per il finale...

"C'è grande delusione, inutile girarci intorno. Da ottobre in poi siamo stati sempre in zona play-off, persa all’ultima giornata a pari punti col Catania. Questo vuol dire che qualcosa non ha funzionato e che dobbiamo ripartire dall'analisi di questi errori. Nelle prossime settimane ci sarà il tempo di capire cosa è andato storto e porvi rimedio". 

Il diesse Doronzo e mister Favarin sembrano essere appetiti da altre società.

"Mi incontrerò a breve con il direttore Doronzo: ha un contratto fino al 2018 e insieme decideremo il futuro: non mi preoccupo degli altri club, bisogna vedere se ci saranno le motivazioni per proseguire. La figura del diesse è fondamentale: sarà la persona che alla fine sceglierà il nuovo allenatore".

E per quanto riguarda il parco giocatori?

"Se guardiamo la rosa, ho sempre detto che dopo le quattro big ci potevamo stare noi. E lo ribadisco anche adesso che siamo fuori dai play-off. La squadra è competitiva, lo dimostra il fatto che diversi calciatori il prossimo anno saranno in Serie B mentre altri, come Aya, Curcio e Onescu, sono seguiti da categorie superiori".

Quali sono le favorite per i play-off?

"Non mi meraviglierei se ci fosse una sorpresa, come nel nostro girone lo sono state Francavilla e Siracusa, anche se sulla carta formazioni come Lecce, Matera, Alessandria e Parma sono accreditate per la vittoria finale. Da oggi inizia un altro campionato".

A proposito di campionato, nel vostro girone, ma non solo, vi sono polemiche su squadre salve nonostante penalizzazioni e stipendi arretrati. 

" Un campionato di Lega Pro, per una fascia medio-bassa, costa fra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni di euro. A livello di entrate è difficile arrivare al pareggio di bilancio. Se programmi male la stagione alla fine ti ritrovi in difficoltà. Molto dipende da come ci si va a strutturare: in Lega Pro è imprescindibile la presenza di giovani in squadra. L’opportunità che non tutti hanno sfruttato, me compreso, riguarda il valore aggiunto del minutaggio per i giovani.

Poi è ovvio che le risorse alla lunga fanno la differenza: accade sia in Serie A che in Lega Pro. La Juventus ha programmato bene, si è strutturata bene e ora si gioca la Champions League. Da noi è accaduto, in piccolo, lo stesso col Foggia e anche col Lecce: sono ben strutturate, si intuiva che avrebbero disputato un ottimo campionato. È normale ci sia un’immensità di punti di differenza tra le prime e le ultime, accade in tutte le serie: in questo caso basta guardare i bacini di differenza, Taranto a parte".

Le squadre più giovani del campionato, però, sono state o sono a rischio retrocessione...

"L’equilibrio è stabilito da un mix tra esperti e giovani. Alcuni purtroppo si lasciano prendere la mano, sia per mancanza di programmazione che per emotività, e spingono molto sugli over. Viceversa ci sono società come Pontedera e Pistoiese che hanno scelto di impiegare un gran numero di under e hanno ottenuto la salvezza. Forse troppi giovani per ottenere una salvezza tranquilla, però investire sui giovani resta l’unica risorsa della Lega Pro".

Il prossimo anno crede diminuirà il numero di calciatori over tesserabili?

"Il presidente Gravina ha chiesto di avere un programma a lungo termine, sicuramente non diminuendo in maniera repentina il numero degli over. Credo che 4-5 over in meno potranno esserci ma solo nell'arco di tre anni, non da una stagione all’altra. Bisogna ponderare bene e programmare".

Lega Pro a 60: buona parte delle ripescate sono retrocesse o ai play-out. E questo vale in parte anche per le neopromosse. Forse qualcosa andrà rivisto...

"L’unica ricetta è quella di programmare: esclusi rari casi, le difficoltà delle neopromosse e soprattutto delle ripescate, sono sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo programmare le nostre società come fossero nostre aziende: l’emotività è giusta ma la smania di dover vincere può mandare gambe all’aria i club e creare gravi danni al sistema. Secondo me i presidenti dovrebbero affidarsi ai manager perché noi presidenti siam troppo tifosi. E aggiungo: se il manager non capisce niente di calcio forse è anche meglio. Io però non ci sono ancora riuscito in due anni però so che dovrei affidare la programmazione a persone esperte. Ovviamente a livello sportivo è tutto un altro discorso: lì la professionalità calcistica è importante per ottenere risultati di rilievo in campo".