ESCLUSIVA TLP - Giana Erminio, Marotta: "Tante emozioni quest'anno, abbiamo difeso il sogno di una vita. Migliorarsi sarà dura, ma ce la possiamo fare"

ESCLUSIVA TLP - Giana Erminio, Marotta: "Tante emozioni quest'anno, abbiamo difeso il sogno di una vita. Migliorarsi sarà dura, ma ce la possiamo fare"
© foto di Francesco Inzitari/ILoveGiana
mercoledì 7 giugno 2017, 22:30Interviste TC
di Claudia MARRONE

“[…] e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato
[…]
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
[…]”.


Cantava così Francesco De Gregori nella canzone “La leva calcistica della classe '68”, e questa è probabilmente a tratti la storia di Matteo Marotta, numero 6 della Giana Erminio e capitano della squadra che quest’anno, probabilmente più di tutte, ha sorpreso in Lega Pro: una Cenerentola che si è poi imposta come vera certezza della terza serie, e che da questa annata deve ricominciare per confermarsi. Stessa cosa che dovrà fare il classe ’89, che, partito dai polverosi campi della Promozione, con il sacrificio e il lavoro, si è guadagnato il “calcio dei grandi”, tra i quali ha disputato proprio quest’anno la sua miglior stagione: sicuramente un punto di partenza per lui, non di arrivo.
Ed è proprio il centrocampista a raccontarsi ai microfoni di TuttoLegaPro.com.

Si è chiusa da poco la stagione che per la Giana Erminio ha segnato la storia, e probabilmente tante sensazioni, anche se adesso è tempo di ricaricare le batterie per pensare al futuro, sono ancora vive: quali sono queste?

“Sicuramente, tra quelle giocate in Lega Pro, questa è stata la stagione più bella, anche se con la maglia della Giana di annate emozionanti ne abbiamo vissute tantissime perché alla fine vincere un campionato, al di la di quella che è la categoria, è sempre emozionante. Però è vero che quando arrivi nei campionati professionistici inizi a giocarti quello che è il sogno della vita per chi vuole fare il calciatore, è un sogno che ti sei costruito e che vuoi difendere: entrano in gioco tante positive pressioni che magari ti metti addosso anche da solo, sono emozioni che a parole è difficile descrivere, cambiano tante prospettive. E forse è per questo che tutto diventa più bello”.

Andando invece a guardare al campo, tralasciando l’aspetto emotivo e concentrandosi quindi su uno più tecnico, che bilancio tracci di questa annata?

“A livello personale sono contento sia per la qualità data che per la quantità, ma su questo secondo aspetto avevo meno dubbi perché son sempre riuscito a metterlo in campo, mentre sotto il profilo della qualità dovevo crescere: dare di più è poi facile quando hai vicino a te un elemento del calibro di Pinardi, ti aiuta in tante cose, non ultima a crescere a livello caratteriale quindi a rendere diversamente in campo. Poi è stata una grande soddisfazione anche l’aver avuto continuità. Come squadra, invece, credo che si sia cresciuti molto a livello di gioco, a livello tattico c’è stata una miglior preparazione e gran parte delle partite giocate ci hanno visto far meglio dell’avversario, al di la di quelli che sono poi stati magari i risultati. E’ un punto importante per la prossima stagione questo”.

Qualche emozione in più probabilmente l’hai vissuta guidando la squadra da capitano…

“Il capitano della squadra, a onor del vero è stato Marco Biraghi, col quale da anni ho anche uno splendido rapporto di amicizia: poi ho trovato più continuità sul campo e quindi ho indossato io la fascia, ma comunque ero il vice capitano, anche se poi Biraghi mi ha sempre dato l’importanza che io ho dato a lui. Detto questo, è chiaro che è più emozionante viverla con quella fascia addosso, ci sei dentro in pieno e quello te lo ricorda ancora di più”.

A proposito di Biraghi. La sua esperienza con la maglia della Giana si è conclusa, quindi si presuppone che la tua “promozione” ufficiale a capitano sarà definitiva.



“Penso di sì, ma mi viene da dire anche purtroppo, perché mi dispiace molto per il mancato rinnovo di Biraghi, se avessi potuto scegliere avrei lasciato tranquillamente a lui la fascia tenendomelo in squadra e nello spogliatoio, persone come lui fanno solo bene. Per me è stata una figura importante, oltre che, come già detto, un grande amico: cosa che va oltre il campo”.

A ogni modo anche il ruolo di vice capitano, dopo sei stagioni, sarebbe stato lo stesso importante. Però, come dicevamo, hai avuto modo di indossare quella fascia che tutti sognano: quanta responsabilità in più hai sentito e come questo ruolo ti ha cambiato avendo sostanzialmente la maglia biancazzurra cucita addosso?

“Sono sempre stato me stesso, grossi cambiamenti non credo di averne subiti, anche perché per me il vero capitano era sempre Biraghi, quindi ho vissuto la fascia nella massima serenità. Poi credo di aver sempre dato un buon esempio dentro e fuori dal campo, e anche su questa condotta penso di essere rimasto quello che ero”.

Un po’ più goleador, però, non era mai successo che tu segnassi quattro reti in un campionato professionistico. Come ti sei spiegato questo exploit?

“Ho conosciuto un portafortuna che in poche partite mi ha fatto stabilire questo record personale” (ride, ndr).

Non indaghiamo oltre, che non è questa la sede! (ridiamo, ndr) Ma adesso Marotta da dove ripartirà? Perché un’annata come questa deve essere per te un punto di partenza, non di arrivo.

“Si, sarà un punto di partenza sia per me che per la squadra, da qui dobbiamo ripartire. A livello personale ho modificato un pó il mio modo di giocare, e penso di aver raggiunto una maturità maggiore rispetto agli anni precedenti. Vorrei quindi continuare su questa strada, sperando di migliorarmi ulteriormente”.

E invece, dopo questa fantastica stagione, da dove deve ripartire la Giana Erminio?

“Le basi di quest’anno sono molto buone, migliorarsi sarà dura ma sono anche convinto che si possa fare, quindi da qui si dovrà partire senza accontentarsi. L’ambiente è bello, si sta bene, e le premesse per lavorare non mancano: abbiamo visto che giocando come sappiamo portiamo a casa punti, quindi dovremmo proseguire su questa linea”.