ESCLUSIVA TLP - Giana Erminio, Paleari: "Noi umili, ma ambiziosi. Dimostrato di essere all'altezza dei Pro"
La Giana Erminio sta vivendo il sogno della prima stagione tra i professionisti, forte di una società molto solida, quasi un'eccezione nel calcio italiano. Il presidente Oreste Bamonte guida la Giana dal 1985, sulla panchina siede addirittura dal 1994 mister Cesare Albè. Promozione, Eccellenza, Serie D e quindi la Lega Pro, tutto in pochi anni. Una Cenerentola che non ci sta a far solo da comparsa e ha tutte le carte in regola per mantenere la categoria. E da gennaio di questo bel progetto fa parte anche il giovane portiere, classe 1992, Alberto Paleari, prelevato a titolo definitivo dal Mantova. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva, chiedendogli degli ultimi due match in programma, della sua stagione e del suo futuro a Gorgonzola.
Dopo diversi risultati positivi, sono arrivati gli stop di Novara e contro la FeralpiSalò in casa. Cosa è successo alla Giana?
"Non è stato secondo me un calo mentale o fisico. Siamo andati a Novara contro una squadra molto arrabbiata per la penalità subita e sapevamo sarebbe stata molto dura. In casa con la FeralpiSalò, invece, sinceramente non ci aspettavamo un risultato del genere. La partita l'avevamo preparata molto bene e pensavamo di riuscire a fare punti. Dal punto di vista del risultato è andata male, anche se non si può dire che non abbiamo fatto la partita. Abbiamo avuto sei o sette occasioni da gol, loro tre o quattro, ma sono riusciti a segnare all'inizio. La partita per noi a quel punto si è messa in salita. E quando vai sotto contro squadre di questo livello, che sanno gestire bene la gara, è tutto più difficile".
Le ultime due gare saranno contro squadre già salve, Sudtirol e Cremonese. Un calendario apparentemente accessibile per voi, rispetto ad altre concorrenti per la salvezza impegnate in scontri diretti o con squadre che puntano ai play-off.
"Sì, sulla carta è vero. Ma la Cremonese può ancora sperare di entrare nei primi otto per la Coppa Italia e quindi cercherà di far punti. Il Sudtirol invece ha cambiato allenatore e non vince una partita da parecchio. Le motivazioni non mancheranno, ne sono certo perché conosco mister Stroppa, che mi ha allenato nelle giovanili del Milan. Vorrà far bene, vincere almeno una partita. Nessun risultato è scontato, ma noi andremo a Bolzano per fare tre punti. Non ci regalerà niente nessuno".
La Giana ha ritrovato il suo stadio a Gorgonzola. Quanto è importante giocare "davvero" in casa?
"È importantissimo. Abbiamo molti più tifosi a seguirci ora, la città ha risposto positivamente. A Monza, in uno stadio da 18000 posti, venivano a vederci 500 persone. Sembrava di giocare nel deserto. Il calore del pubblico invece si sente molto a Gorgonzola, dove ogni domenica ci sono almeno mille spettatori. Abbiamo toccato anche quota tremila alla prima in casa. Sta a noi giocatori far sempre meglio per spingere la gente a venire allo stadio. Sono sicuro che con la Cremonese, all'ultima in casa, se riuscissimo a raggiungere il traguardo salvezza, sarebbe bello festeggiare con tutta la tifoseria".
Contento di aver scelto la Giana a gennaio e del tuo campionato a Gorgonzola? Avevi altre pretendenti durante il calciomercato?
"Di pretendenti ne avevo avute parecchie quest'estate, tra le quali anche la Giana. Avevo però scelto Mantova perché c'erano obiettivi importanti prima dell'inizio del campionato. Però avendo giocato poco (solo una presenza, ndr) e avendo avuto altre richieste da squadre "meno blasonate", ho optato per la Giana. Il mio campionato, tranne gennaio che non è stato molto positivo, è stato un crescendo, coinciso con la crescita della squadra. Tante persone dell'ambiente ci davano quasi per spacciati. Vedi una squadra di Gorgonzola, che si affaccia per la prima volta tra i professionisti, pensi che sia la vittima sacrificale. Abbiamo però dimostrato sul campo di poterci stare anche noi tra i professionisti. Manca solo la ciliegina sulla torta. Il presidente Bamonte sperava e spera tuttora di ottenere la salvezza e noi vogliamo regalargliela".
Contratto in scadenza nel 2017, la Giana può essere il trampolino di lancio per la tua carriera?
"Vengo dall'esperienza con la Virtus Verona dell'anno scorso in Seconda Divisione, dove nonostante la retrocessione ho contribuito alla miglior difesa del torneo (32 reti subite, ndr). Quest'anno avevo bisogno di dimostrare ancora qualcosa in più, e la Giana mi sta permettendo di farlo. Sono contentissimo di essere in questa società perché è solida. Pur essendo piccola, è una società ambiziosa che merita questi palcoscenici. Io sono uno dei pochi che ha il contratto non in scadenza. Non voglio e non posso essere indicato ora come la bandiera della Giana. Però spero di riuscire a regalare qualcosa alla squadra anche l'anno prossimo, in modo da aprire nuovi scenari sia per me che per il club".
La Giana Erminio può definirsi una società esemplare all'interno della Lega Pro, dove tante altre stanno facendo davvero fatica.
"Su questo non c'è dubbio. Questa società non fa mai il passo più lungo della gamba. Il presidente Bamonte, piuttosto che pagare un giorno in ritardo, paga un giorno in anticipo. Abbiamo altre realtà, anche molto vicine a noi, dove quest'estate si proponevano contratti a qualunque giocatore. Noi invece siamo umili ma solidi, e soprattutto ambiziosi. Dovesse arrivare la salvezza, non è detto che il presidente, dopo aver speso tanti soldi per rendere lo stadio a norma, non voglia fare un ulteriore sforzo l'anno prossimo. Non dico puntare ad un altro salto di categoria chiaramente, però arrivare magari nella prima metà della classifica sarebbe una grande soddisfazione. L'anno prossimo la squadra sarà sicuramente molto competitiva e vedrete che regaleremo molto spettacolo".
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