ESCLUSIVA TLP - Grosseto, pres Camilli: "Macalli è come un seme di pino e ama le squadrette senza ambizioni. Lotito? Mi ha cercato 10 volte"

ESCLUSIVA TLP - Grosseto, pres Camilli: "Macalli è come un seme di pino e ama le squadrette senza ambizioni. Lotito? Mi ha cercato 10 volte"TMW/TuttoC.com
Piero Camilli
© foto di Federico Gaetano
martedì 10 febbraio 2015, 13:20Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Non le mandava a dire in tempo di pace, figuriamoci in tempo di guerra. Mai un pelo sulla lingua, Piero Camilli interviene a gamba tesa nella disputa sulla governance in Lega Pro. Ecco quanto ha dichiarato il numero uno del Grosseto in esclusiva a TuttoLegaPro.com.

Presidente, impazza la lotta tra macalliani e contrari...

"Macalli è lì da una vita. Io me ne sono andato in Serie B, grazie a Dio, una decina d'anni fa. Sono tornato da un anno e lui e me lo sono ritrovato ancora in Lega Pro insieme alla sua combriccola. Se uno viene sfiduciato deve andar via di corsa. 
Lotito mi ha cercato non una ma 10 volte. E non solo lui: anche qualcun altro mi ha cercato per convincermi a perorare la causa dell'attuale presidente. E la cosa mi dà tanto, ma tanto, fastidio perché se decido una cosa la decido con la mia testa, non mi faccio tirare per la giacca. Ho risposto chiaramente a tutti: non ce l'ho con Macalli, un povero signore anziano che sta lì, ma credo sia bene cambiare. Non è che l'attuale numero uno debba essere conditio sine qua non".

Perché è contro l'attuale governance?

"Ogni anno sono meno le risorse, i presidenti spendono ma non comandano, la Lega non è una casa di vetro. Le posso definire cos'è Macalli? E' un seme di pino che va sul tetto e quando cresce la pianta dice che il palazzo è suo.
Macalli odia chi va in Serie B al posto di esser contento. Perché gli piace l'habitat suo, le quattro squadrette della zona senza ambizioni. Se uno scende dalla cadetteria con questo sistema fallisce. Io no perché ho messo un sacco di soldi per salvare la società. 
Le dirò di più: ero consigliere di Lega per la Serie B. E già a inizio anno sapevamo quanto avremmo recepito in contributi. In Lega Pro, invece, non si sa mai niente. Deve comandare, e lo dico proprio alla romana, chi caccia i soldi".

In tutto ciò voi avete un punto di penalizzazione...

"Ho sempre pagato regolarmente e mi ritrovo un punto in meno per un ritardo. Poi c'è gente che non ha pagato e non gli hanno tolto ancora nulla. Ma è una cosa tutta italiana che va avanti da anni, penso al Parma adesso ma anche al Bari, all'Ascoli e al Siena nel recente passato. Ma scherziamo? La regola di togliere i punti per me è ridicola, sia chiaro, ma se c'è bisogna rispettarla. Preferirei delle multe in questi casi". 

Il 16 è prevista l'assemblea di Lega. Andrà?

"Non vado in riunione di Lega Pro da otto anni. Ci andrò tra una settimana da neofita. Però so già che chi è lì è vecchio e stantio. "Io appoggio chiunque faccia pulizie in quell'ambiente e abbia capacità manageriali in modo da abbattere i costi. Ogni anno noi presidenti ci sveniamo per mantenere le squadre, non esiste".

Battuta in chiusura: sul mercato siete stati protagonisti con numerose operazioni. Soddisfatto?

"La squadra l'avevo regalata, anche con dei soldi dentro, ad alcune persone. Alla fine questi signori non hanno pagato la fidejussione e quindi ho dovuto fare tutto in fretta. Quindi a gennaio era giusto risistemare la squadra, fino al 10 settembre non l'avevo nemmeno vista".