ESCLUSIVA TLP - Il Perugia torna in B dopo nove anni. Goretti: "Più difficile vincere da dirigente che da calciatore. Vi racconto la nostra impresa"

ESCLUSIVA TLP - Il Perugia torna in B dopo nove anni. Goretti: "Più difficile vincere da dirigente che da calciatore. Vi racconto la nostra impresa"TMW/TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano/Tuttolegapro.com
lunedì 5 maggio 2014, 00:00Interviste TC
di Nicolò SCHIRA

In sottofondo cori da stadio e il boato dei giocatori. La cena fra calciatori e dirigenti del Perugia trabocca di entusiasmo e coinvolge, inevitabilmente, anche chi come noi ascolta telefonicamente il sottofondo ridondante di passione e gioia dei tesserati biancorossi. Il Grifo ritrova la cadetteria dopo nove anni di purgatorio fra Serie D e Lega Pro. Fra gli artefici del salto in B degli umbri il diesse Roberto Goretti, da calciatore capace di centrare due promozioni con la maglia perugina addosso (dalla B alla A nel 1995-96 e dalla D alla Seconda Divisione nel 2010-11). A trentasette anni il giovane diesse ha griffato il ritorno della squadra della sua città nel calcio che conta e si è raccontato in esclusiva a TuttoLegaPro.com.

Il frastuono che vi accompagna è incredibile: dalle 17 non avete ancora smesso di festeggiare?

"Ci stiamo godendo al massimo questa impresa incredibile. E' stata davvero un'impresa e vincere il campionato direttamente senza passare dai Playoff aumenta il valore di quanto abbiamo fatto. Come si può sentire (cori e urla di festa in sottofondo ndr) siamo veramente felicissimi".

A chi dedica il suo primo trionfo da dirigente?

"Alla mia famiglia e a tutti coloro che mi vogliono bene e hanno creduto in me. Può sembrare semplicistico, ma queste persone sono quelle che ti stanno sempre vicine. Sia nei momenti di gioia che in quelli di difficoltà".

Da calciatore è stato una bandiera del Perugia; mentre da diesse ha fatto centro praticamente al primo colpo, visto che l'anno scorso era subentrato in corso d'opera...

"Vincere nella propria città non è una cosa da tutti. A Perugia sono legatissimo e per me trionfare con questo club è e rappresenta qualcosa di speciale".

Avete riportato il Perugia in B dopo quasi due lustri...

"Non dobbiamo dimenticarci dov'era la squadra tre anni e mezzo fa. Era il mio ultimo anno da giocatore e facevamo l'Interregionale. Tornare in cadetteria in così poco tempo è qualcosa di fantastico".

Lei ha sfatato il mito del "Nemo propheta in patria", vincendo sia da diesse che da calciatore. L'impresa più difficile?

"Ti confesso che è molto più dura riuscirci da dirigente che da giocatore. Quando fai il calciatore pensi solo a giocatore e ti godi tutti il resto. Da direttore deve gestire ogni minimo particolare, occupandoti di tutto".

Momento chiave della stagione: ha temuto di non farcela a riportare il Perugia in Serie B?

"Di momenti importanti ce ne sono stati davvero tanti. Difficile sceglierne uno in particolare. Ci abbiamo sempre creduto. Da domani ce la godremo al massimo e capiremo appieno l'impresa che abbiamo centrato...".

State già progettando il mercato per la cadetteria?

"Adesso godiamoci la festa, dopodichè ci metteremo all'opera come sempre per regalare soddisfazioni a questa magnifica piazza...".