ESCLUSIVA TLP - Lucchese, Galderisi: "Salvezza? Ora più che mai abbiamo fame. Forte? Attaccante di razza"

ESCLUSIVA TLP - Lucchese, Galderisi: "Salvezza? Ora più che mai abbiamo fame. Forte? Attaccante di razza"TMW/TuttoC.com
Mister Galderisi
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
martedì 31 marzo 2015, 19:10Interviste TC
di Dario Lo Cascio

“È il momento di spingere sull’acceleratore, di cercare il risultato con ancora più fame e cattiveria”. Questa la lucida disamina del periodo positivo che sta vivendo la sua Lucchese, fatto da mister Giuseppe Galderisi. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il tecnico delle Pantere. Con lui abbiamo parlato del derby vinto a Pistoia, del prossimo avversario, il San Marino e del gruppo che sta dando belle soddisfazioni sia all'allenatore, sia ai tifosi toscani.

I tre punti conquistati a Pistoia quanto sono fondamentali?

“È stata una vittoria che ci ha dato grande soddisfazione, perché è arrivata dopo un altro derby vinto. Nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro modo di fare, c’era tanta allegria. Ma ci siamo rimboccati le maniche, siamo tornati subito a lavoro. E andare lì a giocarcela con una squadra dura come la Pistoiese, ottenendo punti e giocando come abbiamo fatto dimostra che stiamo crescendo. Come mi insegnavano i grandi allenatori, vincere è difficile, ma continuare a vincere è difficilissimo. Devi sempre alzare l’asticella dell’ambizione, e su questo, l’ho sempre detto, ho dalla mia parte un gruppo che ha questa grande voglia di crescere e che lavora con grande applicazione”.

Nelle 19 partite con lei alla guida, la Lucchese ha perso solo in tre occasioni. È la dimostrazione che questo lavoro paga.

“Il lavoro che noi stiamo facendo è eccezionale. Ma lo devo soprattutto ad uno staff molto preparato che ho trovato qui e ad un gruppo di giocatori predisposto al lavoro e con una grande ambizione. E, se andiamo a vedere, da quando alleno la Lucchese, abbiamo sbagliato una partita ed un tempo. Poi nel calcio puoi vincere o perdere, ma ci devi essere. Abbiamo sbagliato la partita di Carrara e il primo tempo col Grosseto, poi le altre gare ce le siamo sempre giocate”.

Alcuni elementi sono arrivati in corso d’opera e fin qui sono stati determinanti. Parlo di Di Masi, Mingazzini e Forte.

“Credo che la forza di questa squadra parta da lontano, dal gruppo storico che ha fatto e vinto la Serie D. Ha dei grandi valori sotto l’aspetto professionale ed umano. L’aggiunta di alcuni elementi con la giusta esperienza, fame, ambizione, ci ha permesso di crescere. Io penso che le squadre non possono vivere solo di giocatori giovani. Parlo per esperienza personale, il giocatore giovane impara da chi ha più esperienza, da chi è disposto a sacrificarsi. In questo Di Masi e Mingazzini sono punti di riferimento sia nello spogliatoio che in campo. Trasmettono positività ai giovani e a tutto il gruppo. Francesco Forte poi è stato per noi fondamentale non solo per i gol che ha realizzato, ma anche perché è sempre presente, ci si può sempre contare. È un attaccante di razza, sa come muoversi, ascolta molto e vuole migliorarsi”.

Giovedì c'è il San Marino. Lei ha esordito con la Lucchese proprio contro i Titani, con una vittoria per altro. Come state preparando il match? I tre punti potranno chiudere il discorso salvezza?

“Noi sicuramente in questo ultimo periodo, un po’ come tutti, stiamo tirando la corda, come è giusto che sia, e ci stiamo dedicando anima e corpo ad ottenere la salvezza. Non è questione di aver quasi raggiunto l’obiettivo, è piuttosto una questione di ambizione per cercare di fare ancora meglio. Non è una partita contro l’ultima in classifica, come dicono i numeri. Ma è una partita che noi dobbiamo affrontare come una finale, o come avessimo di fronte la prima in classifica. Perché questa voglia che abbiamo dobbiamo trasportarla in campo sia cercando di fare bene, sia con l’intensità e la determinazione per guadagnarci la vittoria. Quando il lavoro ti porta a limitare gli errori e fare bene, così come stiamo facendo, non deve essere motivo di rilassamento”.

Il futuro di mister Galderisi quale sarà?

“Il lavoro di allenatore è incredibilmente strano, eppure lo adoro. Raggiungere l’obiettivo ti porta soddisfazioni, ti mette anche in vetrina. Ma un traguardo che ho sempre cercato di ottenere è raggiungere qualcosa con una squadra che ti segue, in una società che crede in me e portare il tutto avanti. Sennò costruisci ma poi tutto viene buttato giù. È chiaro che per fare questo ci vuole del tempo, io sono convinto che questo della Lucchese sia un gruppo che, con pochi ritocchi, può diventare ancora più competitivo. Io però sono contento del gruppo che ho per ora, sto bene a Lucca e i miei rapporti con la società sono ottimi. Non ho ancora parlato con nessuno e per ora non serve. Prima raggiungiamo la salvezza, l’obiettivo che mi sono prefissato quando ho accettato l’ingaggio”.

In Lega Pro sono saltate davvero tante panchine. È preoccupante? Come se lo spiega?

“A fine partita c’è una squadra che vince e una che perde. È il calcio. Il risultato però a volte maschera quello che c’è dietro. Il lavoro, se non raccogli i risultati, non viene esaltato. Io credo che le società debbano essere un po’ più brave nel programmare e nel dare forza all’allenatore. Sennò andrà poco lontano. È chiaro che le società hanno la facoltà e la possibilità, dati i tanti allenatori, di poter variare. Ma occorre un po’ più di solidità. Io sono uno di quelli che quest’anno sono stati un po’ più fortunati di altri. Spesso però si scarica la colpa sull’allenatore, che non ha neanche il tempo di buttare giù le basi. Chiaramente sto dalla parte della mia categoria, ma noi allenatori non possiamo far altro che rimboccarci le maniche e continuare a lavorare. Di certo non possiamo cambiare in un’altra maniera il mondo del calcio”.