ESCLUSIVA TLP - Mantova, Scalise: "Sono deciso a tornare in ottima condizione"
Ha perso buona parte della stagione 2014-2015, fermandosi a 12 presenze, ma non vuole mollare. Il fluidificante destro Manuel Scalise, 33 anni, attualmente in forza al Mantova, ha giocato anche in Serie B, quindi dall’alto della sua esperienza può dire che cosa significa essere un giocatore importante e rilanciarsi. Ha lavorato sodo per smaltire un infortunio al ginocchio, e intanto ha continuato a seguire la propria squadra e anche quelle dove ha precedentemente giocato: una di questa è la Salernitana, che a suo giudizio si è ben comportata. Queste le dichiarazioni rilasciate da Scalise a TuttoLegaPro.com.
“Diciamo che a Mantova stavo facendo bene, ma purtroppo c’è stato un infortunio che ho patito a Monza contro la Giana Erminio. Attualmente mi sento meglio, ma devo continuare ad allenarmi durante l'estate per riuscire a recuperare completamente e farmi trovare pronto nella prossima stagione: vorrei continuare a giocare. Ho un altro anno di contratto col Mantova, vedremo ciò che succederà. Il crociato è un infortunio che può capitare, quindi c’è da seguire una buona riabilitazione e con la giusta applicazione si può riuscire a recuperare”.
Sappiamo che intorno al Mantova c'è il dubbio sulla prosecuzione dell'attività in Lega Pro, ma voi quali notizie sapete?
“So che la società è in trattativa per cedere a un gruppo bresciano, ma i soci mantovani hanno sempre onorato i pagamenti. Vedremo come si evolverà la situazione”.
Le farebbe piacere rimanere a Mantova?
“Sì, è una piazza in cui mi sono trovato bene, parlavo con il mio procuratore e sicuramente la mia volontà è quella di scegliere la soluzione migliore per la carriera. Se ci sarà un progetto serio, che ben venga”.
Fino ad agosto ha fatto parte della rosa della Salernitana, che a fine stagione è approdata in B. Ha seguito le vicende della sua ex squadra?
“Sì, certamente. Salerno come piazza non è da Lega Pro, può ambire a categorie più importanti. Ho visto le immagini della Curva, quindi i tifosi meritano palcoscenici alti”.
Che cosa è rimasto dell’esperienza salernitana?
“Che la gente non voleva che andassi via. Comunque non ho rimpianti, anzi, sono contento per loro”.
Come ha visto i granata sulle fasce esterne?
“Si sono comportati bene Franco, Pezzella, Colombo e gli altri, sotto quel punto di vista erano molto coperti. La Salernitana ha disputato un ottimo campionato”.
I tre gironi come li ha visti?
“Penso che il girone A sia davvero molto forte: a parte il fatto che due squadre del Nord si trovano in Finale dei play-off, c’è anche un'altra squadra del Nord come il Novara che ha vinto la Supercoppa. Magari nel girone A non ci può sempre essere il pubblico che si trova nel girone C, però gli allenatori che ho trovato in questo campionato sono bravi ed emergenti, parlo dei vari Juric, Maspero e Asta, per non parlare di Scienza, e anche Pea ha fatto un capolavoro nelle difficili condizioni in cui si trovava la sua squadra, quindi non era per niente facile affrontare le squadre del girone A, che sono ben attrezzate e tatticamente preparate”.
Ivan Juric dovrebbe andare al Crotone. Com'è come allenatore
“Juric mi ricorda molto Auteri, perché pratica lo stesso modulo 3-4-3. Sono contento per lui se va al Crotone, perché è preparato”.
Se dovesse richiamarla Auteri le farebbe piacere?
“Certamente, se ci fosse un programma a vincere mi farebbe anche piacere”.
Dov’è che si è espresso meglio in carriera, più al Nord o al Sud?
“Al Sud mi sono trovato benissimo a Nocera e a Salerno. Quando giochi al Sud davanti a migliaia di persone è più galvanizzante, anche Ascoli è una grande piazza, ma più al Nord il calcio cambia completamente: le società sono anche più organizzate ma capita di giocare davanti a mille, duemila o tremila tifosi, che non è come giocare al Sud. Anche se devo dire che la Lega Pro ora come ora è un bel ginepraio... E' un campionato difficile”.
Forse Auteri non ha avuto quello che meritava in carriera? Ha avuto la possibilità di allenare in Serie B ma a Latina non è stato fortunato.
“Purtroppo in questo mondo del calcio capitano certe cose, spesso quando capita che una società non ha a che fare con uno yesman, ma con uno che dice quello che pensa e non abbassa mai la testa, allora quella società non lo digerisce fino in fondo”.
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