ESCLUSIVA TLP - Monza, diesse Califano: "Tre gare in sette giorni non mostrano i veri valori. Difficoltà? Più per Ulizio e Pasini. E sulle differenze tra Nord e Sud..."
Uno dei colpi last-minute del Monza è stato sferrato non per rinforzare il campo ma la dirigenza. La carica di direttore sportivo è infatti stata assegnata, negli ultimi giorni di agosto, a Gianni Califano: l'ex attaccante di Serie B e già negli staff di L'Aquila e Bellaria (ottenendo due anni fa una salvezza incredibile con i romagnoli), è stato contattato in esclusiva da TuttoLegaPro.com.
Inizio sprint e battuta d'arresto domenicale. Non è che vi siete montati la testa?
"Per nulla. Credo che i valori, sia nel bene che nel male, non sono veritieri quando si giocano tre gare in pochi giorni. Si tratta di settimane particolari in cui può succedere di tutto. Noi purtroppo abbiam perso l'ultimo di questi tre match, con il SudTirol, proprio mentre la sfida stava scorrendo tranquillamente: loro hanno trovato un gran gol e noi abbiam sbagliato diversi palloni che ci avrebbero regalato il pari. Il campionato è comunque molto lungo, fatto di ben 38 partite: ci vuole equilibrio sia quando arriveranno diverse vittorie di seguito sia quando ci saranno alcune battute d'arresto".
Come è stato l'impatto con il Monza?
"Sono arrivato nella fase finale del mercato, il diggì Ulizio e il dittì Pasini avevano già fatto un ottimo lavoro in simbiosi, costruendo una squadra esperta e importante anche se sarà il campo a dare il verdetto finale. Il merito della costruzione del team è tutto loro, io spero di dare il mio contributo durante la stagione con passione, professionalità ed entusiasmo. Sono orgoglioso di essere in una piazza importante come Monza.
Le difficoltà maggiori credo che le abbiano avute Ulizio e Pasini tra giugno e luglio, il primo momento di novità rispetto alla passata gestione: non è facile arrivare e cambiare tutto dopo due anni di grandi risultati. Io sono venuto in Brianza dopo e ho trovato un ambiente caldo e fiducioso".
Da Bellaria al Monza significa passare dall'obiettivo salvezza a quello promozione. Cosa cambia?
"Vedremo cosa cambierà, quello che so è che sarà molto bello lavorare in piazze diverse con obiettivi diversi. Di differente, rispetto al passato, c'è una grande attenzione da parte della stampa e dei tifosi, tutti si aspettano qualcosa di importante. Da giocatore mi piacevano le piazze calde, la cosa allo stesso tempo mi carica e mi riempie di responsabilità.
In Romagna, comunque, è stata un'esperienza straordinaria, ringrazierò a vita il presidente Nicolini che mi ha dato questa opportunità. L'anno scorso, in un campionato con metà delle squadre retrocesse, è andata male ma siamo riusciti comunque a valorizzare numerosi giovani. Riprendendo quanto già detto dal direttore Ulizio, due anni di esperienza a Bellaria equivalgono a un decennio in altre piazze".
Differenze di gironi tra Nord e Sud?
"I gironi sono tutti uguali: al sud forse c'è maggior blasone visto che ci sono città più grandi. Ma il valore tecnico delle squadre è simile nei tre raggruppamenti: in ognuno di essi 6-7 squadre lottano per i primissimi posti. E noi, sulla carta, siamo tra queste".
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