ESCLUSIVA TLP - Paganese, il bomber Caccavallo: "Più gol arrivano e meglio è. E sugli insegnamenti di Zeman a Lecce..."
Estro, fantasia, tecnica e tanta passione nei confronti di questo sport. Sono questi gli aggettivi che si possono affibbiare all’attaccante della Paganese, Giuseppe Caccavallo (in foto). Il classe ‘87 nativo di Napoli è uno dei perni della compagine azzurrostellata, e nell’ultimo turno contro il Martina Franca è andato in doppia cifra in campionato. La redazione di TuttoLegaPro.com ha contattato il calciatore in esclusiva per fare un po’ il punto della situazione.
Nell’ultimo match una doppietta contro il Martina Franca, ed una vittoria ritrovata in casa azzurrostellata. Cinque punti in queste prime tre gare del 2016, una buona media..
“E’ stata una vittoria importante anche perchè mancava da un po’. Credo che siano tre punti preziosi per la società, per la squadra ma anche per gli stessi tifosi in vista di questo girone di ritorno”.
A proposito di girone di ritorno, voi lo avete iniziato al meglio pareggiando una grande partita allo Zaccheria di Foggia. Qual è l’obiettivo della Paganese, a prescindere dalla salvezza..
“L’obiettivo nostro è sempre stata la salvezza, anche se sapevamo che con la rosa completamente a disposizione avremmo forse potuto ottenere anche qualcosina in più. Purtroppo tra vari infortuni e squalifiche non abbiamo avuto sempre tutti a disposizione. Ora stanno arrivando giocatori nuovi e poi la notizia positiva è che tutti i più esperti non sono andati via”.
Ha raggiunto la doppia cifra in campionato. Si è posto un numero di reti da segnare da qui a termine del campionato?
“Più gol arrivano, meglio è per tutti. Ho scelto di tornare a Pagani per raggiungere anche la doppia cifra in campionato. Ho lasciato perdere le voci di questa estate, infatti ho cambiato procuratore scegliendo Francesco Iovino, il quale mi dato tanta tranquillità, ed io naturalmente per far bene ho bisogno di star tranquillo”.
Ha avuto tra i suoi mentori, Zdenek Zeman a Lecce. Ecco quanto può esser importante per un calciatore offensivo lavorare con un tecnico come il boemo, e soprattutto quanto l’ha aiutata per la sua crescita professionale?
“Ho conosciuto Zeman a soli diciotto anni. Ero il titolare inamovibile in ritiro con lui, ma purtroppo tornando dal ritiro subii un infortunio. Mi ricordo che poi in campionato in Serie B, nel tridente giocavamo io, Valdes e Pablo Osvaldo. Purtroppo il mister a Gennaio fu esonerato. Per un giovane incontrare Zeman e seguire i suoi insegnamenti è il massimo. Ti insegna tantissimo e ti permette di fare gol a raffica”.
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