ESCLUSIVA TLP - Pitrolo (Vicepres. Lega Pro): "Vi dico tutto sulle nuove riforme dei settori giovanili e dei campionati. Non dev'essere il giudice sportivo a fare le classifiche: servono società sane"
Riformare il calcio italiano, ripartendo dai settori giovanili nostrani. In barba alle invasioni di calciatori stranieri che stanno colonizzando pure i campionati Primavera. Lega Pro volge lo sguardo al futuro e intraprende una nuova politica sportiva. A fine di tutelare e valorizzare le risorse dei nostri vivai è arrivato come consulente tecnico Gianluca Andrissi. A Milano - in occasione del libro scritto dall'ex diesse del Monza - TuttoLegaPro.com ha intercettato in esclusiva Archimede Pitrolo, vicepresidente della Lega Pro nonchè consigliere federale. L'occasione giusta per fare il punto sui progetti inerenti la terza serie del calcio italiano.
Per valorizzare i settori giovanili della Lega Pro è arrivato un tutor d'eccezione come Gianluca Andrissi.
"Siamo contenti di avvalerci della sua collaborazione. Parliamo di un grande professionista, estremamente competente. La sua carriera parla per lui. I primi riscontri sono positivi: ha già visitato una decina di società e a breve faremo il punto della situazione".
Come possono crescere i vivai italiani?
"Servono competenze e professionalità. Non possiamo affidarci a persone che si improvvisano in ruoli così importanti e delicati. Bisogna puntare su professionisti del settore anche per la panchine dei settori giovanili. I ragazzi devono crescere in maniera professionale e preparata. Serve una rivisitazione del settore tecnico".
Si parla di riforma dei campionati...
"Confermo quanto avete scritto. Ne abbiamo parlato in Consiglio Federale e l'idea è che la Serie A possa tornare a diciotto squadre e la Serie B a venti. Mi sembra una proposta valida".
E la Lega Pro?
"Possiamo restare a sessanta o al limite scendere a quota cinquantaquattro, con diciotto formazioni per girone. L'importante è che ci siano società e proprietà sane. Ne va della crescita di tutto il movimento".
Purtroppo qualche club appare già in difficoltà...
"Dobbiamo proteggere il sistema. Non è possibile che le classifiche siano stilate dal giudice sportivo a causa delle penalizzazioni. È il campo l'unico giudice supremo, per questo siamo attenti alle vicende dei vari club. In modo che si possa arrivare a non avere più situazioni come quelle accadute negli ultimi anni, dove le penalità hanno deciso promozioni e campionati".
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