ESCLUSIVA TLP - Porto Tolle, ds Visentini: "Ripescaggio? Le regole sono dalla nostra parte. Meglio club piccoli che sleali"

ESCLUSIVA TLP - Porto Tolle, ds Visentini: "Ripescaggio? Le regole sono dalla nostra parte. Meglio club piccoli che sleali"
Lorenza Visentini
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mercoledì 30 luglio 2014, 14:30Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Serietà nella scelta delle compagini e spazio alle piccole. A chiederlo è il Porto Tolle, uno degli otto team che ha chiesto il ripescaggio. Una sola incognita separa i veneti dal ritorno in Lega Pro: lo stadio. I biancoblù, infatti, hanno chiesto di giocare a Portogruaro, in quanto l'impianto comunale non è a norma. Sulla questione, in esclusiva a TuttoLegaPro.com, è intervenuta la direttrice sportiva Lorenza Visentini

Due giorni al verdetto. Come procede il cammino? Sensazioni?

"Negli ultimi giorni siamo stati contattati più volte dalla Covisoc e dalle altre commissioni che hanno controllato molto attentamente tutta la società: dal pagamento degli stipendi, alla fideiussione, passando per certificazioni varie e documenti relativi allo stadio. Questo mi fa molto piacere perché è un segnale chiaro, è segnale di voler ridare al calcio società serie.
Inoltre il comunicato dà tre criteri di ripescaggio: merito sportivo riguardante l'ultima stagione trascorsa che vale il 50% tradizione sportiva e media pubblico delle ultime stagioni (25% ciascuno). Se stiliamo la classifica credo che il Porto Tolle occupi una delle primissime posizioni: si parla di numeri quindi la Lega non può sbagliare".

Eppure la mancanza di uno stadio comunale non sembra vi faccia dormire sonni tranquilli...

"In caso di ripescaggio giocheremo a Portogruaro, in una struttura omologata per la Serie B. Se si leggono bene le licenze nazionali si vede che è ammessa la deroga a giocare in uno stadio della stessa regione, non sono invece ammesse deroghe agli stadi che al momento dell'iscrizione presentano carenze strutturali.
Sarebbe una discriminazione enorme non permettere di far calcio a società solo perché non hanno lo stadio a norma nel comune!
In quest'ultimo caso credo che avrebbero avvisato le società all'inizio della passata stagione e noi non avremmo mai partecipato al campionato di Lega Pro, sapendo di dover investire tempo e denaro in un'annata difficilissima per le nove retrocessioni per poi vedersi escludere, a prescindere dal risultato, perché lo stadio a norma non è nella stessa città. 
Questo significherebbe ostacolare le società più piccole per le solite piazze. Mi domando: il calcio, in determinate categorie, lo possono fare solo le grandi città? Non credo sia il messaggio che vuol passare la Lega Pro. Spazio ai club seri: avere società che a metà stagione non tengono fede agli impegni presi è sinonimo di concorrenza sleale con chi invece rispetta gli accordi e le persone! L'obiettivo deve essere quello di non avere più fallimenti o situazioni spiacevoli. Servono serietà, dedizione e regole chiare: in questo caso credo che la Lega abbia intrapreso la strada giusta".