ESCLUSIVA TLP - Real Vicenza, Bruno: "Gli undici gol? La mia risposta a chi non credeva in me. Per i play-off ci siamo anche noi"

ESCLUSIVA TLP - Real Vicenza, Bruno: "Gli undici gol? La mia risposta a chi non credeva in me. Per i play-off ci siamo anche noi"TMW/TuttoC.com
Salvatore Bruno
© foto di Marcello Casarotti/TuttoLegaPro.com
venerdì 12 dicembre 2014, 19:00Interviste TC
di Valeria DEBBIA
in collaborazione con Sebastian Donzella

Se il Real Vicenza può ambire a qualcosa più di una tranquilla salvezza, molto lo deve al suo uomo di punta: Salvatore Bruno. Poco meno della metà delle reti segnate dalla squadra biancorossa (undici su un totale di ventisei, ndr) è stato segnato dall'attaccante ex Modena che è riuscito nell'impresa di far ricredere tutti quelli che all'inizio della stagione non hanno voluto puntare su di lui. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva, scoprendo i retroscena del suo trasferimento nella società del presidente Diquigiovanni.

Salvatore, hai messo insieme un bottino di undici reti in sedici partite: probabilmente neppure tu ti aspettavi di fare così bene.
"Diciamo che ero consapevole di avere una gran voglia e con questa viene tutto di conseguenza. Ne sono veramente contento".

Come mai hai deciso di trasferirti al Real Vicenza?
"Ero a Coverciano per prepararmi per la nuova stagione più che per prendere il patentino. Appena mi ha chiamato una squadra che mi ha convinto in toto - dall'allenatore alla rosa - ho deciso di accettare. Aggiungici poi che ho giocato con Marcolini e con Mandelli (appunto mister e secondo del club biancorosso, entrambi al Chievo con Bruno nella stagione 2006/07, ndr): un altro aspetto che ha aiutato molto. Avevo bisogno di un allenatore che mi desse fiducia e poi volevo divertirmi. La cosa più importante era questa. Ho escluso volutamente il fattore economico: non mi interessava.
Inoltre ho portato con me la mia famiglia perché è sempre stato così: ci siamo sempre spostati tutti insieme. Mi piace averli tutti vicini: i miei bambini sono la mia forza".

E visto che siete partiti benissimo e continuate a fare bene credo tu ti stia veramente divertendo. Ma riuscirete a proseguire lungo questo percorso e tu a mantenere questo stato di grazia?
"Spero che questo momento possa durare il più a lungo possibile, anche perché mi sento bene. Toccando ferro, sono due stagioni in cui non ho avuto infortuni. Ho recuperato tutto ciò che mi sono perso in questi anni".

Di' la verità: punti ai quindici o ai venti gol?
"(ride, ndr) A questo punto ai venti. Undici in sedici partite non sono pochi, ma spero di non farne solo quattro da qui a giugno".



E' una Lega Pro che sta premiando chi - dall'alto della sua esperienza - ha deciso di scendere di categoria: penso a te o a Massimo Loviso del Gubbio, anche lui con un ruolino di marcia importante di otto gol in quindici gare.
"Quando uno scende di categoria, non deve farlo con la mentalità di fare figuracce, cioè quella di svernare per gli ultimi anni. Poi dipende anche dall'ambientamento. Io non l'ho presa alla leggera e neppure come una sconfitta personale: ripeto che la mia mentalità è quella di divertirmi. Inoltre posso dare una mano ai giovani".

Il tuo presidente, Lino Diquigiovanni, è un personaggio particolare.
"E' il nostro primo tifoso ed è una persona squisita".

Quanto pesa la mancanza dei tifosi? Può essere considerato un fattore positivo?
"Dipende da che punto di vista guardi la cosa: un po' manca il tifo, quando vai sotto diventa difficile perché ti manca una parte di stimoli, quella che ti porta a ribaltare il risultato. Però è anche vero che i giovani sentono meno pressione. Devo essere sincero: a me non cambia nulla e non sento alcuna differenza".

Possiamo dire che il tuo obiettivo è comunque quello di tornare in Serie B e fare le due reti che ti mancano per raggiungere l'obiettivo dei cento gol?
"Sono novantotto sì, ma sono sincero: non credo che l'anno prossimo io possa trovare una squadra di Serie B vista anche l'età (è un classe 1979, ndr). L'unica cosa sarebbe andare in Serie B col Real Vicenza e provarci, ma non so se poi continueranno a puntare su di me. Comunque le mie reti restano una risposta importante a chi ad inizio anno non ha creduto in me, non chiamandomi neppure. Anche se a volte mi metto nei panni dei direttori sportivi e mi rendo conto che per loro Bruno non aveva giocato per un anno, pensando per problemi fisici senza però chiedere. Per questo ci sono rimasto male, perché informarsi non guasta mai".

Obiettivo reale di questo Real Vicenza?
"L'obiettivo primario ad inizio stagione era quello della salvezza: è inutile girarci intorno. Ma visto l'andamento dei risultati e delle prestazioni, che ci ha portato ad essere lì attaccati alle zone importanti, per noi significa fiducia nei nostri mezzi. Possiamo dire la nostra anche noi. Zona play-off? Uno non lo dice per scaramanzia, ma stiamo facendo un gran girone d'andata giocandocela alla grande con tutte le favorite, come l'Alessandria, il Novara e anche il Bassano. Quest'ultima è stata una partita in cui avremmo meritato di più. Insomma per i play-off ci siamo anche noi".

C'è qualche compagno che credi sia già pronto per il salto in Serie B?
"Della mia squadra dispiace fare un nome in particolare, mentre per quanto riguarda gli avversari trovo sia difficile. Tanti neppure li conoscevo. Un nome? A me piace Furlan del Bassano. Ma in squadra con me ci sono Lavagnoli, Bardelloni e tanti giovani che stanno facendo bene".