ESCLUSIVA TLP - Rimini, pres De Meis: "Che soddisfazione la promozione in Lega Pro. Regola età media? Superflua"

ESCLUSIVA TLP - Rimini, pres De Meis: "Che soddisfazione la promozione in Lega Pro. Regola età media? Superflua"TMW/TuttoC.com
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
mercoledì 8 aprile 2015, 13:00Interviste TC
di Dario Lo Cascio

Anche la Serie D è agli sgoccioli, ma alcune squadre possono già iniziare a tirare fuori le bottiglie di champagne, perché questa domenica o al più tardi nel turno successivo, potranno festeggiare la promozione in Lega Pro. Tra di esse il Rimini, che dopo un solo anno di purgatorio, ritroverà il calcio professionistico. La vittoria del campionato (77 punti per i romagnoli, contro i 64 della Correggese a cinque giornate dal termine) è ormai una pura formalità. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il presidente del Rimini, Fabrizio De Meis. Con lui abbiamo parlato delle differenze tra Serie D e Lega Pro e della programmazione per il ritorno tra professionisti.

Già da domenica il Rimini potrebbe festeggiare la promozione in Lega Pro. Immaginiamo la sua soddisfazione.

“Ovviamente sì. Abbiamo centrato l’obiettivo dichiarato sin dall’inizio del campionato. Un torneo che possiamo ormai dire di avere stra-vinto, perché tredici punti di vantaggio a cinque giornate dalla fine sono davvero un grande risultato”.

Si aspettava un’imposizione così netta del Rimini sulle altre squadre?

“Il nostro Girone, il D, secondo me era molto difficile. Avevamo delle avversarie di livello, come Piacenza, Porto Tolle, Correggese. Anche l’Este, che è stata la sorpresa del campionato. Diciamo che speravo in una supremazia del genere, perché eravamo convinti di avere una squadra molto forte. Anche se devo dire che la Serie D è un campionato molto difficile, soprattutto a causa della regola degli under. Quattro giovani in campo sono sicuramente tanti”.

Lei ha preso in mano la società a febbraio 2014. Ha quindi vissuto in prima linea la retrocessione dalla Seconda Divisione alla Serie D. Quanto è importante per una piazza come Rimini aver ritrovato subito il calcio professionistico? Ricordiamoci che appena qualche anno fa i tifosi vedevano la Serie B e la squadra ha giocato con la Juventus.

“Noi purtroppo abbiamo ereditato una situazione societaria disastrosa. Sia a livello di squadra che di bilanci. Siamo quindi molto contenti che in appena un anno siamo riusciti a guadagnare una categoria. Dalla Seconda Divisione alla terza serie, passando per la D. C’è grande soddisfazione per questo. È stato importante riuscirci subito perché la Serie D è un campionato dove si può rischiare di rimanere impantanati per due o tre anni. Il Piacenza è l’esempio lampante: arrivata seconda l’anno scorso, probabilmente arriverà seconda anche quest’anno. Il Girone lo vince solo una squadra, quindi è facile rimanere nelle sabbie mobili. Uscire fuori da questo ‘inferno’ al primo colpo è stato fondamentale”.

Cosa pensa della Lega Pro Unica dove si ritroverà il Rimini? L’impatto può essere spiazzante per una squadra che dalla Serie D si ritrova direttamente in una terza serie?

“La mia opinione sulla riforma è abbastanza positiva. L’unica critica che forse si può muovere è che è stata messa in atto in tempi troppo rapidi. Far retrocedere nove squadre su diciotto è stato un provvedimento di impatto, mettendo tutti a rischio retrocessione. Il Rimini nella scorsa stagione è retrocesso con 44 punti. Abbiamo perso lo status di professionismo e ciò ha avuto un impatto devastante, anche per quanto riguarda i settori giovanili. Sportivamente parlando è stata una tragedia. Chiaramente passare dai dilettanti alla Lega Pro Unica è un salto importante, anche se il livello della Serie D è salito molto. L’impatto sarà difficile, soprattutto a causa delle regole totalmente diverse. In D c’è la regola degli under obbligatori: significa averne in rosa almeno una dozzina, affiancandoli a giocatori esperti, soprattutto per chi punta a vincere il girone. In Lega Pro invece c’è la regola dell’età media. Credo però che una piazza come Rimini affronterà bene il cambiamento. Ed inoltre vincere con largo anticipo il campionato ci dà molto più tempo per programmare”.

Parliamo appunto di programmazione per la Lega Pro: vi state già muovendo per la prossima stagione in chiave mercato? La questione età media è limitante per creare una rosa competitiva? Mister Cari sarà confermato?

“Siamo stati molto superstiziosi, aspettiamo la matematica certezza della promozione per iniziare a sondare il mercato e cominciare a fare qualcosa per il prossimo anno. Se domenica dovesse arrivare, già dalla prossima settimana ci metteremo a lavoro. Sul discorso età media, purtroppo è una regola che c’è, e per tanto va rispettata. Certo, complica di molto il lavoro dei direttori sportivi, che oltre alle capacità dei giocatori, devono attenersi a dei calcoli. Un aspetto che in un campionato professionistico come la Lega Pro Unica, ad una sola categoria dalla Serie B, a me appare superfluo. Se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Sul mister ancora non abbiamo discusso. Fosse per me lo confermerei, così come la dirigenza e tutta la squadra. Siamo stati protagonisti di un risultato straordinario. Ma come detto prima, ancora non abbiamo pensato al futuro. Lo faremo una volta che la Lega Pro sarà certa. Spero già da domenica sera”.