ESCLUSIVA TLP - Spal, il Ds Vagnati furibondo: "Alibi zero come i punti. Voglio un cambio di rotta immediato da parte della squadra"

ESCLUSIVA TLP - Spal, il Ds Vagnati furibondo: "Alibi zero come i punti. Voglio un cambio di rotta immediato da parte della squadra"TMW/TuttoC.com
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
domenica 7 settembre 2014, 09:30Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Due partite: un gol fatto, sei incassati e zero punti in classifica. Abbiamo voluto iniziare dai numeri per parlare del momento della Spal. La débâcle interna contro il Pontedera sembrava fosse stata assimilata dalla squadra estense, invece è arrivata un'altra sconfitta, a Savona contro gli striscioni.

Già lo 0-3 contro i ragazzi di Paolo Indiani aveva rabbuiato il volto dei tifosi spallini, festosi per la prima interna nella Lega Pro unica. 
Il ko in Liguria li ha fatti infuriare, portando quel centinaio di supporter biancoazzurri a chiedere un confronto con la squadra. E siamo appena alla seconda giornata.

Di questo momento degli estensi TuttoLegaPro.com ha voluto parlare in esclusiva con Davide Vagnati, Direttore sportivo di una squadra che ha iniziato come peggio non si poteva questo campionato.

Vi anticipiamo che il dirigente non è stato tenero, chiedendo alla squadra una reazione immediata e non giustificando nessuno per la prestazione contro il Savona. 

Direttore: dopo il ko interno contro il Pontedera, eccone un altro, stavolta contro il Savona.

"Siamo qui a commentare una prestazione opaca della squadra e una sconfitta meritata. Nulla da aggiungere".

Tiri in porta della Spal non ne ricordiamo.

"Non è stato così. Abbiamo avuto due occasioni con Gentile e Finotto davanti al portiere, una nel primo tempo e una nel secondo. Ma questa non vuol essere una giustificazione".

Difesa da rivedere subito. Non fosse per i sei gol incassati, ma è l'atteggiamento, in particolar modo sulla terza rete del Savona che lascia a desiderare.

"Ci sono delle lacune evidenti, ma non credo che la responsabilità sia esclusivamente dei quattro di difesa, perché quando giochi devi avere un equilibrio e giocando in undici, devono dare una mano tutti, non solo i difensori. Ci sono stati degli errori a monte, ma sento di condividere la vostra analisi. Sicuramente dobbiamo migliorare e velocemente, visto e considerato che il campionato va avanti".

La partita si è messa subito in salita: pronti via e sotto di un gol. Psicologicamente è una bella batosta.

"Sì, va bene tutto quello che dite, però se uno fa questo mestiere, la psicologia la deve tenere in conto. Cosa sono queste storie del contraccolpo perché prendi gol dopo due minuti? In campo ci sono giocatori che non hanno iniziato oggi a giocare; sono discorsi che non accetto. La testa, se uno fa questo mestiere, è l'80%. Se questa non funziona a dovere, bisogna metterla in condizione di esserlo. L'equilibrio per un calciatore è fondamentale. Questa non vuol essere una scusa, anzi, se ci ripenso, la cosa mi fa più incazzare. La realtà è un'altra: dobbiamo svegliarci e offrire una prestazione, dal punto di vista fisico e mentale, completamente diversa a partire fin da sabato prossimo contro il Santarcangelo al "Mazza". Gli alibi non ci sono e non voglio crearli".

Giocatori responsabili di questo momento.

"Sicuramente tutti hanno delle responsabilità, compresi noi dirigenti. Una cosa voglio che venga fuori da questa intervista: mi aspetto di più dalla rosa che abbiamo. Non posso pensare che i giocatori andati in campo oggi (ieri, ndr) e domenica scorsa (contro il Pontedera), abbiano disimparato come si gioca a calcio. La maglia biancoazzurra va onorata ogni domenica. Ferrara è una piazza importante che ha tutto per far bene. Bisogna dar subito una svolta a questa stagione. Non me la sento di dire che i giocatori debbano tirar fuori gli attributi, altrimenti significa che hai sbagliato mestiere. Gli attributi chi gioca a calcio deve averli a prescindere. Dobbiamo dare di più e se gli avversari arrivano prima sulla seconda palla, c'è qualcosa che non va".

Il presidente Walter Mattioli cosa dice?

"Ero con lui a vedere la partita e più che incazzato, era deluso. C'è da capirlo: gli sforzi della società sono stati tanti e Mattioli lavora ventiquattro ore su ventiquattro per la Spal. E ovviamente quando i risultati arrivano, fai tutto con una leggerezza diversa. Tutto diventa difficile quando questi non arrivano. Il rammarico e la delusione sono tante. Allo stesso tempo siamo convinti di aver costruito una squadra che possa stare tranquillamente nella parte sinistra della classifica. Per dimostrare questo però c'è il campo. Basta chiacchiere, ora vogliamo i fatti".

I tifosi non l'hanno presa bene.

"Dispiace per loro e anche oggi (ieri per chi legge, ndr) sono stati un centinaio quelli venuti da Ferrara. Non è bello farsi quattrocento chilometri e vedere la propria squadra prendere tre gol. Questa è gente che lavora e offrire loro uno spettacolo negativo non è una bella cosa".

I tifosi hanno chiamato la squadra nel proprio settore per chiedere un chiarimento. Cosa si sono detti?

"A fine partita ho preferito non dire nulla e non mi sembrava il caso. E non ho chiesto loro cosa gli abbiano detto i tifosi, anche se è intuibile".

Hanno parlato anche con voi della società?

"No, hanno parlato solo con la squadra".

Per concludere: c'è qualcosa che salvate dopo Savona?

"Non per ruffianeria, ma credo che i tifosi vadano applauditi e il pensiero va a loro. Da ragazzo mi svegliavo alle cinque per andare al lavoro e so cosa significa lavorare. Farsi ottocento chilometri non è piacevole e vogliamo vedere fin da sabato una prestazione diversa".

Sul mercato degli svincolati vi può tornare utile qualcuno?

"Lo smentisco in maniera categorica. Non abbiamo voglia di guardare per il momento agli svincolati. Anche l'ultimo giorno di mercato la società ha deciso di investire, prendendo Capece e quindi penso che la squadra sia adeguata per quello che è il nostro obiettivo".