ESCLUSIVA TLP - Teramo, Vivarini sbotta: "Squadra giovane, ma errori allucinanti"
Le stagioni che fin qui hanno visto Vincenzo Vivarini allenare nei Pro sono state un continuo sali e scendi, in particolar modo all'inizio. Il primo anno con l'Aprilia, stagione 2011/12 il tecnico è partito male: prime due giornate e altrettante sconfitte. Viceversa, l'anno dopo un inizio sfolgorante con otto vittorie e due pareggi nelle prime dieci giornate di campionato.
La scorsa stagione, al suo debutto sulla panchina del Teramo è andata molto bene: pareggio all'esordio contro la Normanna e di seguito successi contro Foggia (in casa) e Poggibonsi (in trasferta).
Quest'anno invece le cose non sembrano andare nel verso giusto e le due sconfitte per 3-1 contro altrettante toscane: Pisa alla prima giornata e sabato contro il Grosseto hanno fatto infuriare il tecnico.
TuttoLegaPro.com l'ha sentito in esclusiva per capire cosa succede alla sua squadra.
Mister, a qualche ora di distanza come si sente?
"Non me lo faccia ricordare che sono ancora incazzato nero. Quello che maggiormente mi fa rabbia è perdere per degli errori individuali che si possono evitare. Mi creda: avessi perso in queste due partite, ci metto anche quella di Pisa, per una combinazione dell'avversario o una bella trama di gioco, avrei anche accettato seppure con rammarico, la sconfitta. In questo modo vado su tutte le furie".
Cerchiamo di analizzare cosa è successo: come a Pisa, contro il Grosseto avete preso gli stessi gol.
"Una cosa allucinante, non mi era mai capitato. Forse è vero quello che si dice: nel calcio c'è sempre da imparare. Noi abbiamo fatto una prestazione importante, con il Grosseto che non ha mai superato la metà campo, eppure alla fine hanno vinto per 3-1 e non so neanche il perché. Hanno segnato su calcio da fermo e su un infortunio del portiere".
Il secondo gol è abbastanza grave, almeno nella dinamica.
"Ma anche il primo. Dalla panchina io urlavo ai miei di stare stretti, mentre loro sono rimasti larghi, consentendo all'uomo sul palo lungo di fare gol. Una cosa allucinante (lo ripete due volte, ndr). Lì c'è stato un errore importante: su una punizione bassa di quel tipo si doveva marcare a uomo, invece si è scelto di farlo a zona. Usando questo tipo di marcatura, la palla non è stata aggredita sul primo palo, il portiere ci ha messo del suo e la palla è terminata in porta".
Come uscirne?
"Sicuramente oggi quando torniamo ad allenarci mi metterò lì a provare cinquanta punizioni e non voglio che nessuna palla arrivi davanti a Serraiocco. Credo che non ci sia tanto da provare, ma ci voglia molta attenzione, in particolar modo su quelle fasi di gioco".
A cosa imputa questi errori?
"Noi siamo una squadra molto giovane e certi sbagli ci possono stare. Abbiamo dei giocatori molto bravi sul possesso palla, vogliono tutti proporre, ma nel calcio esiste anche una fase di non possesso e ci sono quelle classiche situazioni da calcio da fermo che si studiano tutti i giorni. Nei momenti cruciali della partita, nelle fasi importanti loro perdono di attenzione. E' una questione di tempo ed esperienza. Ad un giocatore che ha fatto la B, certe cose non gliele devi neanche spiegare, sa già cosa fare e cosa non fare".
Un altro problema: dovete rincorrere sempre l'avversario che va in vantaggio.
"Torniamo al discorso di prima: gli errori portano a fare una partita diversa da quella che abbiamo impostato. Le dirò che nel primo tempo siamo andati bene, mancando solo in avanti nella stoccata finale. Quando raggiungiamo il pareggio andiamo a prendere un altro gol del genere e questo ci taglia le gambe".
Eppure le prestazioni ci sono.
"In conferenza stampa l'ho detto: non voglio sentir parlare di prestazione. Abbiamo fatto un arrembaggio, lasciando il Grosseto nella sua area di rigore. Nel secondo tempo ancora più determinati, poi gettiamo al vento tutto con questi sbagli".
Perdere per degli errori e non perché l'avversario vi ha messo sotto fa più male.
"Esatto. Noi perdiamo per delle cavolate e di conseguenza dobbiamo massacrare gli avversari per raggiungere a fatica un pareggio. Con il Grosseto dopo il pareggio li abbiamo messi sotto e si vedeva che loro erano in evidente difficoltà. Hanno preso quella punizione e si è capovolta l'inerzia della partita. Se fossimo passati in vantaggio sarebbe cambiato tutto. Vorrei perdere con merito, non per una mezza punizione con gli uomini che dormono in area di rigore".
Pensate di cambiare qualcosa nell'undici titolare?
"Dobbiamo cambiare in toto sugli aspetti di cui abbiamo parlato e molto probabilmente cambiando qualche uomo. In questo campionato non puoi permetterti questi errori. Ci vogliono concentrazione, rabbia e attenzione nelle fasi cruciali della partita".
Il portiere Federico Serraiocco non ha iniziato questa stagione al meglio.
"Ha responsabilità importanti. Lui purtroppo ha vissuto una fase in queste settimane, un po' particolare: ad inizio stagione è andato al Brescia e pensava di giocarsela in B, mentre non ha trovato spazio. E' tornato qui a Teramo con un po' di presunzione e deve resettare il cervello, calandosi nella dimensione in cui siamo attualmente".
Senta mister, parliamo degli assenti: Caidi e Speranza?
"Purtroppo questi due hanno avuto dei problemi fisici dall'inizio del ritiro e stanno recuperando e abbiamo preso due giocatori di prospettiva, Perrotta e Diakité per valorizzarli. Il secondo viene da un anno di inattività per via di alcuni infortuni, mentre Perrotta è un '94 che ha sempre giocato a uomo e proponendolo a zona si deve adeguare a questo tipo di schema. Questi due ragazzi all'improvviso si sono trovati a giocare titolari per le assenze di Caidi e Speranza. Questa non era una cosa che avevamo preventivato e per cause di forza maggiore li abbiamo utilizzati. Vediamo se sabato a Forlì cambiando qualche uomo le cose cambieranno".
L'attaccante Andrea Bucchi da titolare è divenuto la terza scelta dietro Lapadula e Donnarumma?
"Lui deve ritagliarsi il suo spazio e finora sia a Pisa che contro il Grosseto ha giocato. E' un tipo di giocatore che può darci il suo contributo ed è chiaro che il campionato è lungo e la sua presenza ci può tornare utile".
Quanto manca a questo Teramo un giocatore come Amadìo?
"Amadìo l'ho richiesto in virtù delle sue qualità che mi garantisce in mezzo al campo. Contro il Grosseto ad esempio ci è mancata la stoccata finale. Abbiamo tenuto benissimo la palla, ma ci mancava l'uomo che desse i palloni giusti agli attaccanti. Questo è un campionato dove serve maggiore qualità, ed uno come Amadìo serve proprio per dare vivacità alla manovra".
Amadìo ha avuto una distrazione al bicipite femorale sinistro e attualmente ancora non si sta allenando. Quando pensa che potrà riaverlo in squadra?
"Il ragazzo venerdì ha fatto l'ecografia e i medici mi hanno assicurato che già da oggi dovrei averlo in gruppo. Il problema è vedere come reagisce il muscolo alle sollecitazioni del campo".
Cristian Bonaiuto ancora fuori: che succede?
"Niente, ha solo dei piccoli problemi fisici, anche lui sul bicipite femorale e ha dolore quando calcia. E' un giocatore che ho avuto ad Aprilia e lo conosco bene. Speriamo di recuperare in fretta anche lui".
I suoi inizi di stagione sono da montagne russe: se le ultime due stagioni, ad Aprilia e la successiva al Teramo è partito benissimo, nel 2011/12, con i laziali, due sconfitte all'inizio e alla terza un sonoro 1-5 a Celano. I tifosi del Teramo possono ben sperare per Forlì?
"Io posso dirvi che ho visto le partite degli altri in questo girone e se riusciamo a limitare questi errori, noi siamo una buona squadra. In questo momento abbiamo dei problemi come all'inizio è successo ad Aprilia (stagione 2011/12, ndr). Risolti quelli, nel ritorno abbiamo fatto un filotto di vittorie che ci ha portato a ridosso di Salernitana e Pontedera poi promosse in Prima Divisione. Se riusciamo a mettere a fuoco questi errori e lavoriamo su tutti gli aspetti di una partita, possiamo toglierci delle soddisfazioni".
Oggi sarà un giorno di fuoco negli spogliatoi.
"Sono ancora adesso parecchio incazzato. I giocatori devono prendersi delle responsabilità e certi gol non si possono prendere. C'è un altro problema da non sottovalutare: la perdita di fiducia. Se perdi certe partite su episodi controversi, rischi di andare in deficit di fiducia e tutto si complica maledettamente. Ci vorrà il bastone, ma è necessaria la carota per spronare il gruppo e incoraggiarlo".
A Forlì sabato un altro incontro difficile.
"Il Forlì è reduce come noi da una brutta sconfitta (3-0 contro il Pro Piacenza, ndr) e sono una buona squadra con elementi di spicco come Docente, Cejas: gente di categoria".
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