ESCLUSIVA TLP - Tosi: "Via da Milazzo senza mai una chance. E gli allenatori non fanno più la gavetta"
Questa, per Marco Tosi, è forse la stagione calcistica più brutta della sua carriera. Leviamo il forse. Il tecnico, ex di Potenza, San Marino, Vibonese e Giulianova, è infatti stato esonerato senza aver mai allenato la sua squadra. Tosi, infatti, ha avuto la sfortuna di capitare nel Milazzo nell'era Peditto, quando la confusione regnava sovrana. Alcune testate (come la Gazzetta dello Sport) hanno scritto che il tecnico ha firmato la rescissione con il club la passata settimana. Noi di TuttoLegaPro.com abbiam deciso di vederci chiaro e l'abbiam contattato in esclusiva. "Io non ho rescisso con nessuno. Sono attualmente un allenatore del Milazzo, esonerato dall'incarico. Ho chiesto di poter arrivare a un accordo ma non si è fatto nulla. Ho avuto una telefonata della società: mi avevano chiesto se era disposto a rescindere. Gli ho risposto di si e gli ho chiesto quali fossero i termini della rescissione. Sono disponibile a farla ma alle giuste condizioni perché, purtroppo, non posso più allenare in Italia questa stagione. Al momento non ho avuto né domanda né offerta né risposta. Io non posso rescindere un contratto di punto in bianco. Devo dire che la società, comunque, sta rispettando il mio contratto".
Una situazione anomala quella dell'ex secondo di Mazzarri e Donadoni. "Non ho avuto la possibilità di poter riprendere il mio lavoro. Ho passato due mesi negativi. Prima la perdita del lavoro, poi quella della madre. Ho avuto degli sconquassi personali e sono stato poco bene. Per questo pensavo che la nuova società si mettesse una mano sulla coscienza e mi provasse come allenatore, visto che non ne avevo avuto la possibilità fino a quel momento. Mi aspettavo che una chance la nuova dirigenza me la potesse dare anche perché tutta la squadra era dalla mia parte ed ero ancora all'inizio. Solo Della Penna era un mio pupillo, gli altri li ho conosciuti lì e c'è stata subito stima reciproca. Mi è stato detto che dovevano essere messi uomini della società e io non rientravo nel progetto. Giustamente ognuno attua la politica che vuole e la nuova dirigenza non mi ha ritenuto utile per continuare".
I problemi di Tosi, però, sono nati tutti a inizio stagione, quando ha accettato l'offerta del vecchio gruppo dirigenziale che ha rischiato di far scomparire il Milazzo in meno di due mesi. "Sono deluso ma non ce l'ho con la nuova società. Io me la prendo con la vecchia. Io sono avvelenato per colpa di questi delinquenti che mi hanno messo in mezzo. Sono una persona seria io. Ho lavorato dieci anni con Spinelli, sono stato il secondo di Mazzarri. A Milazzo mi erano state fatte delle promesse che non sono state minimamente mantenute. Vedrò, inoltre, se denunciare qualcuno per la situazione che si è creata".
E sul contratto che, secondo voci, sarebbe molto robusto? "Io ho fatto un contratto da allenatore, non un contratto pesantissimo. Molti giocatori ce l'avevano più pesante di me. E' un contratto da allenatore professionista di Serie C, come fatto in tutti gli anni. Non sono il Mourinho della Lega Pro, viaggio su cifre normali per la categoria. Se poi dobbiam dire che un contratto deve essere sui 30 mila euro allora emigriamo in Serie D dove mi sa che girano cifre più alte".
Quello che non sta bene della Lega Pro, al tecnico, è la questione allenatori. Troppi giovani, secondo lui, e pochissima gavetta. "Mi chiedo il perché di certi salti tripli dall'Eccellenza o dalla Promozione in Lega Pro, con allenatori di valore che rimangono a casa. Questa cosa non la comprendo, io mi sono guadagnato la pagnotta facendo grandi sacrifici. Mi da fastidio che non ci sia più la gavetta. Di Montella e Guardiola ce n'è pochi, qui mi sembra che ne vogliano creare tanti. Un allenatore deve lavorare molto con i giovani, è una parte fondamentale della carriera. Non può esistere che dopo una stagione nelle giovanili arrivi subito il salto in terza serie".
Sulle raccomandazioni nel mondo del calcio, inchiesta portata avanti da TuttoLegaPro.com, il tecnico livornese asserisce di non averne mai viste. Ma spiega un metodo che costringe, a volte, gli allenatori, a scelte obbligate: "Le valorizzazioni della società sono importanti. Se ti mandano un bonus per far disputare un numero determinato di match a questo o quel ragazzo devi rispettare gli accordi".
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