ESCLUSIVA TLP - Tuttocuoio, le verità dell'ex Fiasconi: "Dimissioni? Non sono scappato, sono stato delegittimato dal club. Sarei rimasto soltanto se..."

ESCLUSIVA TLP - Tuttocuoio, le verità dell'ex Fiasconi: "Dimissioni? Non sono scappato, sono stato delegittimato dal club. Sarei rimasto soltanto se..."TMW/TuttoC.com
Luca Fiasconi
venerdì 12 maggio 2017, 15:00Interviste TC
di Stefano Scarpetti

Dimissioni a una giornata dal termine, e tante domande cui dar risposte: ecco come il Tuttocuoio è arrivato al termine della regular season, che non ha premiato i neroverdi, condannati ai play out per poter sperare di mantenere la categoria. Ha fatto molto discutere l'addio tra il club e mister Luca Fiasconi, e proprio lo stesso tecnico, alla luce delle dichiarazioni rilasciate a TuttoLegaPro.com dal direttore sportivo Umberto Aringhieri (QUI), ha voluto fare alcune precisazioni, affidandosi ai microfoni del nostro portale.

Mister, può spiegarci il motivo delle sue dimissioni a una giornata dal termine della stagione?

"Voglio premettere che io non avrei voluto fare polemica, la società aveva parlato nel comunicato di dimissioni per motivi personali, e io, pur sapendo che non era vero, avevo accettavo nel rispetto di chi mi ha permesso di poter allenare in Lega Pro e della squadra, per non creare problemi. Una volta che vengo chiamato in causa, però, tengo a precisare alcuni punti, anche perché sembra che io sia quello che è scappato, in realtà le cose non sono andate così".

Quindi ci spieghi come sono andate le cose.

"Sono stato convocato in sede martedì 2 maggio, ma nel frattempo sentivo voci inerenti un mio possibile allontanamento e l'arrivo di mister De Petrillo. Mi è stato detto che l'intenzione era quella dell'esonero, ma non l'avrebbero fatto soltanto perché ci si trovava a una giornata dal termine del campionato, asserendo che qualche giocatore stava manifestando malcontento nei miei confronti. Sono andato a dirigere il peggior allenamento della mia carriera, mi sentivo svuotato non avendo di fatto la fiducia del club che mi aveva scelto e la sensazione di essere poco credibile di fronte alla squadra. Ho comunicato la scelta di dimettermi, una decisione molto difficile da compiere, che sono stato costretto a fare per orgoglio. A quel punto il presidente mi ha telefonato chiedendomi di ripensarci, e sia l'amministratore delegato Daniele Donati che il direttore sportivo Umberto Aringhieri sono venuti a casa pregandomi di ritornare sulla mia decisione. Sarei tornato sui miei passi soltanto se mi avessero detto i nomi dei giocatori che avevano espresso perplessità nei miei confronti per avere un chiarimento con loro, e se avessi avuto la fiducia della squadra anche attraverso un rinnovo di contratto: cose a cui non hanno risposto, e pertanto le mie dimissioni sono rimaste".

Ci sono altri momenti della stagione in cui si è sentito in discussione?

"E' avvenuto tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, quando la squadra obiettivamente non forniva buone prestazioni. Con Lupa Roma, Lucchese e Arezzo mi sono preso le responsabilità, ma non sono stato tutelato perché non sono stati gestite al meglio alcune situazioni, come quella inerente la querelle fra Tempesti e Shekiladze. Vi dico solo che l'attaccante passato al Teramo (Tempesti, ndr) si è rifiutato di scendere in campo a Lucca".

Si è mai pentito di non essersi dimesso in quel frangente?

"No, perchèépoi è arrivata quella splendida vittoria sul campo della Giana Erminio, contro una delle migliori squadre del girone: se guardiamo le statistiche del ritorno è stata una delle più in forma. Quella partita dimostrò in maniera chiara e inequivocabile che i ragazzi erano tutti dalla mia parte, proprio per loro ho deciso di continuare. La salvezza diretta avrebbe potuto far crescere il valore dei calciatori, e per tutti sarebbe stata una vittoria. Ribadisco che non è stato corretto mettermi in discussione a una giornata dal termine, in definitiva stiamo portando a termine il campionato che tutti ci si attendeva".

Il suo futuro? 

"Intanto faccio un grande in bocca al lupo alla squadra, spero che possa superare il play out con il Prato perché ne ha tutte le possibilità: io vivo con una famiglia fantastica e adesso mi godo quella. Sono passato dalla Berretti a una prima squadra professionistica, e per questo dico solo grazie al presidente Andrea Dolfi. Sono consapevole che ho bruciato le tappe, quindi sono disponibile a tornare indietro e accettare una panchina di serie D o di Eccellenza Regionale".