ESCLUSIVA TLP - Virdis: "Monza? Credevo di essere finito su Scherzi a Parte. Vi racconto l'Odissea assurda dei miei ultimi sei mesi. L'Aquila..."

ESCLUSIVA TLP - Virdis: "Monza? Credevo di essere finito su Scherzi a Parte. Vi racconto l'Odissea assurda dei miei ultimi sei mesi. L'Aquila..."TMW/TuttoC.com
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
domenica 21 dicembre 2014, 00:00Interviste TC
di Nicolò SCHIRA

Una parabola incredibile: da centravanti più corteggiato dell'ultimo mercato estivo, in virtù delle trentanove reti segnate nell'ultimo biennio col Savona, a panchinaro di lusso in una squadra in svendita. Gli ultimi mesi vissuti da Francesco Virdis sarebbero degni di un romanzo, dalle tinte un po' drammatiche, sportivamente parlando, e altrettanto grottesche. Il bomber sardo in giornata ha rescisso con il Monza e nei prossimi giorni dovrebbe legarsi all'Aquila. Intanto ha scelto in esclusiva TuttoLegaPro.com per raccontare le peripezie vissute nell'esperienza brianzola.

Francesco, da oggi è svincolato ma da quanto ci risulta ancora per poco. L'hanno corteggiata Arezzo, Pavia, Casertana e L'Aquila. Ora la scelta sembra essere in dirttura d'arrivo...

"Per fortuna da questo punto di vista non posso lamentarmi: nei miei confronti sono giunte diverse proposte e già settimana prossima dovrei chiudere con un club".

A spuntarla dovrebbero essere gli abruzzesi. Conferma?

"Non ti nego che sia una pista molto calda, tanto che a breve ci incontreremo. All'Aquila c'è un progetto ambizioso e puntano fortemente su di me. L'impressione è positiva così come la voglia di tornare in campo da protagonista".

Gli ultimi sei mesi di Monza sono da dimenticare?

"L'esperienza è stata negativa sotto tanti punti di vista. Mi sono ritrovato in una situazione totalmente assurda. Probabilmente anche se il club avesse pagato gli stipendi e non ci fossero stati i guai degli ultimi mesi, avrei scelto di andare via".

Come mai?

"Rispetto a quanto prospettatomi in estate, anche a livello tecnico, mi sono trovato di fronte a un progetto differente. Dovevo essere una pedina importante e invece non ho quasi mai giocato. In estate sono stato male e ho avuto dei problemi, dopodichè sono sceso in campo in appena tre gare dall'inizio. A giugno avevo tante richieste dopo i trentanove gol segnati a Savona, il Monza mi aveva voluto fortemente eppure non mi è stata data quasi nessuna occasione per dimostrare il mio valore. E' stato surreale e pazzesco...".

Si vocifera anche di un rapporto non idilliaco con mister Pea...

"Mister Pea è una persona che a me non piace. Lo dico con sincerità: il suo atteggiamento assurdo e il suo modo di essere non era compatibile con il sottoscritto. Non lo giudico come tecnico. A livello umano e soprattutto personale non è scattato il feeling. Non mi piace fare giri di parole e non alludo a cose tecniche: la persona non mi piace e non mi sono trovato bene con lui".

Tornando indietro nel tempo, accetterebbe ancora il Monza?

"Per come sono andate le cose credevo di essere finito su Scherzi a Parte. Rimango convinto che la squadra fosse fortissima e al livello di una corazzata come il Novara. Si potevano fare cose importanti".

Ora cosa si aspetta?

"Vorrei un progetto serio sia dal punto di vista tecnico che societario. Caratteristiche che purtroppo non trovato in questi mesi monzesi".

Come avete vissuto nello spogliatoio lo tsunami societario di questa stagione. Stando alle dichiarazioni di alcuni dirigenti l'obiettivo era di andare in Serie B: cosa è successo da luglio a dicembre?

"E' stata una mazzata durissima per tutti. La rosa era fortissima, i nomi sono tutti di alto livello e a livello umano il gruppo era composto da ragazzi splendidi. Non è semplice giocare e allenarsi in mezzo al caos societario con il quale dovevamo confrontarci ogni giorno. Basti pensare che non abbiamo percepito neanche uno stipebdio intero in sei mesi...".

Della piazza che ricordo conserverà?

"I tifosi sono sempre stati fantastici con noi, ci tengo a dirlo e a sottolinearlo. Ci hanno pagato addirittura pagato di tasca loro la trasferta di Pordenone, a testimonianza di quanto siano legati al Monza. E' un peccato vedere una tifoseria e un pubblico del genere dover patire quanto è accaduto. Mi porterò dietro anche il ricordo di un grandissimo gruppo: c'erano tutti i presupposti per puntare alla Serie B, ne sono certo. E' davvero un doppio peccato che le cose siano andate così...".

A livello mediatico e pubblico è scattata la caccia al colpevole. Tanti i nomi finiti sul banco degli imputati: da Armstrong-Emery a Prada e Ulizio: che idea si è fatto in merito?

"Se avessi saputo esattamente chi era il colpevole, l'avrei affrontato direttamente. Idem i miei compagni. Purtroppo invece i tanti dirigenti con i quali abbiamo avuto a che fare in questi mesi hanno giocato al cosiddetto scaricabarile fra di loro. Non sappiamo chi sia esattamente il responsabile della crisi societaria del Monza. L'unica cosa che abbiamo constatato è che il presidente ha avuto dei problemi all'estero, dopodichè sono iniziati tutti i guai...".

Chi vi è stato vicino nei momenti più complicati?

"I direttori Pasini e Califano. Loro ci hanno sempre sostenuto e hanno fatto il possibile per aiutarci anche nelle cose più basilari. Ci tengo a dire grazie pubblicamente ad entrambi. Per il resto era tutto un casino e la confusione regnava sovrana...".

A chi le chiede di raccontare i mesi monzesi cosa risponde?

"Che è qualcosa di assurdo e grottesco. Una specie di barzelletta, non ci si crede che tutto sia andato davvero in questo modo. Anche adesso nel ripercorrere con te l'esperienza vissuta mi sembra tutto allucinante...".