Forlì, Buonaventura a TLP: "Il mio primo gol nei Pro? Sensazione stupenda"

Forlì, Buonaventura a TLP: "Il mio primo gol nei Pro? Sensazione stupenda"TMW/TuttoC.com
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sabato 3 novembre 2012, 16:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI

Il suo primo gol nei Pro "è stata una sensazione diversa, molto particolare (sorride quando ne parla, ndr). Sono molto contento: oltre ad aiutare la squadra, è stato bello perchè domenica c'era tutta la mia famiglia al completo. Ha un valore importante questa rete". Esordisce così Alex Buonaventura, l'attaccante del Forlì che domenica ha tolto le castagne dal fuoco alla sua squadra nel big match contro il Savona, segnando la sua prima rete da professionista da quando gioca a calcio.

Nato a Pordenone il 12 febbraio del 1986, cresce calcisticamente nelle giovanili dell'Udinese. Nel 2004/05 passa al Castel di Sangro (in C2) il 31 gennaio, ma a metà febbraio la società abruzzese fallisce, così dopo una stagione alla Sanvitese passa al Manfredonia in C1 nel 2006/07 ma con i pugliesi effettua tutta la preparazione prima di passare al Bitonto. Per arrivare ai giorni nostri c'è il suo exploit con la maglia della Civitanovese (serie D), club marchigiano con trascorsi in C a cavallo tra la fine degli anni '70 e gli inizi dei '90, dove in tre stagioni è divenuto un idolo della tifoseria rossoblù. Con questa casacca disputa 87 partite segnando 34 gol.

Questa estate la grande occasione con il Forlì, appena promosso nei Pro. Sapeva di non essere titolare, ma non se n'è mai fatto un problema. Ragazzo schivo e riservato, nella città romagnola si è subito ambientato alla grande e dopo vari spezzoni di partita, domenica contro il Savona i suoi primi novanta minuti, coronati dal suo primo gol nei Professionisti a 26 anni.

TuttoLegaPro.com ha voluto sentirlo in esclusiva per farci raccontare questo "fenomeno Forlì", che tanto bene sta facendo in queste prime domeniche di campionato.

Alex ci racconti il gol?

"Il merito maggiore va dato sicuramente al mio compagno Filippi che ha fatto una gran giocata, mettendo la palla in mezzo ai due centrali. Il mio l'ho fatto facendomi trovare al posto giusto nel momento opportuno".

Cos'hai provato?

Sorride emozionato, si sente l'orgoglio prevalere sulla sua umiltà di base: "E' un gol diverso dagli altri, è un valore aggiunto che non si può descrivere. C'era anche tutta la mia famiglia a vedermi e hanno fatto tanti chilometri per vedermi. Non potevo ripagarli in maniera migliore".

Un giudizio sul Savona?

"Squadra tosta, quadrata, non lascia nulla al caso. Si vede che ci hanno studiato bene, perchè molte cose che proviamo in partita contro di loro non sono state facili da eseguire. Hanno un tecnico (Ninni Corda, ndr) molto preparato. Secondo me resteranno fino alla fine lassù".

Ti sembra la squadra più forte?

"No, la più attrezzata è la Pro Patria. Ha un reparto avanzato che fa spavento: Cozzolino, Serafini e hanno quel Giannone che non è per niente male. Passo breve, dribbling secco, davvero mi ha impressionato".

Rispetto ai primi momenti, ora Alex sembra più disinvolto. La nostra diventa la chiacchierata tra amici e tra una risata e un aneddoto, si rilassa e ne vien fuori il quadro di un ragazzo che ha un sogno: giocare in A.

Ma...

"Io gioco a calcio per passione, ma il mio sogno, come quello di chi inizia a giocare a calcio, è quello di arrivare un giorno in A. Credo che senza sogni avrei già smesso di giocare. La speranza di arrivare in A c'è, ma non so se mai ci riuscirò, perchè il Top non so se sarà la C1, la B o la A, non lo so, perchè magari alla fine il mio massimo è rimanere in questi campionati. Vivo alla giornata e attualmente sono molto contento di giocare con il Forlì".

Come ti trovi in questo gruppo?

"Bene molto bene. Non è una frase fatta, ma credimi siamo tutti dei ragazzi uniti da un unico obiettivo. In questo modo, guardando tutti verso lo stesso orizzonte, le difficoltà tendono a divenire minori e si superano meglio".

Tu sei arrivato a Forlì non proprio come punta titolare, ma come riserva.

"Verissimo. Quando mi hanno proposto di firmare con loro ero consapevole che davanti a me avevo Melandri e Petrascu che venivano prima di me. Io mi sono impegnato al massimo e sto ottenendo dei risultati che non speravo. Il duro lavoro paga sempre, però mai credersi arrivati, perchè il burrone è sempre lì ad un passo. Il mister non ci regala mai niente, quindi sempre a testa bassa e dare il massimo, giorno dopo giorno".

Un pregio di mister Bardi?

"Credo che abbia tante doti, ma la più importante è quella di aver costruito un gruppo di persone prima che di giocatori. E' fondamentale come aspetto, infatti sul campo i risultati arrivano perchè tutti ci sacrifichiamo per la causa".

Un difetto?

"Non ne ha". Ride imbarazzato.

Si arrabbia mai con voi?

"Devo esser sincero? Sono qui da pochi mesi, ma come domenica nell'intervallo non l'ho mai visto così arrabbiato. La sua voce si sentiva quasi in tribuna. Però ha saputo stimolarci e colpirci nel vivo, perchè in fin dei conti era vero: non stavamo giocando da Forlì. Nella ripresa le cose sono cambiate e abbiamo pareggiato".

Il tuo rapporto con la città e la tifoseria?

"Forlì è fatta per la famiglia. Gente tranquilla e contenta di noi. La tifoseria è fantastica, perchè ritengo che in tempi di vacche magre come questi, trovarsi qualcosa come 2000 persone che vengono allo stadio a vederti sia un enorme motivo di soddisfazione. Loro ci credono e ci fanno sentire il loro calore. Non ci lasciano mai, neanche a Milazzo".

Ne abbiamo parlato in un editoriale. Erano su un castello a vedervi.

"Si si, encomiabili. Erano in tre e gli abbiamo regalato un'enorme soddisfazione (vittoria per 4-0) perchè farsi qualcosa come più di duemila chilometri per seguirci è qualcosa di incredibile. Sono da elogiare, ancor di più perchè sapevano che non potevano entrare".