INTERVISTA TC - Argurio: "È difficile accontentare tutti"

INTERVISTA TC - Argurio: "È difficile accontentare tutti"TMW/TuttoC.com
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mercoledì 13 maggio 2020, 22:00Interviste TC
di Antonino Sergi

Chi conosce bene il campionato di Serie C è Christian Argurio, tra il 2015 e il 2019 direttore sportivo di importanti realtà siciliane come il Messina e il Catania. Lo scorso novembre ha messo fine alla sue breve esperienza all'Hajduk Spalato ma continua a seguire la terza serie soprattutto in un momento delicato come questo. L'ex dirigente siciliano ha detto la sua ai microfoni di TuttoC.com.

Terminare qui il campionato di Serie C è la scelta migliore?
"Sicuramente è la decisione più giusta, gestire tre gironi è molto difficile viste anche le difficoltà nel far ripartire le serie superiori. E' accaduto qualcosa che nessuno poteva immaginarsi, una cosa che ci farà riflettere. L'importante sarà ripartire e imparare a conviverci in un anno in cui è stata rimandata un'Olimpiade ed un Europeo. Ovviamente il calcio risente di questa situazione, immagino anche tutte le persone che lavorano in questo mondo e soffrono dell'impossibilità di continuare".

Le questioni spinose sono tante soprattutto per la quarta promozione come dimostrato anche dalle parole del presidente del Bari o del direttore della Reggiana. 
"E' sempre meglio vincere sul campo, tutto però nasce da una situazione ben più grave. E' difficile non scontentare nessuno. Non voglio entrare in queste situazioni, mi rendo conto della rabbia e della delusione di chi sta inseguendo un obiettivo e non può ottenerlo sul terreno di gioco. Hanno ragione tutti ma qualche decisione si dovrà prendere, faccio fatica a dire dove sta il giusto o meno. Chi fa calcio vorrebbe giocarsela sul campo ma se non si possono giocare i playoff allora bisogna trovare una soluzione comune. Tutto comunque sarà legato a quello che succederà anche in Serie B, certamente quello che reputo giusto sono le promozioni di Monza, Vicenza e Reggina. Il discorso dei playoff è un terreno minato, posso capire la delusione di società come Bari e Reggiana".

Invece per quanto riguarda il blocco delle retrocessioni?
"Sono situazioni complicate. Mancavano tante giornate alla fine del campionato, le squadre potevano giocarsi la permanenza in Serie C. Abbiamo visto tanti casi negli anni di squadre che sono riuscite a salvarsi nonostante delle situazioni difficili. Io credo molto al campo, purtroppo non si fa dietro le scrivanie ma va presa una decisione. Credo sia giusto valutare bene la situazione, la FIGC studierà il tutto per non creare problemi. L'importante adesso è prendere delle decisioni su promozioni e retrocessioni, poi si parlerà di riforme ed altro". 

E' un momento complicato invece per tanti club come il Catania o il Piacenza che sta smobilitando.
"Il blocco del campionato dovrà servire molto a mettere in condizioni più squadre a poter ripartire per non far morire la Serie C. Serviranno questi mesi per salvare il salvabile e dare possibilità a tanti club di poter andare avanti. La Serie C è un serbatoio importanti per tanti calciatori, si sta lavorando molto sui giovani. Sarebbe un peccato, anche per colpa di cause esterne come sta succedendo adesso, far implodere questo campionato. C'è comunque il rischio che tante società possano aver delle ripercussioni".

Proprio per questo motivo, è ancora sostenibile una Serie C con 60 squadre?
"E' una domanda che dovrebbero farsi in questo tempo senza calcio, questa situazione potrebbe essere un input per delle riforme in questo senso. Naturalmente bisognerà capire quante squadre potranno sostenere un altro campionato di Serie C evitando quanto successo gli anni scorsi. Sarebbe il caso di capire bene come si possa riprendere, è il momento storico giusto per poterlo fare".