INTERVISTA TC - Ascari: "Solo l'intervento del Governo risolve le cose"
La giornata della giustizia sportiva, in Italia, è ormai come Godot: si pensa arrivi, e poi non arriva mai. E' attesa probabilmente per oggi la sentenza del TAR agli ennesimi ricorsi, ma se non è dato sapere esattamente come e quando, considerando poi che le udienze si sono svolte ieri: a ogni modo, entro il 28 qualcosa in più si dovrebbe sapere.
Di questo, i microfoni di TuttoC.com ne hanno parlato con l'agente Eugenio Ascari.
Serie B, Serie C, un gran caos. Come si è arrivati a questo punto?
"E' una situazione paradossale, siamo praticamente a ottobre e ancora non si conosce l'esatta composizione dei campionati, con la C che vede ben 6 squadre ancora ferme. Ma il contrasto tra i poteri calcistici si fa sentire, e finché non si sopraggiunge a un cambiamento totale è dura uscire da questo impasse. L'assurdità si era già vista in estate, in un momento di commissariamento federale vengono prese decisioni epocali come l'inserimento delle Squadre B e la riduzione del numero di partecipanti al campionato di C. Credo che a questo punto, e ciò fa capire il limite in cui siamo, solo l'intervento governativo possa risolvere il tutto".
Ma è davvero da ridurre solo al commissariamento della FIGC il momento storico del mondo pallonaro?
"Prescindendo dal fatto che un collegio federale e un presidente servono, perché tutto questo è assurdo, è ovvio che una longa manus che condiziona il movimento, è sotto gli occhi di tutti: chiaro che andrebbe regimentato questo trasbordo, che ha generato una reazione a catena. Ma nessuno si muove, e tutti contribuiscono ad alimentare il caos, persino il TAR che nel giro di poche ore si contraddice".
Era proprio necessario far partire i campionati?
"Il campionato andava rinviato di un paio di settimane, ma il problema non è stato quello, quando i tempi della giustizia. Capisco il mese festivo, ma il Collegio di Garanzia, irrazionalmente, aveva fissato l'udienza al 7 settembre quando il 2^ grado si era già espresso ad agosto, per poi comunque non decidere e passare la competenza al TFN, al quale si era per altro già rivolto in autonomia il Catania. Tutto illogico".
Ma come potrebbero cambiare gli equilibri del campionato di Serie C?
"E' chiaro che questi subirebbero maggiori cambiamenti nel Girone A, con determinate squadre avrebbe un livello, senza è un altro discorso. Prendo a esempio Carrarese e Pisa: gli apuani hanno un grande organico e la mano del mister si vede, il Pisa visto finora è una squadra normale che con altre corazzate nel raggruppamento non riuscirebbe a lottare per i primi posti".
C'è infine il caos Viterbese: Camilli punta i piedi, e virtualmente si ritrova nel Girone A.
"E' stato un atto di prepotenza di Camilli, ma anche un atto di sottomissione della Lega Pro, è inglorioso per un'istituzione accettare i ricatti, per così dire. Anche il Prato alla prima giornata in D non è sceso in campo ma ha poi fatto un passo indietro, sono sicuro che questo sarebbe successo anche per la querelle Viterbese".
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