INTERVISTA TC - AU Triestina: "Sorteggio soluzione stravagante"

INTERVISTA TC - AU Triestina: "Sorteggio soluzione stravagante"TMW/TuttoC.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 22 aprile 2020, 19:00Interviste TC
di Raffaella Bon

Sorteggio, blocco del torneo, riforme. Questi gli argomenti toccati da Mauro Milanese, amministratore unico della Triestina, nell'intervista concessa in esclusiva a TuttoC.com

Cosa pensa di un eventuale blocco del campionato?
"Secondo me è giusto fermarsi come hanno fatto altri sport. Può dare anche la possibilità di perfezionare delle riforme soprattutto per la prossima stagione. Ci sono tante cose da stabilire: come si riparte, se si giocherà a porte chiuse e quindi senza abbonati e paganti, si va a rischio iscrizione. E' il tempo di fermarsi e fare le riforme". 

Promozioni a sorteggio, retrocessioni, playoff. Che idea si è fatto?
"La quarta sarebbe stravagante sceglierla a sorteggio, ci sono tanti milioni investiti come ha fatto il nostro presidente e come hanno fatto altri per andare in Serie B. Giocarci i playoff a sorteggio? Preferirei cristallizzare la classifica e giocarli sul campo. Personalmente annullerei eventuali retrocessioni ma questo lo decide la Lega. Se ci fossero le condizioni per giocare a Coverciano o in altri centri sportivi in Italia attrezzati, con un filtro di sicurezza per giocatori, staff, giornalisti e altri addetti ai lavori. Si eviterebbe di chiudere con gare in 60 città limitando quindi la circolazione del virus. In alternativa, non si potesse proprio tornare in campo, sarebbe corretto che in B andassero le tre prime classifica, mentre la quarta andrebbe cercata un'altra opzione, ma ripeto: decide la Lega". 

Certamente la C ha bisogno di misure straordinarie, di riforme. Il nostro Paese va incontro ad un collasso economico e di conseguenza anche la Serie C. Cosa poter fare?
"La Serie C in particolare ha bisogno di riforme e soprattutto della cassa integrazione a scaglioni. Al minimo di contratto si potrebbe pagare il 100%, ad un gradino successivo l'80% dell'ingaggio e così via. Così come accade già nella fiscalità italiana. Bisognerebbe introdurre la cassa integrazione nello sport, sarà un discorso che dovranno avanzare l'AIC e Tommasi. In casi come questi è necessaria. I calciatori d'altronde sono lavoratori dipendenti, con busta paga, non autonomi, e dovrebbero essere tutelati come da codice civile. Una riforma che si potrebbe fare come altre per la stabilità economica, ad esempio le tasse per la C al 23%, l'1% dalle scommesse sportive finché non arriveranno eventuali introiti dai diritti televisivi. E cercare di rendere il nostro campionato appetibile, con regole che garantiscano la regolarità, con stadi belli e pieni. Un'altra idea: sgravare dalle tasse eventuali investimenti per impianti sportivi fino a una certa cifra, cosa che spingerebbe anche la crescita dei settori giovanili. In questo tempo si potrebbe parlare di tante cose, invece di parlare di quando e come ricominciare. Perché il rischio è davvero quello di non iscriversi, alla luce di gare senza spettatori e senza sponsor, le uniche entrate dei club. Si rischia il collasso anche nel calcio".