INTERVISTA TC - Avellino, Musa: "La promozione frutto della coesione"

06.06.2019 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
© foto di Dario Raimondi
INTERVISTA TC - Avellino, Musa: "La promozione frutto della coesione"

L'Avellino, con il successo maturato domenica scorsa al "Renato Curi" contro il Lecco, in un lungo confronto terminato ai calci di rigore, ha centrato lo scudetto di Serie D, mettendo di fatto la classica ciliegina sulla torta a una stagione già ottimale, dopo la promozione in C ottenuta due settimane prima a Rieti contro il Lanusei.
Continua il viaggio di TuttoC.com nelle neopromosse dalla serie D, stavolta è il turno dei biancoverdi: in esclusiva abbiamo sentito il direttore sportivo Carlo Musa, che ha ripercorso il cammino della compagine irpina nella stagione appena andata in archivio.

E' andata in archivio una stagione trionfale per voi, ma non sono mancate le difficoltà, soprattutto nella prima parte del torneo.
"Inizialmente ci siamo complicati la vita da soli, probabilmente non eravamo riusciti a entrare mentalmente nel campionato che ci attendeva e fino a dicembre abbiamo faticato molto. Poi grazie al cambio di guida tecnica e una sessione di calciomercato mirata, caratterizzata dall'arrivo di over ma anche di under di qualità, le cose sono cambiate. Si è creata grande coesione, oltre a qualcosa di speciale, e siamo riusciti a rimontare ben 10 punti al Lanusei, vincendo anche lo spareggio contro i sardi".

In questo lungo percorso c'è stato un momento determinante che ha cambiato il corso degli eventi?
"Sicuramente il successo maturato sul campo del Trastevere. In quella domenica si affrontavano le due seconde del Girone G e al nostro successo arrivò il pareggio del Lanusei: accorciare in classifica in quella giornata ci diede la consapevolezza di potercela fare davvero. Per noi è stata una spinta importante nello sprint finale, fino al successo del campionato".

Quanto è stato determinante l'appoggio del pubblico irpino in questa lunga rincorsa?
"Ci è stato di grande aiuto, è innegabile. Certo, quando le cose non andavano nella prima parte del torneo ci ha giustamente fischiato, poi è stato decisivo nel trascinarci nel nostro momento migliore, è stato presente anche nelle numerose partite giocate in Sardegna, ed è stato sicuramente l'arma in più: nello spareggio di Rieti vinto con il Lanusei erano in seimila a sostenerci".

Lei non era alla prima esperienza in Serie D, ma forse per la prima volta si è confrontato con realtà così importanti.
"Non nascondo che ho avuto un pizzico di emozione quando l'Avellino mi ha chiamato: avevo lavorato in club di D, ma sicuramente non al livello di una piazza come quella biancoverde. all'inizio non è stato semplice, ambiente e tifosi avevano il morale sotto i tacchi, anche perché si sentivano defraudati di una categoria (la Serie B, ndr) mantenuta sul campo, e riprendere dalla massima categoria dilettantistica era difficile".

Il futuro vedrà l'Avellino confrontarsi in serie C in un girone altamente competitivo, sarà fondamentale quindi farsi trovare pronti.
"La cosa fondamentale adesso è dare stabilità, bisogna strutturarci a tutti i livelli per essere all'altezza di un campionato stimolante ma allo stesso tempo difficile come quello della Serie C, verosimilmente in un girone difficile. Sappiamo che si attendono molto da noi, ma vincere è per tutti estremamente difficile, anche in terza serie ci sono molti esempi significativi in questo senso: non sono i nomi a far vincere le squadre, c'è la consapevolezza che non sarà semplice e di dover fare ogni cosa nel migliore dei modi".