INTERVISTA TC - Avv. D'Avanzo: "Si può pensare ad un torneo nel 2021"

INTERVISTA TC - Avv. D'Avanzo: "Si può pensare ad un torneo nel 2021"TMW/TuttoC.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
lunedì 13 aprile 2020, 23:00Interviste TC
di Raffaella Bon

Katia D'Avanzo, avvocato esperto di diritto sportivo, è intervenuta ai microfoni di TuttoC.com per cercare di delineare i possibili scenari futuri per il calcio e la Serie C in ottica emergenza coronavirus.

Diversi sport si sono fermati, dal punto di vista del calcio cosa dobbiamo attenderci?
"Le varie Federazioni sportive fanno riferimento a Malagò, che in questo momento ha il difficile compito di mediare tra le federazioni e il Ministro dello Sport Spadafora. Basket e rugby, per esempio, hanno concluso la loro stagione sportiva anticipatamente congelando i risultati, ma è chiaro che la FIGC sia un mondo a parte, c'è differenza di introiti e interessi. Dunque Gravina giustamente insiste per non bloccare il campionato prospettando la possibilità di una ripresa a fine maggio/giugno (a porre chiuse s'intende). Chiaro che tale decisione è stata presa in considerazione del parere espresso pubblicamente dal Presidente Fifa Gianni Infantino il quale sostiene che il campionato potrebbe finire anche in autunno. Per essere lungimiranti si può pensare di iniziare il campionato 2021 in gennaio per poi finirlo a novembre dell'anno successivo (come succede nel campionato sudamericano) tutto questo in prospettiva del mondiale in Qatar che inizierà a novembre 2022". 

Già dalla C possiamo dire che salteranno economicamente molte squadre?
"Chiaro che, se blocchiamo il campionato in Serie C rischiamo di far saltare l'intero sistema calcio. Non bisogna ragionare separando la serie A da B o C, anche perché, come ben sappiamo, senza le squadre di serie A non esisterebbero quelle delle leghe inferiori. E il calcio deve andare puntato alle sponsorizzazioni in primis e diritti TV, con la modifica della legge Melandri nella parte in cui non si prevede la contrattazione annuale dei diritti TV".

Giusto creare una Serie C élite? E che altre riforme si potrebbero fare?
"La mia opinione mi fa vedere il calcio in una dimensione unica. Non esistono divisioni, ma investimenti diversi che alcune squadre posso permettersi e altre no. Per cui è solo una questione di investimenti, giusti o sbagliati. Dunque una riforma per l'intero sistema calcio da proporre con insistenza al Ministro Spadafora è sicuramente un fondo salva calcio per far attingere alle società con difficoltà economiche rilevanti, col presupposto che la difficoltà sia dovuta al covid-19. Ricordo infine la preoccupante dichiarazione di Gravina nel sostenere che l'interruzione del campionato comporterebbe cause legali e numerosi fallimenti. Vogliamo far crollare la piramide? Ricordiamoci che il mondo del calcio rappresenta il 3% del nostro Pil".

Parliamo di calcio anche giocato: Monza, Vicenza e Reggina meritano la promozione? 
"Togliere i meriti comporterebbe un disastro irreparabile per tutte le società di serie C. Gli investimenti fatti in questa stagione risulterebbero vani. In Italia spesso esiste una malattia peggiore del Covid-19 chiamata invidia, che non porta nessun risultato. Bisogna cambiare mentalità e iniziare a pensare che i risultati, o meglio le best practices, favoriscono l'intero sistema calcio, quindi non blocchiamo ma andiamo avanti più forti di prima. uniti ovviamente".

Il Monza può essere la nuova Spal?
"Anche di più. Si parla di investimenti importanti nel calciomercato, come Suso e Ibrahimovic. Perché non sognare? Il calcio è soprattutto questo... Spettacolo, sogno e divertimento come l'Atalanta che ha degnamente cavalcato la Champions facendo sognare l'Italia intera".