INTERVISTA TC - Caccavallo: "Se giochiamo da Carrarese voliamo"

INTERVISTA TC - Caccavallo: "Se giochiamo da Carrarese voliamo"TMW/TuttoC.com
© foto di Gianni Barbieri
martedì 27 novembre 2018, 21:40Interviste TC
di Claudia Marrone

Dopo Tavano, un altro calciatore ha toccato la doppia cifra: Giuseppe Caccavallo, anche lui attaccante della Carrarese. Che proprio domenica ha battuto il Pisa 4-1, con la metà dei gol azzurri segnati dal classe '87, che si è così potuto togliere una prima soddisfazione in campionato.
Ai microfoni di TuttoC.com, è proprio Caccavallo.

Una Carrarese stellare, che non si arrende e macina gol su gol. Gli unici due calciatori in doppia cifra in C siete tu e Tavano: non è un caso.
"E' vero, non è questo un caso, noi giochiamo in un certo molto, molto specifico, come ci chiede il mister, e con il modulo offensivo che abbiamo è facile per tutti gli attaccanti, anche per me che sono un esterno e non una prima punta, segnare e andare in doppia cifra. Sono felice del traguardo per ora ottenuto, ma spero adesso di non fermarmi".

La scorsa settimana hai detto che era il Pisa a dover fare attenzione alla Carrarese, ma sembra che siano tutte le squadre a dovervi temere.
"Ho parlato del Pisa perché era l'avversario di turno, ragioniamo di domenica in domenica, ma quel che è certo è che noi siamo molto consapevoli dei nostri mezzi ma anche che il nostro destino dipende solo da noi. Se giochiamo sempre da Carrarese possiamo far paura a tutti e toglierci delle soddisfazioni".



Siete voi il principale nemico...di voi stessi?
"Assolutamente si".

Quando si parla di super favorite, viene a mente l'harakiri di due stagioni fa dell'Alessandria. Cosa occorre fare per evitarlo?
"Noi dobbiamo tenere il ritmo fino alla fine, e a ritmi siamo abituati: io sono arrivato a Carrara a inizio agosto, ma ho trovato una squadra che praticamente non aveva mai staccato, che da dopo i playoff si allenava due volte al giorno per arrivare a una certa condizione. Siamo un gruppo tosto, allenati da un maestro del calcio che pochi possono permettersi: Baldini insegna il calcio, e mette tutti sullo stesso piano. Io anche quando giocavo meno mi sentivo un titolare".

Una Carrarese non giovane, in una categoria che invece vuole per forza gli under.
"Questo è per me un tasto da sempre importante, perché negli ultimi 5-6 anni ho visto queste regole che hanno ammazzato il calcio e hanno fatto scendere il livello di una categoria. Regole che, per altro, penalizzano anche i giovani stessi, che dopo due anni, se non sbocciano, devono dire addio a questo sport, perché non vengono mai formati, sono buttati nella mischia solo perché hanno meno di 23 anni o perché provengono da club che poi, economicamente, aiutano chi li prende. Siamo poi penalizzati anche noi, per così dire, vecchietti, che rimaniamo ai margini o dobbiamo accontentarci del minimo per dar da mangiare a una famiglia. Io faccio sempre l'esempio di Di Natale: è esploso in Serie A a 28 anni, proprio nel pieno della maturità, giocando fino a 38. Oggi questo sembra impossibile".

La Juve U23, che hai nel girone, è frutto anche di questo compulsivo e scriteriato inserimento di giovani?
"Qua il discorso è diverso, perché c'è una riforma affrettata che avrebbe necessitato di ben altro. Però, se poi si guarda all'esperienza, la Juve U23 non sta facendo granchè, perché appunto ha troppi giovani. Un vecchietto serve anche a farli maturare: è di aiuto, non è un problema".