INTERVISTA TC - Caponi: "Indosso con orgoglio maglia Pontedera"

11.10.2018 11:40 di Stefano Scarpetti  articolo letto 1232 volte
Caponi Pontedera
Caponi Pontedera

E' quasi sempre fra i migliori del Pontedera il centrocampista e capitano Andrea Caponi, che domenica contro l'Olbia si è preso la soddisfazione anche di andare a segno firmando il momentaneo 2-0: gara poi vinta dai toscani con qualche sofferenza nel finale, ma che ha comunque consentito alla truppa di Maraia di affacciarsi nella parte alta della graduatoria. A parlare è lo stesso mediano della compagine toscana a parlare ai microfoni di Tuttoc.com

Non segni spesso, ma i tuoi gol non sono mai banali.
"Questo è vero, però appena ho la possibilità cerco la porta: contro l'Olbia ho calciato bene e ne uscita una traiettoria imprendibile per il portiere sardo. Poi istintivamente la prima cosa che ho pensato è andare a festeggiare con i tifosi".

Ti sei aggrappato alla rete della Gradinata, un gesto che testimonia il rapporto quasi viscerale con i tifosi granata. 
"Senza nulla togliere agli sportivi presenti in tribuna, in quel settore ci sono molti miei amici e mi è venuto naturale andare a festeggiare li sotto il gol, condividendo con loro la gioia di quel momento. Io indosso con orgoglio la maglia della mia città, mi da grandissimi stimoli e ogni volta che entro in campo per il Pontedera sento la responsabilità di questa casacca. Certo, in passato ci sono state delle scelte che qualcuno può aver reputato sbagliate, ma io le ho fatte credendo di fare la cosa giusta senza mancare di rispetto a nessuno"

Caponi e Pontedera è un rapporto che va avanti da molti anni, ci ha giocato tuo padre: cosa ti ha trasmesso?
"Ho visto tante volte le cassette dei gol di mio padre negli spareggi di Modena con il Novara del 1990 e dello spareggio di Terni del 1988 con il Carbonia. Da bambino molti mi dicevano che i suoi gol avevano permesso ai granata di ottenere la salvezza, questo ha inculcato a me e mio fratello Manuel l'affetto per questa casacca. Purtroppo poi mio fratello ha avuto un grave infortunio che lo ha tenuto in coma per 20 giorni e non ha potuto continuare la carriera in questo club".

Classe '88, 151 presenze in granata, sei inevitabilmente la chioccia insieme ad altri di questa squadra.
"Inevitabilmente è così, devo dire che il gruppo di quest'anno sembra essere più pronto rispetto a quello dello scorso anno, anche se nella passata stagione, a parte le prime sette partite, sono arrivate la semifinale di Coppa Italia (persa ai rigori con l'Alessandria, ndr) e la qualificazione ai playoff. Il direttore Giovannini da tempo sosteneva della qualità di questo gruppo, abbiamo iniziato bene ma c'è la consapevolezza delle difficoltà che incontreremo in questo campionato contro squadre di grande valore".

Quindi l'obiettivo di quest'anno è la salvezza?
"Inevitabile per un club piccolo come il nostro, facciamo i 40 punti necessari per mantenere la categoria poi una volta raggiunti quelli vediamo dove siamo, ed eventualmente facciamo altri discorsi. Intanto mettiamo quanto più fieno possibile in cascina".

Come hai vissuto la convulsa estate dell'Italia calcistica?
"Malissimo, come del resto tutti gli altri giocatori. Siamo pagati per giocare a calcio e allenarsi, e fare partite amichevoli è stata durissima, perché le gare ufficiali inevitabilmente ti danno molti più stimoli. Continuano a esserci ulteriori problemi, spero comunque che siano risolti quanto prima. Riguardo al calcio ritengo che abbiamo toccato il fondo, si deve ripartire con regole certe per salvaguardare questo bellissimo sport".