INTERVISTA TC - Caverzasi: "Anche in D spogliatoio trasferito in chat"

02.04.2020 11:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Denis Caverzasi
Denis Caverzasi

Lanciato in Serie C da Marco Zaffaroni che, dopo averlo avuto per tre stagioni alle sue dipendenze alla Caronnese in Serie D lo ha voluto nella sua esperienza al Monza, Denis Caverzasi si è quindi trasferito al Renate per poi tornare di nuovo tra i dilettanti, nelle file della Pro Sesto, con cui - prima della sosta forzata per l'emergenza Coronavirus - stava lottando per conquistare la promozione: i biancazzurri sono infatti primi in classifica nel Girone B di Serie D, con 4 lunghezze di distanza sull'inseguitrice Legnano. Il difensore è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per fare il punto della situazione in questo periodo difficile per tutto il calcio italiano: "Questo momento delicato lo stiamo vivendo tutti allo stesso modo: non si può e non si deve uscire di casa e quindi si fa il possibile dentro le mura. Noi, come penso tutte le altre squadre, abbiamo un programma da seguire. E' vero: siamo in Serie D, ma la Pro Sesto è una società molto seria che fin da subito ci ha inviato ciò che dobbiamo fare ogni giorno. E quindi le mie giornate passano principalmente allenandomi con il programma del nostro preparatore".

Fino a dicembre hai avuto una certa continuità, segnando anche due reti nonostante tu sia un difensore, ma ricordiamo che già in Serie C era accaduto di timbrare il tabellino marcatori, con la tua prima rete tra i professionisti in un Monza-Pro Piacenza. Tornando al presente c'è stato però un infortunio a limitarti. Ora stai bene?
"Intanto ricordo con piacere quel gol in biancorosso. Mentre per quanto riguarda questa stagione hai detto bene: fino a dicembre ho avuto continuità e mi sono trovato benissimo. Poi c'è stato questo infortunio che mi ha tenuto totalmente lontano dal campo, impedendomi all'inizio qualsiasi tipo di allenamento. Adesso stavo rientrando, ma purtroppo è arrivata l'emergenza Coronavirus e il mio rientro si è bloccato".

La Pro Sesto è capolista del suo girone e - prima dell'emergenza - pareva essere lanciata verso il ritorno in Lega Pro, categoria da cui manca da 10 anni.
"Noi purtroppo ora possiamo fare ben poco, se non aspettare le decisioni della Lega Nazionale Dilettanti e della FIGC. La speranza è sicuramente quella di poter ripartire e finire il campionato per chiudere il discorso promozione, così come quello retrocessioni. Lo spogliatoio ora si è trasferito su Whatsapp, dove abbiamo un gruppo per interagire tra di noi e l'umore attuale è caratterizzato da tranquillità e serenità. Proseguiamo col programma e aspettiamo direttive".

Per te sarebbe un ritorno tra i professionisti dopo l'esperienza appunto con Monza e Renate.
"Fin da subito, quando ho deciso di accettare la proposta della Pro Sesto, avevo ben chiaro come obiettivo quello di vincere il campionato e di tornare in Lega Pro. Per adesso, come detto, siamo primi. Aspettiamo solo di capire come andrà a finire, sperando l'anno prossimo di giocare in Lega Pro".

Le tue due ex squadre - prima dello stop forzato - stavano facendo un grande campionato: il Monza lanciato verso la Serie B e il Renate con un cammino sorprendente che lo ha fatto issare al terzo posto.
"Il Monza ha fatto il percorso che tutti si aspettavano da una proprietà come quella targata Berlusconi-Galliani. Dopo il passaggio di consegne societario era evidente che l'obiettivo sarebbe stato quello di salire il prima possibile. Stanno semplicemente dimostrando di avere una squadra fuori categoria. Del Renate sono rimasto sorpreso: all'apparenza è una piccola realtà, ma io conosco bene il mister, so come lavora. Hanno cambiato molto, investendo altrettanto: stanno facendo un grande campionato e se lo meritano".

Nelle precedenti stagioni, invece, eri in D alla Caronnese con mister Zaffaroni, colui che poi ti ha voluto anche a Monza e che ora siede sulla panchina dell'AlbinoLeffe, avendo portato i seriani finora ad un buon piazzamento playoff.
"Ho passato praticamente 5 anni con il mister e non avevo alcun dubbio che anche quest'anno, con l'AlbinoLeffe, avrebbe fatto bene fin da subito. So la dedizione che ci mette nel suo lavoro. Non sono sorpreso del suo piazzamento attuale".

Tu da difensore sei stato molto valorizzato da mister Zaffaroni: nella tua esperienza a Monza vantavate infatti il miglior pacchetto arretrato del girone.
"E' vero. Quell'anno siamo arrivati quarti e siamo stati la miglior difesa. Merito di tutta la squadra, ma soprattutto del mister che da quel punto di vista lavora molto bene".

In questi giorni si sta discutendo anche della cosiddetta Serie C d'élite, con l'istituzione di una categoria intermedia semiprofessionistica tra di essa e la Serie D.
"Ne ho sentito parlare, ma non so dire se sarà una riforma positiva o meno. Ci può sicuramente stare, in un certo senso si ritornerebbe ad una volta, quando si aveva la C1 e la C2. Ad ora, tante squadre di Serie D, come possono essere la stessa Pro Sesto o il Mantova, meritano categorie superiori e come impegno si avvicinano già di molto ad una squadra professionistica. Vedremo quali saranno le decisioni".

Chiudiamo con una provocazione: hai trovato più difficoltà a giocare in Serie D da giocatore già esperto o in Serie C da Under?
"Diciamo che le difficoltà si trovano ovunque. Il primo anno in Serie C, per me si trattava di una novità quindi la mia concentrazione era sempre massima: avevo di fronte nuove squadre e una nuova esperienza. In Serie D ho fatto più anni e non è così scontato trovare la giusta motivazione, però alla fine più o meno le difficoltà ci sono in qualsiasi categoria".