INTERVISTA TC - Ciccone: "Avellino delusione, c'è solo da fare mea culpa"
Una squadra già retrocessa dalla C ai dilettanti, le tre promosse in cadetteria già decise, tutti gli altri verdetti rimandati all'ultima giornata: per una analisi di quanto sta accadendo in terza serie e quanto potrà accadere è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com il direttore sportivo Michele Ciccone, il quale vanta un curriculum di tutto rispetto avendo lavorato nell'area tecnica di Bari e Vicenza (in Serie B), Genoa (in Serie A), ma anche con Campobasso (dove colse una salvezza insperata prima della scomparsa della società molisana) e Carrarese (con la conquista dei playoff per la B nel 2017-18 e l'eliminazione solo da parte del Pisa, poi promosso, ma valorizzando dei giovani forti provenienti dalla Primavera). Tra le varie plusvalenze accreditabili all'esperto dirigente ci sono - tra le altre - quelle legate a giocatori del calibro di Mandragora, Izzo, Acerbi, Criscito e Fedato.
Direttore, partiamo dal Girone A e dalla promozione in B della Feralpisalò.
"Il campionato della Feralpisalò è stato straordinario e la promozione è frutto di programmazione e di una società seria alle spalle che sa fare calcio vero, ma senza voli pindarici. E' una promozione meritata arrivata anche grazie all'ottimo lavoro del ds Ferretti".
Guardando, invece, alle inseguitrici deluse?
"Mi aspettavo sicuramente di più dal Vicenza. E anche dal Pordenone che ha perso punti per strada dopo essere partito bene. Una bella sorpresa, invece, è stata il Lecco: Foschi d'altronde è un ottimo allenatore. Sul Padova parlerei di bicchiere mezzo pieno: era partito in un modo, poi con l'avvento di Torrente - che conosco bene - è risalito e ha fatto un certo tipo di percorso".
E in zona retrocessione?
"E' triste vedere due grosse piazze come Piacenza e Triestina in lizza per la retrocessione diretta in D: non la meritano, anche in forza della loro storia. Anche la Pro Vercelli dovrà giocarsi il tutto per tutto se non vorrà ritrovarsi nei playout".
Passando al Girone B: a gioire è stata la Reggiana.
"E' stato un girone tirato e molto faticoso. Il Gubbio era partito bene, ma i valori poi sono usciti e la Reggiana li ha dimostrati tutti: aveva qualcosa in più di Cesena ed Entella, pur con qualche incidente di percorso. Da lodare anche il lavoro del ds Goretti. Anche se, tornando all'Entella, mister Volpe sta dimostrando di saperci fare e se continua così, ha un'ottima carriera davanti. Poi mi permetto di aggiungere che sono molto contento per l'attuale quarto posto della Carrarese".
Uno sguardo in coda?
"Il Montevarchi è retrocesso. Anche se dovessero restituire dei punti all'Imolese cambierà poco perché i romagnoli saranno comunque ai playout: i giochi sono fatti da quel punto di vista. Devono solo proiettarsi ed impegnarsi negli spareggi retrocessione".
Infine il Girone C che ha visto il Catanzaro trionfare a tutti gli effetti visti i numeri conseguiti.
"Il Catanzaro ha stravinto con 19 punti in più del Crotone: una corazzata, una squadra fortissima in tutti i reparti, conosco bene Biasci avendolo avuto a Carrara e conosco la sua qualità. Senza dimenticare il gran lavoro del ds Magalini. Dispiace per due grosse piazze come Crotone e Pescara: mi permetto di dire, però, che se Sebastiani avesse puntato molto prima su Zdenek Zeman forse le cose sarebbero andate diversamente. Così come il Foggia con Delio Rossi. Sarebbe potuto essere un campionato più equilibrato".
In zona playoff vede delle sorprese?
"L'Audace Cerignola con il suo mister Pazienza che ha fatto un ottimo lavoro. Poi voglio menzionare il Giugliano di mister Di Napoli: con un budget in linea con la categoria sono riusciti ad ottenere dei buoni risultati, hanno speso il giusto anche grazie al lavoro di un ds giovane come Amodio. E se domenica vincono a Crotone sono sicuri dei playoff. Tutto il contrario di quanto successo ad Avellino. Mi permetto poi di citare il Taranto e mister Capuano: un allenatore pirotecnico che sa fare al meglio il suo lavoro, che - citandolo - ha praticamente 'fritto il pesce con l'acqua' martellando la squadra dalla mattina alla sera e se domenica va tutto bene anche lui agguanterà i playoff".
Ha citato l'Avellino cui serve ancora un punto per salvarsi.
"L'Avellino mi ha deluso: D'Agostino è un presidente molto solido, ma è stata data una Ferrari in mano a chi non l'ha saputa guidare. Prima di tutto scommettendo all'inizio su un allenatore giovane che, invece, non lo ha ripagato. Poi affidandosi a un dirigente che non ha portato i giusti innesti, funzionali e consoni alla grandezza della piazza che ti può portare anche 20 mila spettatori allo stadio. D'altronde le critiche dalle parti di Avellino sono piovute da più parti: bisognerebbe fare solo mea culpa, anche per le decisioni non prese e che avrebbero permesso di programmare già ora la prossima stagione, visto che l'attuale aveva già dato indicazioni negative. Non critico la scelta di portare in biancoverde Marconi, ma bisogna anche guardare alla carta d'identità. Con il budget a disposizione si sarebbe dovuto vincere il campionato, addirittura se andiamo a pensare che la Feralpisalò lo ha vinto con un budget davvero molto più basso. Non voglio pensare cosa potrebbe accadere se domenica il Monterosi dovesse vincere: si materializzerebbe addirittura il rischio retrocessione".
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