INTERVISTA TC - De Vito: "Giocatori di C schiavi della disorganizzazione"

INTERVISTA TC - De Vito: "Giocatori di C schiavi della disorganizzazione"TMW/TuttoC.com
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mercoledì 11 marzo 2020, 14:30Interviste TC
di Raffaella Bon

L'agente Giovanni De Vito è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare le ultime notizie in merito all'emergenza coronavirus che ha portato alla sospensione del campionato fino al prossimo 3 aprile: "Prima di tutto occorre sottolineare che, in questo momento, il calcio passa in secondo piano. Sottoscrivo quanto detto da Damiano Tommasi, le uniche persone da tifare in questo momento sono medici e infermieri che stanno lottando contro un male sconosciuto e che, proprio perché sconosciuto, lascia incognite sulle tempistiche e sulla sua evoluzione, per cui anche il calcio vive nell'incertezza e si deve adeguare". 

Quali sono le difficoltà che questa situazione comporta a chi svolge il tuo mestiere?
"Già prima che il governo impedisse le uscite dal territorio regionale avevo riscontrato tante difficoltà perché i vari scout che dovevano venire dall'Olanda e dalla Croazia sono stati bloccati dalle loro società e se non posso mettere in vetrina i miei giocatori, diventa impossibile venderli. Le problematiche che ci saranno sono scontate, prevedo un mercato fermo e un mondo del calcio completamente paralizzato, con conseguenti mancati introiti da parte delle società."

Nel resto d'Europa come stanno vivendo questo momento?
"I croati sono parzialmente preoccupati perché da loro il coronavirus non si è sviluppato come da noi e stanno conducendo una vita quasi normale. Io gli raccomando di prendere sempre le precauzioni che qui in Italia abbiamo già adottato. I ragazzi italiani invece sono quelli più a rischio e mi dispiace notare come il mondo del calcio sia stato uno degli ultimi ad allinearsi alle disposizioni governative perché ognuno, tra leghe e presidenti, ha assunto posizioni diverse e ciò ha fatto sì che facessimo una figura pessima a livello mondiale. Quello che è successo a Parma è stata una pagliacciata colossale, si sapeva già che il calcio si sarebbe fermato e mettere a repentaglio la salute è stato assurdo. I giocatori di Serie C sono schiavi della pessima organizzazione del sistema, sono stati costretti a rimanere bloccati nelle città in cui giocano, non hanno avuto notizie certe riguardo agli allenamenti tanto che, fino a ieri, alcune società ancora facevano svolgere le sedute. È vero che sono una categoria privilegiata però la loro salute è stata messa a rischio e oggi non sono liberi con chi decidere dove e con chi passare la quarantena. Sono vicino a tutti i calciatori che in questo momento stanno attraversando questa difficile situazione".