INTERVISTA TC - DG Piacenza: "Parola d'ordine ristrutturazione"
Lunga intervista concessa da Marco Scianò, direttore generale del Piacenza, ai microfoni di TuttoC.com. Tra gli argomenti trattati ovviamente le proposte emerse dall'Assemblea di Lega Pro ma anche il futuro del club biancorosso.
"C'è stata una grande compattezza dell'Assemblea su certi argomenti nonostante l'emergenza coronavirus. Tra i vari dibattiti c'era quello della quarta promozione. A mio avviso il merito sportivo credo sia da premiare, le norme FIFA indicano questo. Anche se mi rendo conto che ogni società abbia la sua piccola parte di verità".
Merito sportivo che viene contestato da diversi club.
"Reazione normale, alla fine nei loro panni forse avrei contestato anche io. Ma la verità è che alla fine deve esserci un parametro sportivo e può essere solo quello. Diversamente non si sarebbero dovute fare promozioni a mio avviso. O zero oppure il merito sportivo".
Obiettivamente però si prospetta un'estate di forti reclami.
"Come tutte le estati, poi si risolvono in poco e nulla. Due anni fa siamo stati tutti protagonisti di reclami fino a ottobre risoltisi poi in un nonnulla. O si premia il merito sportivo oppure annulliamo i campionati. Diversamente se non c'è una convergenza si potrebbe scegliere di non mandare su nessuno quest'anno e chiedere, come è già stato fatto, una promozione in più l'anno successivo".
E sul blocco retrocessioni cosa pensa?
"Ci sta, è stato adottato anche all'estero. Andiamo incontro a una situazione in cui anche chi viene dalla Serie D ha difficoltà ad iscriversi, vedi il Matelica. Altri club non si iscriveranno. Perché penalizzare magari chi è penultimo e ha speso tanti soldi per provare a salvarsi. Tanto purtroppo sappiamo che il format si riequilibrerà in un numero che comunque secondo me non arriverà a 60 squadre. Ci sono delle carenze pregresse e questa situazione sta dando il colpo del KO".
Di conseguenza c'è anche il blocco dei ripescaggi.
"Sì, deriva dal blocco delle retrocessioni e quant'altro, diventerebbe una cosa difficile da gestire con i ripescaggi. Diciamo che era una direzione che la Serie C aveva preso negli scorsi anni. Chiaro che questo può dar fastidio a qualche seconda in Serie D che in qualche maniera poteva essere ripescata. Ricordiamoci che il ripescaggio è oneroso, bisogna mettere una cifra a fondo perduto. Ma oggi secondo me non ci sono i presupposti per farlo".
Qual è invece la sua opinione sulla cassa integrazione?
"Stiamo aspettando il decreto che dovrebbe arrivare a metà della settimana prossima. Una misura fondamentale non tanto per noi che come società siamo abbastanza grande, ma soprattutto per tanti club che hanno i contratti al minimo. Io la definisco una conquista dei calciatori. Non è qualcosa che riguarda le società, ma un diritto dei giocatori che devono far valere anche per il futuro. Quando ci saranno società in difficoltà potrà essere richiesta. Mi stupisce che il discorso cassa integrazione non sia mai stata proposta nei casi di fallimento. Parlo ovviamente dei calciatori di categorie inferiori".
Parliamo di Piacenza, dopo tanti anni separa la sua strada da quella di Luca Matteassi.
"Per lui si apriranno tante strade che merita. Sarà anche un orgoglio per la società che lui abbia delle opportunità di crescita, che possa capitalizzare i risultati ottenuti, in particolare lo scorso anno. Un addio dolce perché siamo consapevoli che le strade si possono dividere quando subentrano opportunità di un certo tipo. Ha sempre onorato da maglia anche da capitano. Nel calcio tutto torna e un domani potrebbe tornare a Piacenza".
Il coronavirus causerà problemi economici. Il Piacenza sembra si stia tutelando con diverse risoluzioni, quasi come se sia in atto un ridimensionamento.
"Più che ridimensionare io invece userei la parola ristrutturare, ben diversa. La Serie C è un campionato insostenibile, questa situazione ha accelerato un processo di comprensione di questa categoria, se può resistere e trovare sostenibilità. Noi come Piacenza abbiamo deciso di agire con anticipo, con un campionato ormai delineato. Chi prima inizia più vantaggi si crea. La nostra politica è stata quella di velocizzare un determinato tipo di processo per presentarci al prossimo campionato con maggiori certezze. In questo senso voglio ringraziare i nostri giocatori, dirigenti e collaboratori che hanno voluto bene alla società e hanno compreso che il mondo è cambiato".
Mister Franzini resterà o andrà via?
"Con noi Franzini ha scritto pagine importantissime della storia recente della società. Non abbiamo ancora avuto modo di incontrarci ma lo faremo prossimamente. Ci siederemo a un tavolo per capire il da farsi. Nell'ultimo anno siamo stati molto scottati dalla mancata promozione che avrebbe cambiato il corso della carriera di tanti e della storia del club. Non ci sono risposte in merito oggi perché non ci siamo ancora parlati. Come ho detto prima bisogna essere rapidi nelle decisioni e affrontare quanto prima le situazioni. Sarà qualcosa che discuteremo in un futuro molto prossimo".
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