INTERVISTA TC - Dg Rende: "Lega Pro compatta nel dire stop. Protocollo insostenibile"

INTERVISTA TC - Dg Rende: "Lega Pro compatta nel dire stop. Protocollo insostenibile"TMW/TuttoC.com
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giovedì 7 maggio 2020, 21:34Interviste TC
di Redazione TC

“Emerge un dato fortissimo: la compattezza della Lega Pro. E il buonsenso”. Raggiunto dopo l’assemblea in videoconferenza di oggi, il direttore generale del Rende, Giovanni Ciardullo, commenta così le decisioni della terza serie, che andranno ratificate dal prossimo Consiglio Federale: “Credo che questa compattezza sia sicuramente apprezzabile. Ho visto tutti i presidenti, con pochissime eccezioni, rispondere in maniera seria alle problematiche che dobbiamo affrontare, senza schierarsi su posizioni che magari avrebbero fatto l’interesse delle loro squadre”.

Colpiscono i numeri, in effetti, di fronte a decisioni non così scontate.

“Beh, sì, i temi erano tanti. Dallo stop al campionato alla proposta di bloccare le retrocessioni, per finire con la quarta squadra da promuovere. Ecco, l’unica votazione per la quale se vogliamo c’è stato meno consenso ha riguardato proprio quest’ultimo argomento. Credo che sia stato giusto che in molti (17, ndr) si siano astenuti, perché non interessati direttamente dalla questione. Poi la maggior parte ha votato per il merito sportivo e altri per l’eventualità di disputare i playoff. Che peraltro, considerato anche che abbiamo votato lo stop al campionato, mi sembra comunque un’ipotesi molto remota”.

Ha vinto il buonsenso?

“Assolutamente sì. Ha vinto il buonsenso, ha vinto la lungimiranza. Credo Iano stati questi gli strumenti principali del presidente Ghirelli: ha portato a termine un’opera molto importante, ha spinto perché ci fosse condivisione delle scelte. E le decisioni in effetti sono arrivate quasi tutte a larghissima maggiorana. Il presidente ha dato ai suoi club un indirizzo ben preciso: quello del buonsenso, appunto, anche a costo di abusare di questa parola”.

A livello sportivo, dispiace non finire il campionato?

“Intanto non diamolo per certo, perché si parla di una proposta: la decisione diventerà effettiva quando la ratificherà il Consiglio Federale. Anche se onestamente non penso che la FIGC possa non tenere conto di una volontà quasi unanime dei 60 club di C. Tornando alla domanda, certo, dispiace non poter tornare in campo: è quello per cui ognuno di noi lavora quotidianamente, non poter concludere la stagione lascia un po’ di amaro in bocca”.

Sicuro che dispiaccia anche a voi che eravate in zona retrocessione?

“Certo che sì. È vero che eravamo in una posizione di classifica precaria, ma avremmo con il coltello tra i denti queste ultime giornate, per dimostrare che non tutto quello che abbiamo fatto in questa stagione era sbagliato. Non meritavamo questa classifica, c’era e c’è una voglia di riscatto immensa. Da sportivo, questa decisione, anche se inevitabile, lascia tutti con l’amaro in bocca”.

Il protocollo, del resto, è inapplicabile.

“Sì. E le dico anche che la riunione di oggi si è aperta con una stima dei costi che avrebbe comportato per le società di C. Parliamo di cifre esorbitanti per presidenti che devono badare anzitutto alle proprie aziende. Un esborso di 2-300 mila euro per molte società, magari non tutte ma quasi, sarebbe insostenibile”.

Guardiamo al futuro: aspettiamo il Consiglio Federale, ma il Rende è salvo. Ci scuserà per la domanda brutale, ma in questo momento storico la faremmo a qualsiasi società: ci sarete anche l’anno prossimo?

“Certo che sì. Siamo una società che negli anni ha sempre saputo programmare bene. E per questo non possiamo che ripartire con un duplice obiettivo. In primis, imparare dagli errori commessi in questa stagione, farne tesoro. E poi valorizzare quanto di buono c’è stato, perché per esempio secondo me anche quest’anno abbiamo lavorato bene con i giovani. Credo che per il Rende, una società abituata a certe operazioni, a una chiara progettualità a livello giovanile, ripartire sarà un po’ più semplice che per altri”.