INTERVISTA TC - Di Costanzo: "I giovani non vanno scelti per obbligo"

11.09.2020 23:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Giuseppe Scialla
INTERVISTA TC - Di Costanzo: "I giovani non vanno scelti per obbligo"

L'allenatore Nello Di Costanzo è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per un commento sull'imminente ritorno in campo della Serie C:

Maccarone ha detto addio al calcio giocato, ora per lui un ruolo da dirigente o allenatore.
"E' stato un grandissimo ad alti livelli. Finire la carriera alla Carrarese può essere considerato un vanto per il club. Sul ruolo che prenderà a volte è il destino che decide. Secondo me ha le carte in regola per fare l'allenatore. Dopo di che magari ha una proposta come direttore sportivo e magari si incanala in quella direzione. Può far bene anche lì. L'importante è fare sempre un po' di gavetta, affinché abbia la legittimità di fare o l'allenatore o il direttore sportivo. E lui ha le qualità umane e la competenza per far bene in entrambi i ruoli". 

Tra l'altro per le alla Carrarese bei ricordi.
"Della mia esperienza a Carrara voglio ricordare Leonardo Mancuso. Fu preso dal direttore Sandro Federico dal Pizzighettone, in Serie D, e portato in C1. Fu preso da Federico svincolato dalla Primavera del Milan. Il direttore ci ha creduto e ora è un giocatore importante di Serie B. Gli abbiamo dato fiducia e adesso sta dimostrando di essere un calciatore di altissimo livello".

Da allenatore cosa pensa della lista a 22 giocatori?
"Secondo me può risultare un problema. Penso ai tanti calciatori di un certo spessore che purtroppo a causa di questa lista vincolata dovranno rimanere fuori, andare magari in Serie D dove c'è uno status diverso. Devo dire che è veramente uno spreco. La Serie C perderà sicuramente un po' di qualità. Si inseriranno molti giovani nelle rose". 

Come far crescere quindi i giovani?
"Facendoli giocare, ma non per obbligo. Quando ero al Benevento in C1, presi due ragazzi dalla Primavera e non avevo nessun obbligo. Non c'erano liste vincolate o altro. A scapito di due giocatori esperti scelsi dalla Primavera Aniello Cutolo, che non ha bisogno di presentazioni, e Alessandro Bruno, quest'ultimo è arrivato anche in Serie A col Pescara. Questi due ragazzi li misi in prima squadra senza nessun condizionamento. Certo, ci è rimasto male quel giocatore esperto che guadagnava bene. Ma quando io da allenatore considero un giocatore bravo, all'altezza, non ci penso due volte. Non ho bisogno di obblighi per far giocare i ragazzi. Il paradosso è che alcuni giovani per regolamento devono giocare per necessità, ma non sono all'altezza, poi si illudono e si bruciano".