INTERVISTA TC - Ds Gubbio: "In C stipendi normali, attenti ai tagli"

31.03.2020 07:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
INTERVISTA TC - Ds Gubbio: "In C stipendi normali, attenti ai tagli"

Stefano Giammarioli, direttore sportivo del Gubbio, ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato la situazione del calcio italiano e di quello eugubino.

I giocatori della Juventus hanno rinunciato agli stipendi. Cosa ne pensi?
"Un segnale forte dato dalla società più importante d'Italia. In Serie A credo che sia doveroso valutare attentamente quanto fatto dai bianconeri, per quanto riguarda Serie B e C bisognerà valutare con attenzione il taglio degli stipendi perché quest'ultimi hanno cifre normali".

La stagione dovrà essere congelata?
"È la più grossa emergenza dopo la seconda guerra mondiale, adesso dobbiamo solo tutelare i nostri anziani. È difficile prevedere quando si rigiocherà, i numeri cambiano in continuazione, in alcune parti d'Italia il virus è appena arrivato, in altre non ancora e speriamo non arrivi. Se tutto si risolverà entro maggio, l'idea di terminare il campionato entro l'estate e poi ripartire dopo 15 giorni credo sia la soluzione migliore".

Sarà stancante però...
"Sì ma bisogna fare sacrifici tutti insieme. E poi giocare a calcio, pensando a tutti gli altri lavori, credo sia talmente piacevole che la stanchezza nemmeno si sentirà".

Da quest'anno è tornato a Gubbio, a campionato in corso.
Per me è stato un fatto di cuore, avevo vinto due campionati a Gubbio. Sono legatissimo alla città e ci vivo anche. È stato un finale in crescendo, abbiamo preso decisioni forti con un mercato con tante uscite. Credo che il presidente Notari abbia capito le idee di mister Torrente con quest'ultimo che, insieme ai ragazzi, è stato bravissimo a passare dall'ultimo posto al centro della classifica".

Anche il mercato avrà ripercussioni?
"È difficile prevedere che mercato sarà e quando ci sarà. La valutazione di quello precedente è altrettanto difficile perché si è giocato così poco dopo gennaio".

Ad avere sicuramente ripercussioni saranno i proprietari dei club.
"In questa situazione i presidenti sono chiamati a fare dei sacrifici enormi. Ma credo sia giusto che i sacrifici li facciano prima per le loro aziende e poi per le loro squadre di calcio. Se riusciranno a risollevarsi continueranno a gestire i propri club, magari con budget minori ma con la stessa passione di prima".