INTERVISTA TC - DS Messina: "Stupito dal Foggia, ora ritroviamo energie"
Pasquale Logiudice, direttore sportivo del Messina, parla a TuttoC.com dopo la sconfitta contro il Foggia: “È stata una partita difficile, l'arrivo di un nuovo allenatore ha dato gran motivazioni. Hanno giocato senza presunzione e alla fine l'episodio ha premiato loro, mi ha sorpreso la loro compattezza”.
Mancano tre partite alla fine.
“Naturalmente c'è stato uno spreco di energie psicofisiche importanti, oltre a una serie di problematiche. Credo che sia fisiologico, la tensione ci sta portando a fare qualche errore in più. Dobbiamo ritrovare le forze per questo rush finale”.
Quota salvezza a 40 punti?
“Non si può dire, ogni settimana c'è un risultato che fa saltare i piani. Bisogna fare punti, non vedo altre strade. Parlare di quota salvezza è difficile, basta una sorpresa per rifare i calcoli”.
Corsa al titolo chiusa da tempo con la vittoria del suo ex Catanzaro.
“Raccolgono i frutti degli anni scorsi, è il giusto premio. Hanno vinto meritatamente, non ci sono dubbi”.
Qual è stato l'emblema della salita in B?
“Verrebbe facile dire Iemmello e Vivarini, però per ottenere questi risultati credo che sia stata decisiva la crescita della società con la creazione di un gruppo squadra e dirigenziale solido”.
Favorevole all'introduzione del VAR in C?
“Ha dato un supporto importante anche in A e da noi lo sarebbe ancora di più. Qui gli arbitri si formano, sarebbe positivo aiutarli col VAR. Avere un supporto per crescere in termini di personalità e gestione può essere d'aiuto”.
Ovviamente la A dovrebbe contribuire alle spese.
“In C i costi sono già alti, le cose peggiorerebbero se si aggiungerebbe anche questa spesa. L'arbitro viene formato per la Serie A, perciò anche loro dovrebbero mandare delle risorse. Non sarebbe giusto che la C paghi per far crescere al meglio direttori di gara che poi andranno in massima serie. I ragazzi di Primavera e D non sono pronti per essere usati tra i professionisti, non è come gli anni scorsi che c'era di mezzo la C2 come step intermedio. I club di A dovrebbero investire nella loro crescita, aumentando così anche la credibilità della C che gioverebbe di arbitraggi migliori”.
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