INTERVISTA TC - Ds Sudtirol: “Liste? Basta cambiare regole ogni anno”

10.09.2020 21:30 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA TC - Ds Sudtirol: “Liste? Basta cambiare regole ogni anno”

Il Sudtirol si prepara per stupire ancora. Per capire cosa aspettarci dagli altoatesini, presenza fissa nei playoff delle ultime stagioni, TuttoC.com ha intervistato il direttore sportivo dei biancorossi, Paolo Bravo.

Che Sudtirol vedremo nella stagione che sta per cominciare?

"Speriamo di ripeterci, conquistando ancora un posto nei playoff e cercando di migliorare dove possiamo. Contro di noi, sicuramente, ci saranno delle piazze importanti: c'erano ieri e ci saranno anche domani. Noi, anche quest'anno, proveremo a rosicchiare qualcosa a queste big. Sicuramente dovremo farci trovare pronti di fronte alle novità che potrebbero esserci in una stagione così particolare. Bisognerà essere preparati a ogni situazione".

Liste a 22. Che problemi vi crea la nuova norma?

"Il Sudtirol non ha problemi di rosa, se ha un esubero è per scelta tecnica e non di sovrannumero. Detto questo, ritengo che le regole andrebbero stabilite con una cadenza di 2-3 anni. Capisco che ci sono situazioni in cui migliorare le regole ma non credo che serva stravolgerle tutti gli anni: siamo passati dai 16 over con i calciatori bandiera alle liste libere, per poi arrivare, al 25 luglio, all'inserimento delle liste. Delle liste che, ricordo, riguardano giocatori fermi da 4 mesi. Per fare i direttori sportivi in Serie C, insomma, servirebbe essere di più dei maghi. Non capisco perché, in una situazione in cui tutto il mondo si da una mano, perché il calcio non lo faccia. Il risparmio dovuto alle liste? Nessuno punta la pistola ai presidenti. Se una squadra vuole 30 giocatori perché non può tesserarli? Se un presidente ne vuole 22 o 26 o 30 credo debba essere libero di scegliere. Sciopero dei giocatori? È un loro diritto ed è comprensibile in una situazione come questa". 

Capitolo gironi: probabilmente sarete di nuovo con la parte est d'Italia, fino all'Abruzzo. Avrebbe preferito una divisione diversa?

"Non sono nessuno per decidere e scegliere. Però, in un momento critico come quello attuale, sarebbe meglio effettuare meno spostamenti possibili. Con una divisione in Nord, Centro e Sud le trasferte sarebbero state più brevi per le squadre e, ipoteticamente, anche per le tifoserie".

Quale sarebbe stata la soluzione?

"Sarebbe servita una tavola rotonda, alla presenza di tutte le componenti tecniche, in modo da trovare la soluzione che avrebbe accontentato, se non tutti, almeno più persone possibili. In questo mi trovo molto in linea con le parole dell'amministratore delegato della Triestina, Mauro Milanese, che ha sviscerato in questi giorni le problematiche delle liste, dei gironi, e del fatto che gli interessi di tutti devono trovare un punto d'incontro". 

Passiamo al mercato: cosa vi manca?

"Ho concluso per il portiere, arriva Meneghetti dalla SPAL. Probabilmente aggiungeremo qualcuno in avanti e nel pacchetto arretrato. Abbiamo dei giovani bravi e pensiamo che potremmo anche effettuare un minimo di minutaggio. Ma non è una regola che la società ha imposto in maniera continuativa".

A proposito di giovani, quest'anno avete mandato in Serie B Ierardi e Mazzocchi. Che pensa della regola del minutaggio?

“C’è solo una regola: chi è bravo gioca”.