INTERVISTA TC - Ghirelli: "Serie C esclusa dalla Coppa Italia? Aspettiamo a dirlo"

15.05.2021 18:00 di Redazione TC Twitter:    Vedi letture
Fonte: Sebastian Donzella
INTERVISTA TC - Ghirelli: "Serie C esclusa dalla Coppa Italia? Aspettiamo a dirlo"
© foto di Sebastian Donzella

A Como per la seconda giornata della Supercoppa di Serie C, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di TuttoC.com. Tanti i temi toccati dal numero uno della terza serie italiana, dalla situazione sanitaria che sta caratterizzando gli spareggi fino alle possibili riforme dei campionati.

Dopo i playoff si sono fermati anche i playout, ormai c'è un caso a settimana
"Quando io mi sono permesso di dire che ero preoccupato qualcuno pensava che scherzassi. Speravo che non avvenisse, però questo dimostra che il Covid gira ancora per l'Italia e colpisce anche i giovani. Speriamo che si fermi al più presto".

A Fano è stata la Asl a decidere
"Anche durante il campionato è stato così. Il nostro compito è di chiedere alle società di seguire le regole più rigorose per quanto riguarda la prevenzione perché era relativamente facile recuperare una partita nel corso della stagione regolare, lo è meno recuperarla negli spareggi. Compete a noi costruire una serie di ipotesi che possano governare la situazione. Dentro questa vicenda noi abbiamo rischiato che saltasse ancora la prima giornata dei playoff ma poco fa è arrivato l'ok dell'unità sanitaria di Verona che ringrazio perché noi disturbiamo la loro attività sul territorio, mettendogli sopra tanta pressione. Il fatto che ci abbiano detto che Triestina-Virtus Verona si può giocare ci ha tolto diverse ore di suspance che abbiamo avuto in questa giornata".

Qualcuno aveva detto che 28 squadre ai playoff erano troppe, però così il campionato è rimasto vivo fino all'ultimo
"Noi raccogliamo tutte le osservazioni che vengono fatte perché ognuno ha una sua verità. L'anno scorso abbiamo dovuto ridurre le partecipanti, togliendo il sogno e la speranza a tanti tifosi e tante società. Quest'anno abbiamo voluto dare un segnale di speranza, nonostante sarebbe stato più semplice ridurre il numero di partecipanti anche stavolta. Così avrebbero lavorato di meno anche i dirigenti della Lega, che invece hanno lavorato tantissimo. Siamo in grado di modificare il format dei playoff anche in corso d'opera, ma in un momento di sofferenza del paese, non me la sono sentita di togliere due ore di gioia ai tifosi".

Nel prossimo anno come saranno divisi i gironi?
"Abbiamo terminato il lavoro di predisporre la commissione per la composizione dei gironi. Nei prossimi giorni consegneremo i dati e presenteremo tutte le ipotesi: da quella attuale a quella orizzontale, poi lungo le due direttrici adriatica/tirrenica, infine a livello nazionale. Decideranno i club in maniera democratica attraverso la riunione del direttivo ed eventualmente con la scelta dei presidenti".

La stagione regolare si è chiusa con il tracollo delle toscane
"Abbiamo avuto quattro retrocessioni quest'anno, due anni fa abbiamo perso il Prato che era la squadra con la più lunga militanza consecutiva nella categoria e l'anno scorso il Siena. La Toscana è stata tradizionalmente una regione formatrice di grandi allenatori e calciatori. Se il calcio perde delle opportunità, allora tutto il sistema si deve porre degli interrogativi, non solo la Toscana. Da questo momento il calcio è più povero, non soltanto quello di Serie C".

Riammissioni o ripescaggi, quali criteri quest'anno?
"Prima ci saranno le riammissioni e poi eventuali ripescaggi, come l'anno scorso".

Sta monitorando la situazione della Sambenedettese?
"Ho parlato oggi con il commissario e spera che ci siano delle cordate che possano acquistare la società. C'è stata tutta una discussione sulla fidejussione, noi l'avevamo escussa circa un  mesi fa perché c'era stato un ritardo da parte di Reale Mutua. Noi siamo intervenuti sul versante nazionale per farla, altrimenti saremmo dovuti intervenire per decreto. In questo modo abbiamo evitato che le cordate utilizzassero la scusa della fidejussione per tirarsi indietro". 

Quanto le dispiace salutare Como, Perugia e Ternana?
"Questo è il bello del calcio. Il Como è una grande realtà imprenditoriale, potenzialmente è destinato ad avere un futuro importante. La Ternana ha alle spalle un imprenditore estremamente capace, non a caso con lui abbiamo fatto anche un'esperienza dal punto di vista televisivo. A questo proposito abbiamo fatto degli esperimenti sul fronte dei diritti tv, abbiamo scelto la linea di diversificare costi e prodotti e credo che abbia dato buoni risultati, come ha dimostrato proprio il canale della Ternana. A Perugia invece c'è un imprenditore caparbio ma non dimentichiamo di citare anche Padova e Sudtirol, con i primi che sono arrivati alla pari del Grifone e gli altoatesini che hanno combattuto fino alla fine. Il girone B ha dimostrato ancora una volta di essere quello più equilibrato".

Jorginho dalla C alla Champions è una bella storia.
"Voglio ricordare anche i giocatori italiani che hanno vinto titoli con la nazionale, ad esempio nel 1992 a livello di Under 21 o nel 2006 in Germania e che avevano giocato in Serie C. Se riprendiamo ad essere la formazione dei giovani, forse anche all'Italia va meglio".

Riforme, a che punto siamo?
"Io credo che ci sia bisogno di una riforma del calcio italiano perché il livello di competitività si è abbassato e abbiamo avuto solo la Roma in una semifinale europea".

Intanto la Serie C è stata fatta fuori dalla Coppa Italia
"Siamo sicuri che hanno tolto la Serie C dalla Coppa? Io aspetterei un attimo prima di dirlo".