INTERVISTA TC - Juve Stabia, Berardocco: "Col Bari vittoria importantissima. A noi serve identità"

12.11.2021 14:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Juve Stabia, Berardocco: "Col Bari vittoria importantissima. A noi serve identità"
TMW/TuttoC.com
© foto di CeC-comunication

La Juve Stabia riparte. La vittoria sul Bari è arrivata per la formazione campana dopo un periodo complicato, e può essere l'occasione di prendere lo slancio per migliorare una classifica che vede le Vespe al decimo posto. Ne ha parlato a TuttoC il regista dei gialloblù, Luca Berardocco: “È stata una vittoria importantissima sia per il prestigio dell’avversario che per il momento dal quale venivamo con la sconfitta nel derby. È stato un risultato importante per noi, dobbiamo continuare così e dare continuità. Solo così potremmo dire di esserne usciti definitivamente”. 

Quattro gol fatti e tre subiti in casa, nove e nove fuori. Si direbbe che a Castellammare giochiate in maniera più accorta e in trasferta vi sbilanciate di più. Sentite questa differenza?
“Non penso possa essere questa la differenza. In casa le squadre tendono ad essere più accorte e a scoprirsi di meno, diventa per noi più difficile fare la partita, cosa che in questo momento ci manca. Fuori casa trovi squadre che fanno più la partita, lasciando spazi per punirli in contropiede”. 


Come ha vissuto la squadra il cambio in panchina e come vi state trovando ora con Sottili?
“Non è mai bello quando c'è un cambio in panchina, perché la squadra non la vive in maniera positiva. Anche se è l’allenatore che paga per tutti, sappiamo che le responsabilità sono nostre, visto che scendiamo in campo. Sentiamo questa responsabilità, ma il calcio è così, abbiamo un altro allenatore con cui stiamo lavorando tanto, ci troviamo bene, cerchiamo di fare tanto in settimana per assimilare il prima possibile le sue idee di gioco e quello che ci chiede”.


A proposito del Bari, che squadra hai visto? È la candidata numero uno alla promozione?
“Mi è sembrata una formazione molto forte, con tantissimi giocatori forti e di categoria superiore, con una panchina lunghissima, magari non era in una giornata positiva ma sicuramente lotteranno per il campionato fino alla fine: è la pretendente numero uno per il campionato”.

E la Juve Stabia? Qual è la vostra dimensione, il vostro obiettivo?
“L’obiettivo minimo è i play off, non so in che posizione. Al di là dell'obiettivo, la cosa più importante credo sia trovare un'identità di squadra e una compattezza che ti permetta di avere una continuità di risultati, cosa che ci manca in questo momento ed è quello che ti può portare a pensare ad un obiettivo”. 

A livello personale sei soddisfatto del tuo campionato finora?
“Non sono soddisfattissimo, potevo fare di più. Mi alleno sempre al massimo, cercando di dare il meglio e farmi trovare pronto quando sono chiamato in causa”.

Prossima contro il Monterosi; più complicato affrontare una squadra che ha appena cambiato allenatore?
“Sarà una partita difficilissima, al di là del cambio di allenatore. Vengono da risultati negativi consecutivi, vorranno fare di tutto per cambiare questo trend. Noi dobbiamo fare questo step successivo per dare continuità ai risultati e, in questo senso, la partita di domenica è la più importante”. 

Sei di Pescara, ma in 10 anni giochi per la prima volta in una piazza del sud, quanta differenza c’è rispetto alle tue precedenti esperienze?
“A parte Pescara, mi sono trovato a giocare sempre al centro nord. La differenza principale è a livello ambientale, cosa che non ho potuto vivere lo scorso anno per gli stadi chiusi. Quest’anno me ne sto accorgendo, sotto questo aspetto è molto differente, rispetto agli altri gironi. Ci sono piazza calorose dove è difficile andare a giocare per l’ambiente che trovi”. 

A proposito di Pescara, sei praticamente cresciuto con Verratti: si capiva che aveva qualcosa di speciale?
“È vero, lo conoscevo da quando avevo sei anni, per averci giocato contro nei tornei locali. Poi ci ho giocato insieme nelle giovanili del Pescara: si vedeva subito, da piccolino, che era un fenomeno, e immaginavo che potesse fare questo tipo di carriera”.

Pensi mai cosa sarebbe potuto succedere se fosse toccato a te giocare vertice basso nel Pescara di Zeman?
“Ci penso raramente, non ho rimpianti di questo tipo perché non mi piace ragionare con i se e con i ma. Sono contento delle mie scelte, sono contento della mia carriera e di dove sono oggi, nella Juve Stabia. Penso solo a concentrarmi e dare il massimo per questa maglia”.